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martedì 13 ottobre 2020

Come ho organizzato la scrivania

 A casa mia il regno dell'agenda è la scrivania.
  Tre anni fa ho acquistato un'agenda organise (o organizzatore per carta) di Filofax: in similpelle nera, dalle linee semplici e pulite, con doppio portapenna, due tasche per un quaderno e un taccuino. L'ho scelta in formato A5 perché ho bisogno di spazio per scrivere tutto-tutto (appuntamenti, cose da fare, progetti, verifiche) e non la porto mai fuori casa.
  Rimane sempre sulla mia scrivania, aperta sulla pagina del giorno (tranne la domenica).

Se mi segui già da un po', sai che per anni ho lavorato sul tavolo da pranzo dello studio: un tavolo grande e delicato, centenario e restaurato dall'ebanista di famiglia, il padre di mia nonna. Talmente grande da invitarmi a sparpagliare su ogni centimetro del suo piano libri, penne, quaderni, taccuini e, ohibò, inevitabili cianfrusaglie.

Se mi segui già da un po', sai anche che ho un rapporto di amore-odio con il mio studio: non ha una porta per isolarlo dagli altri ambienti (anzi, non ha un'intera parete!), si trova nell'angolo più buio di tutta la casa, è sia il mio studio sia la sala da pranzo per le belle occasioni.
  Soprattutto non sono soddisfatta del suo arredamento: vorrei una libreria su misura che l'avvolga tutto e una parete di vetro che lo separi dal resto di casa. Per ora, però, lo tengo così e cerco di trarne il meglio che posso.

Un passo avanti l'ho fatto: ho smesso di lavorare sul tavolo della nonna perché adesso ho una vera scrivania. Anzi, una libro-scrivania, cioè ricavata all'interno della libreria. Come sempre, io l'ho progettata e mio marito l'ha realizzata, risolvendo problemi tecnici e trasformando le mie idee in realtà.
  La libreria è una vecchia Expedit di Ikea con vano tivù: solo gli spazi sotto sono chiusi (c'è una fila di doppi cassetti) e tutto il resto era aperto. Adesso c'è un piano a ribalta che copre la parte inferiore del vano tivù (dove teniamo la stampante e il modem) e, quando si alza, diventa la mia scrivania.

La libro-scrivania è larga più di un metro, profonda più di settanta centimetri e ha posto per tutto quello che mi serve, lasciando poco spazio alla mia indole disordinata. Per scongiurarne ogni agguato, ora mi tocca solo organizzarla.

Innanzitutto ho seguito la regola del bersaglio. L'ho descritta in un articolo per APOI e te la riassumo brevemente: serve per organizzare la scrivania e gli spazi circostanti secondo la prossimità e la frequenza d'uso degli oggetti.
  In pratica, distingue quattro aree:

  1. davanti agli occhi si tengono gli strumenti indispensabili per lavorare;
  2. a portata di mano gli oggetti che servono sempre;
  3. allungando le braccia ciò che si usa di meno;
  4. alzandosi dalla scrivania gli strumenti che si utilizzano poco.
Perciò sul piano a ribalta della scrivania ho il computer, l'agenda, il pomodoro, i quaderni e le penne. Sul ripiano fisso  ci sono la lampada, il tablet, il telefono e i libri da consultare. Sul fondo ho voluto un vano chiuso da piccole ante, profondo dodici centimetri, per i caricatori degli aggeggi elettronici, le prese per ricaricarli e gli accessori che uso spesso, come le memorie usb e gli auricolari. Sopra ho messo il portapenne, l'astuccio, la scatola degli evidenziatori e il telefono fisso.

Oltre alla fila di cassetti doppi, ho progettato due cassetti-archivio ai lati del vano tivù (ancora dobbiamo costruirli): uno per i miei documenti da lavoro e l'altro per quelli di casa e di mio marito.
  Voglio sfoltire un po' di libri per far posto ai testi di organizzazione personale e di uso del tempo: alcuni andranno nell'altra libreria (urge riorganizzazione!) e altri al Libraccio.
  E se i cassetti-archivio funzionano bene, li voglio aggiungere anche all'altra libreria, per raccogliere tutto ciò che mi serve per l'altro mio lavoro. 

Dove vanno l'agenda e i suoi compagni quando lo studio diventa una sala da pranzo? Nel mobile accanto alla scrivania, sotto la centrale di comando
  Così, con il piano a ribalta abbassato a nascondere modem e stampante, e gli strumenti da lavoro ritirati nel mobile, rimangono a vista solo i libri: il miglior arredamento di una casa!

Paroladordine spazio come ho organizzato la scrivania professional organizer

martedì 15 settembre 2020

Casa ordinata vs casa organizzata

La settimana scorsa è iniziata una nuova serie televisiva sul mondo dell'organizzazione personale: L'arte di organizzare la casa con The Home Edit
  The Home Edit è un'azienda di professioniste dell'organizzazione statunitensi di Nashville, fondata da Clea Shearer e Johanna Teplin. Dal loro sito scopro che vogliono reinventare l'organizzazione domestica tradizionale unendola alla progettazione e all'arredamento d'interni: ai loro sistemi organizzativi, infatti, aggiungono un tocco di stile per trasformare gli spazi anche dal punto di vista estetico. La loro firma stilistica è la disposizione degli oggetti in ordine cromatico.

Non posso fare a meno di pensare a un'altra serie televisiva, Facciamo ordine con Marie Kondo, in cui la famosa consulente di riordino giapponese, insieme alla sua assistente, aiuta alcune famiglie statunitensi a fare ordine nelle loro case.
  Marie Kondo è imprenditrice e ideatrice del metodo KonMari, che insegna in tutto il mondo per trasformare le case disordinate in spazi di serenità e ispirazione. Il suo metodo si basa sul riordino per categorie (e non per stanza) e incoraggia a tenere solo le cose che danno gioia e lasciare andare quelle che non lo fanno più, dopo averle ringraziate per il servizio reso.

The Home Edit aiuta le persone a trovare un sistema di organizzazione degli oggetti in linea con le loro abitudini e il loro stile di vita; Marie Kondo aiuta le persone a liberare gli spazi in cui vivono degli oggetti inutili. Il risultato sembra lo stesso: le case sono in ordine, armoniose e facili da vivere. Ma è davvero così?

Credo che una casa ordinata sia diversa da una casa organizzata. Per comprendere bene la differenza, ho cercato sul vocabolario della lingua italiana l'etimologia e il significato di entrambe le parole, ordine e organizzazione (lo faccio sempre, quando voglio arrivare all'essenza di una parola).
  Ecco cos'ho scoperto.

  • Ordine deriva dalla parola latina ordo, composta da termini indoeuropei col significato di "modo di procedere".
    Indica principalmente la disposizione di ogni cosa nel suo luogo, cioè dove le spetta rispetto ad altre, secondo un criterio ragionato per praticità, utilità e armonia.
    È anche la disposizione delle cose nel mondo secondo natura e legge.

  • Organizzazione deriva dal verbo organizzare e dal termine organo.
    Organo a sua volta deriva dalle parole in latino organum e in greco antico òrganon, che significano "strumento".
    Organizzazione significa "mettere i vari elementi di una cosa in connessione tra loro affinché lavorino insieme e raggiungano un fine determinato". Indica anche la preparazione di quanto è necessario per eseguire qualcosa (per esempio, preparare gli ingredienti per eseguire una ricetta).
    Quindi, l'organizzazione dà una struttura a un insieme di elementi e li coordina tra loro per ottenere un risultato.

In poche parole, quando ordiniamo stiamo mettendo al loro posto oggetti e idee; quando organizziamo stiamo mettendo insieme oggetti e idee per raggiungere un obiettivo.
  La differenza è enorme.

Una casa ordinata è un ambiente armonioso, in cui ogni oggetto è utile, piacevole e al suo posto. Una casa organizzata è un ambiente armonioso, in cui ogni oggetto è utile, piacevole, al suo posto e funzionale a uno scopo.
  Per esempio, in un armadio ordinato i vestiti e gli accessori sono divisi per colori, lunghezza e tipo di stoffa; in un armadio organizzato i vestiti e gli accessori sono raggruppati in completi da indossare nelle diverse occasioni (lavoro, attività all'aria aperta, feste e serate importanti, riposo) per risparmiare tempo ed evitare fatica decisionale.

Insomma, la grande differenza è questa: l'organizzazione fa in modo che sia la casa a lavorare per te, e non tu per la casa.

Paroladordine professional organizer ordine vs organizzazione

martedì 11 agosto 2020

Ti consiglio un blog: Iheart organizing

Oggi ti consiglio un blog: Iheart organizing di Jennifer Jones.  Insieme al blog di Benita Larsson, è stato una fonte infinita di spunti e idee creative quando mi occupavo solo di organizzazione domestica.
  Da quando ho scelto di concentrarmi sull'uso del tempo non lo seguo più con assiduità, ma ogni tanto mi piace tornare a curiosare tra le sue pagine e dare un'occhiata ai lavori di casa che Jennifer realizza per renderla sempre più funzionale alla crescita della sua famiglia.

Jennifer Jones è un'appassionata di organizzazione, moglie e madre statunitense, collabora con diverse riviste di casa e organizzazione e ha un negozio in internet per vendere le sue agende.
  Il suo blog tratta di organizzazione degli spazi di casa e della famiglia; è il luogo in cui mostra al mondo la sua passione per l'organizzazione, per provare nuovi sistemi e condividere ciò che ha imparato lungo il percorso, e soprattutto i suoi fantastici fa-da-te.
  Naturalmente, l'organizzazione non è un piacere fine a se stesso, ma un mezzo per rendere la vita più facile, risparmiare tempo e godersi la famiglia: La nostra famiglia ha ottenuto così tanti benefici dall'organizzazione, ma il più grande regalo è il tempo per stare insieme.

Mi piace perché è ricco di idee da cui prendere spunto, per le sue spiegazioni minuziose dei fai-da-te (non solo di quelli di successo, ma anche degli insegnamenti appresi dagli errori), per la sua capacità di mostrare coi fatti quanto l'organizzazione sia importante per una vita serena.

Te lo consiglio per il suo entusiasmo, per le sue idee, per le belle foto (la bellezza non guasta mai!) e per la sua genuinità: Una volta ho letto da qualche parte che le persole di solito spendono quaranta minuti al giorno per cercare le cose. Ho anche letto da qualche altra parte che, per ogni minuto investito a diventare organizzati, si guadagna un'ora: un ritorno sorprendente del tuo investimento, non potrei esserne più certa!

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martedì 14 luglio 2020

Le distrazioni esterne e lo spazio in cui vivi

Sogno un ufficio tutto mio, lontano quanto basta da casa, magari in una zona piacevole da raggiungere a piedi, vicina a negozi, bar e viste mozzafiato sul lago. Nella mia mente l'ho già arredato: ho scelto i colori delle pareti, la disposizione dei mobili e persino le piante di ogni stanza. Gran sospiro.
Per ora mi accontenterei di una parete e una porta per chiudere lo studio dal resto di casa e tenere lontani i cani e l'umano che entrano ed escono dal mio spazio di lavoro con estrema facilità e spensieratezza.

Chi ha provato in questi mesi a lavorare da casa ha conosciuto la frustrazione di essere distratti e interrotti da chiunque per qualunque motivo, la maggior parte rinviabile a momenti migliori. Lavoro da casa da quando ho smesso di scavare nei cantieri archeologici, circa una quindicina di anni fa, non ho mai avuto uno studio isolato dal resto del mondo e per questo mi sento un'esperta di distrazioni esterne.
  La settimana scorsa ho scritto di distrazioni emotive, le più difficili da eliminare perché nascono dalla nostra mente e non sempre siamo capaci di lasciare andare le nostre emozioni, i nostri sentimenti e i nostri pensieri.
  Le distrazioni esterne, invece, sarebbero più facili da eliminare. Uso il condizionale, perché alcune dipendono da noi e ne abbiamo il controllo, altre invece dipendono dalle persone con cui viviamo e altre ancora dal contesto in cui ci troviamo.

Le distrazioni sensoriali che dipendono da noi sono, per esempio, lo squillo del telefono, le suonerie e le vibrazioni delle notifiche di applicazioni, i vari suoni dei vari apparecchi elettronici che usiamo in casa. In questo caso la soluzione per eliminarle durante le ore di lavoro è semplice e immediata:
  • attiva la modalità silenziosa del telefono mobile;
  • stacca la cornetta o abbassa tutto il volume del telefono fisso (se ancora lo usi);
  • a mali estremi, fai la stessa cosa con il citofono di casa;
  • fa' in modo che lavastoviglie, lavatrice e asciugatrice inizino e finiscano i loro cicli di lavaggio e asciugatura in orari diversi dal tuo lavoro (al mattino presto o la sera);
  • avvisa famiglia, parenti, amici, colleghi, fornitori e clienti che sei reperibile solo in certi orari di certi giorni (affinché non chiamino i vicini o i vigili urbani per scoprire che fine hai fatto!);
  • ricordati di riattivare tutto quanto quando hai finito di lavorare.

Le distrazioni esterne che dipendono dalle persone con cui viviamo sono le più insidiose, soprattutto se non esiste una barriera fisica che ci protegga dalle loro interruzioni. Sono sicura che conosci bene questo tipo di distrazioni: i cani e i gatti che hanno fame, sete, voglia di coccole, bisogno di uscire, voglia di giocare; i bambini che richiedono la tua attenzione mentre giocano, disegnano, fanno i compiti; gli adulti che ti chiedono se stai lavorando (ehm), se hai un "attimino", se sai già cosa mangerete per cena, un favore, una precisazione, un aiuto...
  Se hai uno studio in una stanza separata dal resto di casa, le soluzioni sono più facili:
  • concorda con la tua famiglia le ore da dedicare al lavoro, agli altri e alla casa;
  • con l'aiuto di una tabella settimanale condivisa, tieni informati grandi e piccini dei tuoi orari di lavoro;
  • appendi all'esterno della porta del tuo studio un cartello con scritto: "sto lavorando, non disturbare, per favore";
  • chiudi la porta, se necessario anche a chiave, e resisti a ogni tentazione di rispondere alle richieste recidive;
  • rispetta gli orari di lavoro, perché il tuo turno con la famiglia e le faccende di casa corrisponde al turno di lavoro di qualcun altro.
Fa' lo stesso anche se non hai uno studio appartato vero e proprio, e armati di pazienza perché dovrai ripetere più volte che mentre lavori hai bisogno di tutta la tua concentrazione.

Con le distrazioni sensoriali che dipendono dall'ambiente circostante non si può fare molto: i vicini avvezzi a urlare continueranno a urlare, l'adolescente che ascolta musica tunz tunz continuerà ad ascoltarla, i furgoni che sostano sotto casa con il motore accesso continueranno a tenerlo acceso, il traffico che sfreccia sulla strada continuerà a sfrecciare. Si eliminano con un buon isolamento acustico, ma non sempre si può.
  Per fortuna ci dà una mano il nostro cervello con l'attenzione selettiva, la capacità di concentrarsi su una singola cosa ignorando un'infinità di altri stimoli (suoni, forme, colori, gusti, odori e sensazioni) che potrebbero catturare la nostra attenzione. In pratica, nella parte più "nuova" del nostro cervello (le regioni prefrontali) alcuni neuroni rafforzano i segnali su cui vuoi concentrarti e attenuano i segnali che decidi di ignorare; lo fanno sia con gli stimoli sensoriali, sia con le emozioni. Così più ti alleni a concentrarti su ciò che stai facendo, meno sei rapita dalle emozioni in ogni ambito della tua vita.

La capacità di spostare l'attenzione da una cosa a un'altra è davvero importante per il nostro benessere. E, mentre aspetto di avere un ufficio tutto mio con vista lago, sogghigno quando il vicino mi dice: "Stavamo parlando ad alta voce, non ci hai sentiti?". No, non vi ho sentito, ero concentrata sul lavoro!

P.S. Per lo studio sto meditando di aggiungere una vetrata in stile veranda anti interferenze canine e umane: bella (è leggera e fa passare la luce) e utile.

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martedì 16 giugno 2020

Come organizzare le idee

Tempo fa mi è stata posta una bella domanda, stimolante per tutte le persone curiose e creative e per me come professional organizer: «Come posso organizzare gli spunti interessanti e di tematiche molto diverse in una specie di "kit di pensieri"? Puoi suggerirmi un modo digitale e uno manuale?»

Mi sono sentita molto coinvolta: ho sempre avuto bisogno di raggruppare in un unico posto le mille idee che mi vengono in mente, e sempre cercato il modo più semplice e utile per tenere traccia di tutti i guizzi di fantasia.
  Ti racconto come faccio.

Scrivere a mano su carta

Per quanto riguarda il supporto della scrittura, preferisco il cartaceo al digitale, perché scrivere a mano è una forma di apprendimento e di organizzazione dello spazio e delle idee.
  Psicologi, studiosi del comportamento e neuroscienziati hanno dimostrato con vari esperimenti scientifici che, mentre scriviamo a mano, selezioniamo gli argomenti più importanti, li elaboriamo e riformuliamo (sviluppando la capacità di sintesi), li comprendiamo e memorizziamo meglio, siamo più concentrati, apprendiamo e assimiliamo meglio le informazioni.
  La scrittura a mano è legata al pensiero, alla capacità di dar vita a nuove idee, di conservare le informazioni e di elaborarne di nuove: insomma, quando le scrivi, te le ricordi e le fai tue.

Il "kit di pensieri" cartaceo

Per creare il "kit di pensieri" ci vuole davvero poco: un quaderno ad anelli, fogli, penne e divisori. Scegli il formato che ti è più comodo: A4 se scrivi in grande e hai bisogno di più spazio (o di applicare immagini, ritagli di giornali, decorazioni) o A5 se preferisci portarlo con te.
  Dividi gli argomenti per categorie: per esempio, note di grammatica, pensieri della buona notte, articoli da leggere, citazioni e aforismi. Con i divisori, aggiungi nuove categorie man mano che ti vengono in mente. Per trovare l'idea che ti serve, ti basta leggere le etichette applicate ai divisori.

Puoi usare lo stesso sistema con il metodo Bullet Journal, inventato da Ryder Carroll: invece di un quaderno ad anelli usa un quaderno normale (meglio a quadretti o puntinato) e invece delle sezioni separate da divisori utilizza l'indice. Con questo metodo, infatti, scrivi tutto quello che ti viene in mente nella prima pagina libera e, per trovarlo in fretta, segni l'argomento e il numero della pagina nell'indice all'inizio del quaderno.

Uso entrambi i sistemi: un quaderno ad anelli per raccogliere definizioni, tecniche, metodi e strumenti organizzativi, un Bullet Journal per le idee di lavoro e uno dedicato solo ed esclusivamente al tempo.

Applicazioni digitali

Preferisco scrivere a mano, ma lavoro da computer e mi capita spesso di voler salvare alcune informazioni da internet. Uso due sistemi diversi: la funzione salva di Facebook e l'applicazione Pocket.
  La prima salva le informazioni pubblicate da altri utenti in una sezione apposita del mio profilo e le suddivide in "raccolte" (cioè categorie d'informazioni e idee). La uso soprattutto per i contenuti attinenti all'organizzazione personale che ripropongo poi sulla mia pagina Facebook.
  L'altra è un servizio internet che salva e organizza contenuti multimediali grazie alla etichette. Lo uso quando faccio ricerche particolari, per "mettere in tasca" articoli, video e immagini e prenderli quando mi servono.
  Ho provato anche a usare Trello, nato come programma gestionale che si basa sul metodo Kanban, ma lo trovo più complesso e meno veloce degli altri due sistemi.

In ogni caso, se il materiale salvato è molto interessante, lo trascrivo in uno dei miei quaderni delle idee.


Per realizzare il tuo "kit dei pensieri" segui queste tre regole:
  • raggruppa gli spunti e le idee in un unico posto sicuro (i fogli vaganti sono il male!);
  • tienilo sempre con te (il Bullet Journal è perfetto, altrimenti usa un piccolo taccuino quando sei in giro);
  • aggiornalo in tempo reale e consultalo spesso.

In questo modo alleggerisci la mente, catturi al volo le idee e i pensieri sfuggenti, li organizzi secondo gli argomenti che ti interessano e sai sempre dove trovarli quando li cerchi.

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martedì 12 maggio 2020

Nuovi modi di vivere la casa

Questo articolo nasce da un intreccio di pensieri stimolati dalle parole di Camilla Corradi di la tazzina blu e delle tante persone con cui sono entrata in contatto in questi mesi – clienti, amici, conoscenti, familiari.

Camilla, che si occupa di progettazione d'interni, scrive: "Mai come in questo periodo ci siamo trovati a dover fare i conti con gli spazi che abitiamo. [...] Si tornerà all'essenziale, a una decorazione portata ai minimi termini, senza orpelli. Si penserà alla sostanza più che alla forma, a come rendere confortevoli e organizzati gli ambienti e rendere piacevoli gli spazi."

Di che cosa abbiamo bisogno nelle nostre case? È difficile dare un'unica risposta perché le case sono diverse, così come le famiglie che le abitano e le loro esigenze.
  Ci sono case piccole, medie, grandi, su uno o più livelli, con spazi all'aperto (balconi, terrazzi, giardini) oppure no.
  Ci sono famiglie piccole (di una sola persona o due), medie, grandi, con figli di ogni fascia d'età (dai neonati agli adulti, passando per gli adolescenti), con animali domestici, con vari tipi di lavoro (fuori casa, da casa per la prima volta, da casa da sempre, in casa, in attesa di riprendere).
  Ci sono esigenze di ogni genere, legate al tipo di casa e di famiglia che vi abita: trovare uno spazio per ciascuno per studiare e lavorare contemporaneamente, dividere e isolare gli ambienti in caso di malattia, suddividere equamente gli spazi del riposo da quelli del lavoro.

Al di là delle differenze, credo che la nostra casa debba garantirci quattro cose.
  1. Sicurezza. Abbiamo bisogno di protezione da tutto ciò che arriva indesiderato dall'esterno; di spazi leggeri e organizzati, facili da riordinare e veloci da pulire; di dividere gli spazi comuni da quelli personali e di igienizzare quelli in comune (soprattutto se lavoriamo fuori casa a contatto con oggetti e persone); di punti chiave e procedure per igienizzare persone e oggetti che arrivano da fuori.
  2. Intimità. Abbiamo bisogno di uno spazio tutto per noi, per isolarci dal resto della famiglia, dedicarci ai nostri interessi, mettere ordine nei pensieri e goderci la solitudine. Non è facile in case piccole o con ambienti aperti (per esempio, in casa nostra solo i bagni hanno le porte, tutte le altre stanze comunicano tra loro), né in famiglie numerose e con bambini che chiedono attenzioni e rassicurazioni.
  3. Concentrazione. Abbiamo bisogno di trovare un'area di studio e di lavoro per ciascuno, confortevole e funzionale; di condividere spazi e supporti tecnologici per studiare e lavorare,  di compromessi, regole ragionate, condivise, inderogabili e turni da rispettare (se la famiglia è numerosa e si lavora da casa, se c'è una zona giorno aperta e poche camere da letto, se non si possiede un computer a testa).
  4. Riposo. Abbiamo bisogno di separare gli spazi dedicati al lavoro da quelli dedicati al relax; di staccare e far riposare la mente; di spazi riservati a giovani e adulti per caricare l'energia e di spazi per bambini e ragazzi in cui giocare, correre, saltare e sfogare il nervosismo. Se poi lo spazio per sfogarsi e ricaricarsi è all'aperto, ancora meglio.

Sono d'accordo con Camilla: nelle case torneremo all'essenziale. D'altronde non sono né musei né parchi giochi, ma il posto in cui ci prendiamo cura di noi e della nostra famiglia in molti aspetti della vita quotidiana. 
  In realtà stiamo già definendo nuovi modi di abitare e vivere la casa: ci siamo liberati delle cose superflue (che c'infastidivano col loro peso) per avere con noi solo ciò che ci fa star bene e abbiamo organizzato le stanze secondo le nuove esigenze di questo periodo (sicurezza, lavoro, convivenza prolungata), spinti dalla necessità e dal bisogno di acquietare le emozioni
  Stiamo rendendo le nostre case armoniose: semplici da vivere, facili da gestire, comode da usare, leggere e flessibili ai cambiamenti.

Ti è venuta voglia di alleggerire gli spazi in cui vivi e cerchi l'aiuto di qualcuno che t'insegni come fare... Scrivimi: il percorso Johnny è facile da personalizzare e da realizzare anche in remoto.

Paroladordine nuovi modi di vivere le casa organizzazione personale

  

martedì 14 aprile 2020

Come organizzare il lavoro da casa

Uno dei problemi più diffusi tra le persone che ho incontrato durante le consulenze gratuite offerte per la Settimana dell'organizzazione è come organizzare il lavoro da casa. In realtà il problema è duplice, perché riguarda sia l'uso del tempo sia l'uso dello spazio.

All'improvviso, persone che hanno sempre lavorato presso la sede aziendale*, magari in uffici condivisi con i colleghi, si sono ritrovate a lavorare da casa, negli spazi di solito dedicati al riposo, allo svago, all'accoglienza di ospiti, amici e familiari. Senza colleghi, senza punti di ritrovo consueti, senza più abitudini consolidate, senza uno spazio dedicato.
  Tra le difficoltà riscontrate fin da subito da chi solitamente lavora in ufficio ci sono:
  • assenza di orari e, quindi, più ore del solito passate a lavorare;
  • caos nella comunicazione tra colleghi, che crea continue distrazioni;
  • mancanza di programmazione e lavori portati avanti oltre gli orari di lavoro;
  • mancanza di riti lavorativi e, quindi, sensazione di disorientamento e di isolamento.

Anche le persone che si dichiarano le più disorganizzate al mondo imparano a organizzarsi in tempi di necessità. È naturale, quando è in gioco un'emergenza e un cambio repentino di vita: per sopravvivere al caos, si cercano soluzioni pratiche e veloci a problemi inediti. Non è facile, ci vuole pazienza e tempo per testare un nuovo metodo, ascoltare le nuove esigenze (per esempio, le abitudini che mancano, una separazione fisica e mentale tra il lavoro e la casa e la famiglia) e modificare poco alla volta le soluzioni iniziali.
  Ti lascio alcuni consigli organizzativi per lavorare da casa come un libero professionista, così puoi prendere spunto e rendere la tua organizzazione più efficiente.

  1. Rispetta gli orari d'ufficio. Quando si è abituati a una struttura lavorativa imposta dall'azienda, è difficile capire quanto tempo dedicare al lavoro da casa; vale sia per alcuni capi che non hanno idea di quanto tempo impiegano i dipendenti a concludere un'attività, sia per i lavoratori che hanno la tendenza a occupare tutto il tempo disponibile, "tanto sono già a casa, non devo perdere due ore sui trasporti..."
    Il mio consiglio è di adottare gli stessi orari d'ufficio e di dimenticarti degli straordinari. Inizia e termina ai tuoi soliti orari (punta una sveglia, se necessario), mantieni questa abitudine e goditi le due ore guadagnate**.
  2. Crea nuovi riti. Se eri abituata a fare colazione al bar o leggere sul tram prima di entrare in ufficio, scambiare quattro chiacchiere coi colleghi, allenarti in pausa pranzo, prendere un aperitivo dopo il lavoro, ne sentirai la mancanza e ti sentirai senza quei punti di riferimento che scandivano le tue giornate.
    Il mio consiglio è di creare nuove abitudini-coccole che ti confortino: qualcosa di piacevole prima di iniziare il lavoro, un paio di pause al mattino e altrettante nel pomeriggio per una bevanda calda e una telefonata, una pausa pranzo rilassante in famiglia, un momento tutto per te a fine lavoro.
  3. Prepara il tuo ufficio. In ufficio avevi tutte le tue cose ben riposte nei cassetti e a portata di mano sulla scrivania; uno spazio in cui lavorare era facile e trovare l'occorrente ancor di più. Adesso devi dividere casa con il resto della famiglia e non c'è uno studio tutto per te dove poterti concentrare.
    Il mio consiglio è di trovare uno spazio di lavoro per ciascuno, una stanza intera oppure in un angolo, meglio se appartato e con una buona illuminazione; se hai una scrivania tutta per te, organizzala per avere tutto sotto mano, altrimenti metti l'occorrente in una borsa per allestire un ufficio portatile.
  4. Datti delle regole chiare e condividile. Come in ufficio seguivi regole ben precise, così fai anche a casa e condividile con famigliari e colleghi.
    Il mio consiglio è di informare tutti di come intendi usare i tuoi spazi, dei tuoi orari di lavoro (comprese le pause), di come comunicare tra colleghi per eliminare distrazioni (scegliete insieme tempi e mezzi per scambiare le informazioni di lavoro, le urgenze e le chiacchiere) e dei momenti in cui hai bisogno di stare da sola.
    Altro consiglio: non lavorare in pigiama o in tuta, ma scegli vestiti comodi e a prova di videochiamate; ti aiuta a separare mentalmente il lavoro dalle attività casalinghe.

Lavorare da casa regala anche delle piacevoli sorprese, come vivere quotidianamente momenti conviviali con la famiglia (prima relegati solo ai giorni di festa e vacanza), riscoprire interessi abbandonati, mangiare meglio e con calma, dedicare del tempo ai tuoi interessi e alla cura di te.
  Quali di queste abitudini vuoi portare con te anche dopo?


Se vuoi leggere altri consigli su come organizzare il lavoro da casa, segui le storie che pubblicherò domani sul mio profilo Instagram.
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* Per chi già lavorava in proprio o con lavori che prevedono diversi tipi di flessibilità (di orari, di gestione, di luogo, di contratti) è stato più facile adeguarsi e il problema maggiore è stato come organizzare le diverse necessità di tutta la famiglia – ma di questo scriverò un'altra volta.
** Il lavoro distrae e tiene occupata la mente, ma le preoccupazioni rimangono e consumano energie: riposati più che puoi per ricaricarle e non rischiare l'esaurimento.

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martedì 24 marzo 2020

La matrice dello spazio e il valore degli oggetti

In questi giorni sto riorganizzando alcuni spazi di casa che ne avevano davvero bisogno: il guardaroba, l'angolo della ginnastica, l'angolo della creatività, il ripostiglio e i cassettoni del sottoscala... Credo che nelle prossime settimane andrò avanti con i mobili del falso ingresso, quelli della lavanderia e terminerò con le librerie, gli scaffali e la scrivania dello studio.
  Insomma, mi sto dando da fare per tenere a bada le emozioni e i pensieri spiacevoli svuotando, pulendo, eliminando e riorganizzando casa. Esattamente come sta facendo una buona percentuale di italiani in questo periodo di chiusura (e clausura) forzata.

Sei a casa e non puoi uscire, se non per vere e proprie necessità: mai come ora ti vien voglia di rendere l'ambiente in cui vivi più ordinato, più funzionale, più confortevole, più accogliente e più simile al tuo ideale di casa. Allora inizi ad aprire le ante di un mobile, lo svuoti, lo pulisci e... ti blocchi davanti alla catasta di oggetti da rimettere a posto. Vuoi eliminarne qualcuno ma non sai da che parte iniziare né come fare. Che cosa ne fai del regalo di Natale del tuo migliore amico? E degli appunti dell'università? Le bomboniere dei cugini, le tieni o le elimini?
  Dipende. Non esistono regole universali per decidere che cosa tenere e che cosa eliminare, esiste solo il valore che dai ai tuoi oggetti: se sono utili e li usi sempre, hanno un valore funzionale; se sono belli e ti suscitano emozioni piacevoli, hanno un valore emozionale.

Usa la matrice dello spazio: serve a riconoscere il valore degli oggetti, scegliere che cosa tenere e decidere che cosa farne.
Ne ho letto per la prima volta nel libro di Sabrina Toscani. È una tabella divisa in quattro quadranti: ogni quadrante corrisponde a un tipo diverso di oggetto e ogni tipo di oggetto si distingue per il grado di utilità e di piacevolezza.

  • I - utile e piacevole. In questo quadrante ci sono i giochi: li riconosci subito perché non sono solo utili e li usi spesso, ma sono anche belli e ti fanno sentire bene. Come il tuo telefono, il computer, colori e pennelli, taccuini e penne, gomitoli e uncinetti.
    Hanno un doppio valore: tienili e riponili in un luogo facile da raggiungere, a portata di mano e pronti da usare, trattali bene e prenditene cura.
  • II - piacevole ma non utile. Qui ci sono i tuoi tesori: non hai bisogno, di pensarci, senti subito un forte legame emotivo, ti fanno sorridere e brillare gli occhi. Come un quadro, il cappello regalato dalla nonna, un paio d'orecchini, un vaso artigianale.
    In realtà non ti servono dal punto di vista pratico, ma ti suscitano emozioni davvero piacevoli: tienili (pochi ma buoni, però!), esponili e custodiscili con attenzione e amore.
  • III - utile ma non piacevole. Nel terzo quadrante ci sono gli strumenti: servono a uno scopo ben preciso e non puoi farne a meno. Come l'aspirapolvere, la lavatrice, la lavastoviglie, il coltello per il pane, la sveglia, le grucce.
    Magari non ti piacciono in sé, ma ti aiutano a semplificare certe attività: tienili, riponili dove li usi, in uno spazio comodo, mantienili funzionanti e pronti all'uso.
  • IV - né utile né piacevole. Infine, ecco le cianfrusaglie! Sono tutte quelle (troppe) cose che non usi, non ti servono, non ti piacciono, ti ricordano brutti episodi e ti scatenano emozioni spiacevoli. Possono essere regali ricevuti, oggetti costosi o "non-si-sa-mai".
    Si prendono il tuo spazio, il tuo tempo, la tua energia e il tuo denaro senza darti nulla in cambio: eliminale per sempre dalla tua vita e dalla tua casa, dai loro una seconda vita vendendoli, donandoli o riciclandoli.

Adesso che hai lo strumento giusto per fare le tue scelte, procedi così:
  1. libera una superficie ampia e dividila con il nastro adesivo di carta in quattro aree corrispondenti ai quattro quadranti della matrice;
  2. suddividi gli oggetti che hai tolto dal mobile nelle quattro categorie secondo il valore funzionale ed emozionale che hanno per te (cioè in giochi, strumenti, tesori, cianfrusaglie);
  3. sposta gli oggetti nei quadranti, iniziando da quelli che ti piacciono di più e che ti sono più utili.

Da questo momento in poi, alleggerire e organizzare i tuoi spazi sarà più facile e la tua casa da ideale diventerà sempre più reale


E, se hai bisogno di una mano, io sono qui.

Paroladordine-valore-degli-oggetti-organizzazione-personale


martedì 18 febbraio 2020

Perché organizzare lo spazio ti fa risparmiare tempo


La confusione intrappola il tempo. Tra ricerche forsennate che durano ore (a volte giorni interi, ohibò), cumuli di oggetti da spostare e tentativi di ricordare “dov’ero e che cosa facevo mentre…”, la confusione imprigiona il tuo tempo e lo riduce in polpette. 

Vuoi risparmiare tempo? Organizza gli oggetti nello spazio secondo la loro funzione, la comodità e le abitudini di chi li usa – tu, i tuoi famigliari, i tuoi coinquilini o i tuoi colleghi d’ufficio.
  In questo modo sconfiggi la confusione e liberi ore preziose, perché hai chiaro in mente quante cose hai (o non hai), sai sempre dove riporle e trovi subito quel che cerchi.
  
Facciamo un gioco, calcoliamo i minuti persi per:
  • trovare le chiavi di casa o dell’automobile (più o meno cinque minuti ogni giorno);
  • trovare gli occhiali da sole (idem; forse un po’ di più se è passato del tempo e non ricordi quand’è stata l’ultima volta che li hai usati);
  • recuperare i documenti per la dichiarazione dei redditi (una volta all’anno, ma la ricerca può durare anche un paio di giorni);
  • fare il cambio di stagione dei vestiti nell’armadio (da tre ore a due giorni per due volte all’anno);
  • scegliere i vestiti per la giornata (fino a mezz’ora ogni giorno, ma anche di più se i vestiti si trovano ancora nel cesto del bucato e devono essere stirati);
  • pulire casa (dipende da quanto è grande casa, più o meno un paio d’ore + un’ora di riordino a settimana);
  • archiviare le pratiche di lavoro (un paio di giorni ogni tre mesi);
  • consegnare il libretto dell’automobile alla polizia stradale (qualche minuto di panico invece di trenta secondi in scioltezza, solo una volta all’anno – si spera!).

Se moltiplichi i minuti per il numero di volte, il risultato è di circa diciotto giorni persi ogni anno a causa della confusione. 

Si potrebbero liberare:
  • 45 h trovando un posto fisso per chiavi e occhiali da sole in ingresso e nella borsa;
  • 6-12 h organizzando i documenti nell’archivio domestico;
  • 6-24 h eliminando i vestiti rovinati, fuori misura, fuori moda, doppi, inutilizzati;
  • 182 h organizzando il guardaroba secondo gli abbinamenti e le occasioni d’uso;
  • 156 h riordinando e pulendo ogni volta che si usa e sporca qualcosa;
  • 48 h archiviando le pratiche di lavoro subito dopo averle evase;
  • 3’ (e tanta ansia) organizzando i documenti nel cruscotto dell’automobile.

Il gioco continua: che cosa faresti con diciotto giorni tutti per te? 
  Potresti fare 30’ di meditazione e 50’ di esercizio fisico ogni giorno; oppure 80’ di ciò che più ti piace (leggere, scrivere, giocare, dipingere, suonare, ascoltare musica, chiacchierare, studiare, divertirti) ogni giorno; oppure – meraviglia! – andare in vacanza. 

La confusione si forma per mancanza di consapevolezza, disordine, indecisione, cattive abitudini e troppi oggetti: l’organizzazione personale ti aiuta a fare chiarezza ovunque (in casa, in ufficio, in automobile) e a risparmiare tempo prezioso da dedicare a ciò che davvero conta nella tua vita.

Se non sai da dove iniziare, dai un’occhiata a JOHNNY il mio percorso di interventi a domicilio (o in remoto) per organizzare gli oggetti e ottimizzare gli spazi di casa.
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martedì 14 gennaio 2020

Come organizzare casa quando non hai tempo

Ogni volta che qualcuno mi scrive per chiedermi aiuto nell’organizzazione personale, sento il profumo di una nuova sfida – e io adoro le sfide. Tra le più stuzzicanti c’è questa: «Come posso organizzare casa con poco tempo a disposizione?» 

È innegabile: una casa organizzata, ordinata e pulita è un bel posto dove ricaricare le energie, riposarsi e divertirsi con familiari e amici. Altrimenti, è solo un motivo di stress quotidiano in più, di insoddisfazione, malumore e pure sensi di colpa.
  Ti succede ogni giorno: vuoi una casa organizzata per trovare sempre le cose che ti servono, riordinare velocemente e pulire senza intoppi; ti sei informata, hai letto libri, hai già acquistato qualche contenitore strategico; sei pronta a iniziare a dare un senso agli oggetti e alle stanze, ogni giorno è quello buono. Eppure non hai ancora cominciato, perché “hai poco tempo”.

In questo caso il poco tempo è un problema dal duplice aspetto: da una parte ci sono i troppi impegni che riempiono fino all’orlo la settimana, dall’altro c’è il percorso di organizzazione fatto di tanti passaggi che hanno bisogno di... tempo! 
  Se sei una campionessa mondiale di Tetris e incastri gli impegni tra loro finché le giornate rischiano il botto (o tu di scoppiare), sai che “poco tempo” in realtà significa “zero tempo”: forse una manciata di minuti in sedici ore di veglia oppure qualche ora mentre dovresti dormire. In poche parole: troppi impegni inderogabili e la cura per la casa slitta all’ultimo posto.
  Organizzare casa è un lungo percorso fatto di tanti passi: desiderare di cambiare e sapere come (consapevolezza), scegliere gli oggetti utili da tenere ed eliminare il resto (cernita o decluttering), raggruppare gli oggetti con la stessa funzione e disporli dove si usano (organizzazione degli oggetti), fare in modo che gli oggetti siano comodi da prendere e riporre (ottimizzazione degli spazi). E questi sono solo i principali.

Più la casa è grande e piena di oggetti, più ci vuole tempo – che in questo momento non hai. 
  Ma a tutto c’è rimedio. Per prima cosa, puoi rivedere le tue priorità ed eliminare alcuni impegni (sono davvero inderogabili?): completa al più presto quelli urgenti, delegane alcuni, impara a dire “no” alle richieste altrui e non cadere nella trappola delle perdite di tempo. In questo modo libererai ore preziose.
  Se non puoi (o non vuoi), c’è un’altra soluzione: usare il poco tempo a disposizione con costanza e pazienza.

  • Dedica dieci o quindici minuti al giorno all'organizzazione di casa: possono essere consecutivi oppure spezzati durante la giornata. Non importa, basta che ci siano.
  • Trova il momento migliore per te: al mattino appena sveglia, dopo pranzo, subito dopo la merenda, prima di cena. Se ricavi cinque minuti per ciascuno di questi momenti, sei già a quota venti!
  • Nei primi dieci-quindici minuti concentrati sui risultati e il piano d'azione: da quale parte di casa vuoi partire? Quali attività vi svolgi? Di quali oggetti hai bisogno? Come vorresti che fosse?
  • Nei successivi gruppi di dieci-quindici minuti segui il tuo piano d'azione: scegli che cosa tenere, trova un posto a ogni cosa e fai in modo che tutto sia accessibile e comodo.

Ti servirà costanza, perché per raggiungere il risultato desiderato bisogna impegnarsi ogni giorno. E ti servirà pazienza, perché non sarà una corsa ma una lenta camminata: concentrati su ogni passo e ogni passo in più che fai sarà una piccola vittoria. 

Temi di non farcela da sola e preferisci avere un “allenatore” che ti accompagni? Scrivimi e affronteremo insieme questa sfida.

Paroladordine ogranizzare casa con poco tempo


martedì 10 dicembre 2019

Le mie regole per usare bene lo spazio

Tempo fa ho avuto un’illuminazione. Una di quelle che mi fa fare un giro su me stessa per vedere le solite cose con occhi diversi. È una cosa semplice e piuttosto elementare: curare la casa è un altro modo di curare me stessa.

Niente di rivoluzionario, vero? In molti c’erano già arrivati da eoni, io invece l’ho compreso davvero solo ora. Forse perché non mi piacciono le pulizie di casa (non capisco chi ci si butta a capofitto come in un vassoio di bignè, ma l’invidio), non mi piace mettere in ordine, non mi piace svuotare e riempire la lavastoviglie; mi piace – solo un poco – riempire e svuotare la lavatrice e appendere i panni. Ecco!
  Eppure un giorno ho fatto un rapido ragionamento: ho dei fastidi di salute da curare, per curarli i dottori mi dicono che devo mangiare cibo sano, fare esercizio fisico, eliminare lo stress, vivere in un ambiente sano. Per curare me stessa devo fare tante cose, tra cui curare l’ambiente in cui vivo: perciò curare la casa è un altro modo di curare me stessa. Ding! Lampadina accesa.

Da questo punto di vista, perdo ogni ostilità e resistenza, e tutte quelle attività che sono la quintessenza della “casalinghitudine” mi appaiono per quello che sono: non un lavoro (odioso) in più da fare, ma un’attenzione premurosa nei miei stessi confronti.
  Non che ora mi occupi delle faccende di casa con lo slancio di cui sopra (continuano a non piacermi), ma invece di un dovere ora le sento come un volere. Voglio farle perché poi sto meglio, e non rubo più il tempo per farle ma lo dedico.

Anche in questo, l’organizzazione mi aiuta. Posso pulire casa se la casa è in ordine, posso fare ordine se so dove mettere ogni cosa, so dove mettere ogni cosa se ho organizzato gli oggetti e ottimizzato gli spazi. Sono partita proprio da qui, piano piano (alcuni spazi sono ancora in trasformazione, abbiamo una casa “liquida”), seguendo poche ma infallibili regole, che condivido con te.

Un posto per ogni cosa. È la regola base: ogni spazio ha una o più funzioni (cioè ci svolgi determinate attività) e gli oggetti che servono sono organizzati per comodità, accessibilità e uso. È anche il primo passo per eliminare il disordine.
  Per esempio: in camera ci addormentiamo, dormiamo e ci svegliamo, ci sono il letto, i comodini con le lampade e i libri, un mobile per la lampada di sale e le candeline, due pouf per appoggiare i cuscini extra, le sveglie.

Ogni cosa al suo posto. È la diretta conseguenza della prima regola: se sai dove mettere un oggetto, non lasciarlo in giro! Riporre le cose nel posto scelto con criterio è il secondo passo per eliminare il disordine e le perdite di tempo.
  Per esempio: so che gli asciugamani per i cani sono nel ripostiglio del bagno (l’abbiamo deciso insieme); l’altro giorno pioveva, sono andata a prenderli e non li trovavo; ho chiesto al marito: li aveva spostati senza avvisarmi e io ho perso tempo.

In basso i cassettoni. Soprattutto se i mobili sono molto profondi (più di 40 cm), i cassettoni sono perfetti per prendere e riporre le cose: non ti accovacci o inginocchi, non sposti gli oggetti in doppia fila, non ti viene mal di schiena.
  Per esempio: nella credenza ho un cassettone e, dentro, tre cassetti a diverse altezze: sopra le posate di tutti i giorni, sotto quelle della domenica, poi le ciotole e le insalatiere, e sotto le tovaglie (usiamo più le tovagliette) e gli strofinacci.

In alto le ante. Le apri e trovi ciò che ti serve sugli scaffali: ti basta allungare le mani per prenderlo. In altissimo, metti le cose che usi di meno e tieni a portata di mano una scaletta. Inoltre puoi usare la superficie interna delle ante per appendere altre cose.  
  Per esempio: nel mio armadio, le borse che uso di meno sono sullo scaffale in alto, quelle che uso di più sono appese all’interno delle ante (e quelle ingombranti – borse grandi e zaini da lavoro – sono nei cassettoni in basso).

L’organizzazione mi aiuta ad ammorbidire la mia indole disordinata e a risparmiare tempo, che posso dedicare a ciò che conta davvero: prendermi cura di me e, quindi, anche della casa.

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martedì 12 novembre 2019

La tua casa ti rispecchia

Ci siamo conosciute da ragazzine, al liceo; dopo una chiacchierata “filosofica” siamo diventate amiche. Ci scrivevamo biglietti fitti di sogni, speranze, tormenti e pensieri, stavamo al telefono (quello fisso, in camera dei genitori) per ore. A quindici anni abbiamo trovato l’una nell’altra uno spirito affine, comprensione e condivisione.
  Poi siamo cresciute, ci siamo allontanate, incrociate, cercate, perse di vista, ritrovate… ognuna per la sua strada, lei dipingeva quadri pieni di colori forti, io scrivevo pagine piene di parole forti. Quella voglia di cercare il senso della vita, di crescere sempre e di migliorarci non è ci mai mancata.

Ora lei insegna yoga e io mi occupo di organizzazione personale, e anche in questo c’è qualcosa che ci accomuna. È innegabile, siamo diverse in tutto e per tutto (contesto, esperienze, carattere, abitudini), eppure siamo le stesse ragazzine di tanti anni fa con la stessa voglia di dare uno senso alla vita e vivere appieno ogni nostro momento. Lei lo fa attraverso lo yoga, io con l’organizzazione: così, chiacchierando, abbiamo scoperto che le due discipline hanno molti punti in comune.
  È per questo che abbiamo deciso di realizzare insieme qualcosa di utile e arricchente per chi desidera chiudere dei cerchi aperti e conoscere qualcosa di nuovo.

Ecco com’è nato La tua casa sei tu, il laboratorio pratico di yoga e organizzazione personale che ci impegnerà (con entusiasmo) per quattro martedì sera autunnali. 

Tutto ciò che c’è fuori è una manifestazione di ciò che c’è dentro: emozioni, ricordi, decisioni, abitudini, confusione, serenità.

È un laboratorio perché lavoriamo insieme per riconnetterci al nostro corpo e migliorare il rapporto con il nostro spazio, ed è pratico perché ci mettiamo alla prova subito, durante le due ore di ogni incontro e anche dopo, a casa.
  Ci saranno un po’ di teoria (non tutti conoscono lo yoga e l’organizzazione personale!) e tanta pratica: esercizi di yoga, domande, giochi, brevi esercizi di organizzazione personale, tanti spunti di riflessione e pure dei “compiti a casa”!
  Partiamo dal rapporto tra lo spazio in cui viviamo e le sensazioni corporee e le nostre emozioni. Continuiamo con il modo in cui viviamo il nostro spazio, la consapevolezza corporea e di come usiamo il tempo. Quindi esploriamo lo stile di vita che vorremmo, come prendere decisioni e cambiare abitudini. Terminiamo con il confronto, per scoprire com'è andata e che cos'è cambiato tra noi e lo spazio.

Abbiamo preferito un laboratorio pratico a un corso teorico perché crediamo che per imparare e fare “nostro” qualcosa di nuovo non basti solo ascoltare e guardare, ma anche (e soprattutto) farsi coinvolgere e creare una relazione tra di noi.

P.S. Lei è Viola Emanuelli, insegnante di yoga del centro SÉ74



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di Verbania.

martedì 8 ottobre 2019

Lo spazio costa

Ottimizzare gli spazi significa organizzare gli oggetti negli spazi a disposizione (in casa, in ufficio, in automobile, ovunque!) secondo il loro utilizzo e il luogo dove si usano (funzione), la comodità con cui sono presi e riposti nei mobili e negli spazi (accessibilità) e l’abitudine di utilizzo.
  Certe volte significa anche eliminare il superfluo, le cianfrusaglie, ciò che non usiamo più o non abbiamo mai usato, non ci piace più o non ci è mai piaciuto. È un preliminare necessario – e non perché il decluttering sia di moda (pare che Netflix proporrà presto una nuova serie simile a quella di Marie Kondo)!

Eliminare i propri oggetti è faticoso per tutti, anche solo per lo sforzo fisico, le decisioni da prendere, le ore che passano… Ad alcuni sembra un’impresa titanica e impossibile, e senza accorgersene alzano barriere in difesa di ogni singola cosa; una delle resistenze maggiori è racchiusa in questa frase: “mi è costato tanto”.
  È costato tanto ma, quando l’hai acquistato, ne sentivi il bisogno e il suo prezzo ti è sembrato giusto. Purtroppo, ogni volta che non lo usi (perché non ti piace o te ne dimentichi), lo paghi ancora e il suo prezzo non è più giusto.

Lo spazio costa denaro, lo spiega con chiarezza Karen Kingston nel suo libro Feng Shui e space clearing. L’arte di fare spazio nella casa e nella vita. Per ogni locale di casa stima la percentuale di spazio occupato da oggetti che non usi e non ami (per esempio, in ingresso equivale al 5%, in garage all’80%); somma tutte le percentuali e dividi il totale per il numero di stanze. Ottieni così la media di oggetti inutili per ogni locale, pari alla percentuale di affitto o di mutuo che ti costa per mantenerli.

Non solo, lo spazio costa tempo. Hai presente tutte le volte che perdi minuti (o ore!) a fare ordine prima di poter pulire casa o a cercare quel che ti serve tra caterve di cose messe lì a caso? Calcola quanto tempo spendi ogni anno e saprai quanto ti costano i tuoi oggetti: troppo.
  Infine, lo spazio costa energia. Gli oggetti scatenano emozioni, sentimenti, pensieri poco simpatici: hai paura di perdere ricordi preziosi, provi mille sensi di colpa all’idea di eliminare qualcosa, vivi nell’incertezza del “prima o poi lo userò”. Che fatica! Tutta energia spesa senza un vero motivo.

Una casa su misura per te e la tua famiglia non è solo quella che ti fa sentire protetta, coccolata e sostenuta in ogni momento della giornata, ma anche quella che ti fa risparmiare denaro, tempo ed energia: prova e ti sentirai più sicura di te, delle tue scelte e più ricca di opportunità da cogliere al volo.


A novembre torna il laboratorio di yoga e organizzazione personale La tua casa sei tu, al centro Sé74 di Verbania. Se abiti vicino, è un’occasione per conoscerci, lavorare insieme e approfondire questo tema.


Paroladordine lo spazio costa denaro tempo energia

martedì 10 settembre 2019

Assapora la tua casa

Ogni tanto mi piace leggere e ascoltare le opinioni altrui sull’organizzazione personale. Mi è capitato di recente, riguardo l’organizzazione degli oggetti e l’ottimizzazione degli spazi di casa. Di solito ci sono due fazioni: i Pro e i Contro.
  I Pro esprimono i loro sentimenti e descrivono situazioni personali e familiari; si sentono capiti per il loro bisogno oppure per la loro predisposizione; sono curiosi e s’informano.
  I Contro sparano a zero, non risparmiano frasi ed esclamazioni offensive e ridicolizzano la scelta di aiutare o di chiedere aiuto per organizzarsi. Alcuni credono che sia un complotto (“Prima ti fanno comprare di tutto, poi si fanno pagare per buttare via!”), altri che sia stata scoperta l’acqua; in ogni caso, c’è sempre qualcuno che esclama: “Le case organizzate, ordinate e minimaliste sono fredde e tristi come sale operatorie, non sanno né di famiglia né di casa.”

Eccoci. Io credo che una casa organizzata non sia fredda ma furba, e che lavori per te.
  1. Una casa organizzata non odora di polvere né di cose dimenticate. Se ogni oggetto è al suo posto, è più facile riordinare, pulire e sai sempre dove sono le cose (anche quelle deperibili). Senti il tuo profumo preferito diffondersi nelle stanze, non per coprire gli odori ma per evocare stati d’animo piacevoli.
  2. Una casa organizzata non è un guazzabuglio di colori, forme e volumi. Se gli oggetti sono organizzati per funzione e gli spazi dei mobili ottimizzati per comodità e accessibilità, c’è spazio per mettere in mostra ciò che ti piace guardare. Vedi solo cose belle che ti fanno sorridere e sentire bene.
  3. Una casa organizzata non risuona di borbottii spazientiti né di cose che cadono. Se sai dove riporre le cose e le metti via subito dopo averle usate, non perdi tempo a cercarle, a spostare pile di carte o vestiti, a rovistare nei cassetti. Senti solo la tua musica preferita, i bambini che giocano o il silenzio.
  4. Una casa organizzata non ha un cattivo sapore. Se la dispensa e il frigorifero sono ben organizzati, eviti che il cibo scada o rischi di ammuffire, sai quali alimenti cucinare per primi e hai tutti gli ingredienti a portata di mano. Assapori cibi freschi, saporiti e cucinati con cura.
  5. Una casa organizzata non è impossibile da accarezzare. Se i pavimenti e i piani dei mobili sono sgombri, puoi camminare o passare la mano sulle superfici e renderti conto della morbidezza o robustezza dei materiali. Tocchi, accarezzi e sistemi i cuscini, le tovaglie, i tavolini preferiti.

Ognuno di noi è libero di vivere nella casa che desidera: c’è chi sta bene in una casa stile Signora Fletcher, chi in una casa minimalista; chi nel disordine si trova a suo agio e chi nell’ordine si rilassa. Ma una cosa è certa: una casa organizzata previene le difficoltà domestiche, ti assicura serenità e appaga i tuoi sensi.

Sto facendo una cosa nuova: sto aiutando una persona a organizzare gli spazi di casa a distanza. Anche se abitiamo lontane, lavoriamo insieme per organizzare gli oggetti e ottimizzare gli spazi secondo le sue esigenze: ci basta una connessione Internet, un recapito Skype ed è come essere nella stessa stanza! Io le mostro come fare e lei mi spiega come sta procedendo; io rispondo a ogni sua domanda e lei mi aggiorna su ogni piccola vittoria. Se lo trovi interessante, scrivimi per avere tutte le informazioni.
Paroladordine casa organizzata

martedì 13 agosto 2019

Consiglio #2 "Benita Larsson"

Oggi ti consiglio il sito di Benita LarssonNel sito trovi il suo blog (non più attivo) e i suoi canali social.

Quasi dieci anni fa, quando ho iniziato a interessarmi all’organizzazione personale, un’amica mi ha suggerito di seguire il blog di Benita. Fin dalla prima lettura m’è subito piaciuto e ho iniziato a leggerlo dal primo all’ultimo articolo, proprio come fosse un libro: cinque anni e mezzo di creatività, semplicità scandinava e organizzazione.
  Da quando ha smesso di pubblicare sul blog, la seguo sugli altri suoi canali: Pinterest, Instagram e Youtube.

Benita Larsson abita a Stoccolma, in Svezia, in un appartamento in cui si è trasferita da poco. E questo è un bene, perché nei suoi video racconta come sta organizzando la nuova casa, stanza per stanza, patio compreso (su misura dei suoi gatti). Lo fa con gentilezza, un pizzico d’ironia, attenzione ai particolari e indiscussa bravura.
  Di lei mi piacciono:
  • la cura dei dettagli
  • il bianco assoluto
  • i pochi tocchi di colore
  • i materiali naturali
  • la praticità 
  • l’organizzazione degli oggetti
  • l’ottimizzazione degli spazi
  • le soluzioni mai scontate
  • la semplicità 

Mi sono ispirata a lei e alle sue case (ne conosco tre) per organizzare la mia: i cassetti della cucina, soprattutto, sono molto “stile Benita”!
  In casa sua ogni oggetto è riposto secondo la sua funzione in contenitori facili da spostare; ogni cosa è al suo posto, occupa lo spazio necessario e non intralcia né ostacola. Le sue case sono pulite, ordinate, minimaliste ma ricche di freschezza e bellezza: stampe, fiori freschi, mobili vintage o dalle linee pulite, candele, suppellettili particolari, tanto bianco, grigio quanto basta, legno chiaro e una spruzzata di colore (uno solo alla volta).
 La seguo perché mi regala serenità e perché, in fondo in fondo, spero un giorno di riuscire a trasmettere bellezza e poesia come lei.

Piccolo test. Rispondi a queste domande senza pensarci troppo: sai dove sono gli occhiali da sole? E la tessera elettorale? E quel regalo di Natale che hai già comprato? Se hai risposto “no” anche a una sola domanda, dai un’occhiata a Johnnyil mio percorso di interventi a domicilio per organizzare gli oggetti di casa!  
Paroladordine organizzare consiglio 2 Benita Larsson blog

martedì 9 luglio 2019

La leggerezza in casa è come aria fresca in estate

Il Caldone (nome proprio di condizione atmosferica estrema, caratterizzata da temperatura e tasso d’umidità più alti del solito, in grado di provocare la spiacevole sensazione di bollore esterno e interno) ha bloccato ogni mia facoltà e mandato all’aria tutti i miei piani per l’estate. Domenica scorsa, però, un’arietta fresca e piacevole faceva danzare le tende di casa e rinvigoriva le mie forze: così mi sono ritrovata ad alleggerire l’armadio di tutte quelle cose che non uso più.
  Con la scusa di ritirare i panni appena piegati (di solito lo faccio in settimana, ma il Caldone…), ho eliminato vecchie camicie, magliette, borse e scarpe ridotte ai minimi termini, fatto spazio nei cassetti e sugli scaffali, aggiunto un nuovo gancio all’interno dell’anta per appendere la borsa che uso di più. Risultato: più svuotavo, più mi sentivo leggera e a posto.

In estate ho solo voglia di leggerezza: lavorare di meno, riposarmi di più, leggere tanto, mangiare cibi freddi (insalate & gelato), svegliarmi presto per godermi l’aria fresca del primo mattino, prendermi cura e dare respiro alla casa.
  La vita semplice mi rilassa e quando sono rilassata mi vien voglia di semplificare anche la casa: via gli oggetti inutili, via il disordine, via la pesantezza!

È così anche per te? Quando finalmente i ritmi rallentano, il caldo scioglie i muscoli, le giornate durano più a lungo, ti senti pronta a fare quel che hai rimandato da tempo: un gran repulisti degli spazi in cui vivi. Butti gli oggetti irrimediabilmente rotti, ripari la borsa per la spiaggia, porti in lavanderia giacche e cappotti della scorsa stagione, regali quegli utensili della cucina mai usati, vendi quei libri che non ti piacciono, fai spazio dentro e fuori di te. Sei pronta per qualcosa di nuovo.
  Sei soddisfatta del tuo lavoro, conti le borse ricolme di oggetti che lasceranno la tua casa per sempre, le hai già sistemate nel baule della macchina, ognuna con la sua destinazione scritta sopra col pennarello indelebile: discarica, mercatino dell’usato, amiche, associazione Tal de Tali… Passano i giorni e la soddisfazione si sgonfia. In casa non è cambiato nulla, c’è ancora disordine, ancora non trovi le cose che ti servono, ancora ti senti appesantita. Ma com’è possibile? Con tutta la roba che hai eliminato!

Eliminare gli oggetti non basta. Per rendere la tua casa leggera e su misura per te, i tuoi desideri e i tuoi bisogni, ti serve un progetto di organizzazione degli spazi.
  Inizia da qui:
  • per sentirti bene a casa tua, ottimizza gli spazi. Chiediti quali attività svolgi in ogni stanza, di quali oggetti hai bisogno per svolgerle, come sei abituata a riporli, se sono facili da prendere e se puoi migliorare qualcosa;
  • per trovare sempre quel che cerchi, dai un posto a ogni cosa. Dividi i tuoi oggetti per funzione (cioè per l’uso che ne fai), raggruppa quelli destinati a uno scopo preciso e riponili dove ti servono. Li troverai senza nemmeno pensarci;
  • per tenere a bada il disordine, riponi ogni cosa al suo posto. Fallo subito: ora che sai dove metterli, non hai più scuse per lasciarli in giro – nemmeno la pigrizia! Riporli al loro posto dà una grande soddisfazione, è come una piccola vittoria quotidiana.

Portare leggerezza in casa significa: (1) rapidità nel trovare quel che ti serve, (2) ordine costante, (3) pulizie veloci, (4) risate e chiacchiere con gli amici, (5) tempo per te. Una casa leggera è una casa a zero spreco di tempo: un’accortezza preziosa per vivere con intensità tutti i piaceri dell’estate

Se non hai mai fatto un progetto di organizzazione dei tuoi spazi, questa è l’occasione giusta per conoscere Jhonny! È il mio percorso di interventi a domicilio per:
  • organizzare gli oggetti in modo funzionale e non perdere tempo a cercarli; 
  • dare un posto a ogni cosa per riordinare e pulire in meno tempo; 
  • trovare subito le cose che ti servono; 
  • vivere in ambienti comodi, funzionali e armoniosi.
Paroladordine organizzare leggerezza in casa

martedì 11 giugno 2019

Una serie di sfortunate case

Sono sempre stata appassionata di case. Fin da piccola disegnavo planimetrie dettagliate di case immaginarie, con matita e gomma buttavo giù i muri e cambiavo l’arredamento delle case in cui mi trovavo, studiavo nei minimi particolari soluzioni migliori per renderle funzionali e risparmia-tempo. Bellezza, comodità e un pizzico di fantasia erano le basi di ogni mio progetto ideale, e lo sono anche di casa mia.

Mi trovo più a mio agio nelle case piccole, ma so quant’è importante che ogni abitante abbia un posto tutto per sé: ora ho una casa grande, eppure mi manca un locale mio! Conosco persone che da case grandi si sono trasferite in case ancora più grandi, e altre che ne possiedono almeno cinque (in una ci vivono, una è in affitto, una è per i fine settimana e le altre per le vacanze). Invidio chi ha deciso di vivere in piccole case su ruote per dare spazio ai loro sogni. C’è chi si lamenta perché la casa è poco spaziosa e non sa dove mettere le cose, e chi non ne può più della casa grande ma non vuole rinunciare ai suoi oggetti, mobili e ricordi.
  Insomma, le case sono come i capelli: chi li ha ricci, li vuole lisci e viceversa. Chi ha una casa piccola, la vuole grande e viceversa. Ma non tutte le sfortune sono davvero sfortunate…

Anche tu ti senti “sfortunata” per le dimensioni di casa tua? Prova a ribaltare la situazione e trasformarla in opportunità!

Sfortuna: casa tua è troppo piccola e hai bisogno di più spazio per contenere tutti i mobili, i servizi da tavola, i tappeti, i quadri, le tende, i vestiti, le scarpe, le scorte, gli elettrodomestici grandi e
piccoli, i ricordi, varie ed eventuali.
Opportunità: se non vivete in cinque nella stessa stanza ma ognuno di voi ha lo spazio giusto per sé e le proprie cose (anche condiviso, come accade spesso tra fratelli, sorelle, amici, fidanzati e sposi), invece di cercare una nuova casa puoi alleggerire quella che hai già e renderla nuova, più ariosa e più fresca,
Consiglio organizzativo: elimina tutto quello che non usi da anni e che non userai mai (lo sai, anche se non vuoi ammetterlo!) e tutto ciò che non ti piace e non ti è mai piaciuto; regala, vendi, dai in beneficenza le cose in buono stato e butta via quelle distrutte.

Sfortuna: casa tua è troppo grande e non sai mai che cosa potresti incontrare attraversandola. Ogni stanza è come un monolocale: contiene tutto di tutto. Lasci le cose ovunque e rischi ogni volta di confonderti.
Opportunità: anche se ci sono più stanze che abitanti, non c’è bisogno di cambiare casa (a meno che le pulizie siano diventate la tua occupazione primaria). Puoi, invece, assegnare una funzione a ciascun locale.
Consiglio organizzativo: decidi a che cosa serve ogni stanza, cioè quali attività svolgere (per esempio, in cucina cucinare, in sala da pranzo mangiare, in soggiorno guardare la tivù, in salotto ricevere gli amici); poi in ogni ambiente riunisci tutti gli oggetti che servono all’attività che hai deciso di svolgervi.

Sfortuna: hai una casa dalle giuste proporzioni, ma non trovi mai quel che cerchi, dalle chiavi della macchina agli occhiali da sole, dai documenti per il commercialista alle ricette del medico, dalle calze da corsa al maglione della nonna.
Opportunità: se la casa è su misura per te e la tua famiglia, invece di cercarne una nuova puoi trovare un posto a ogni cosa: le chiavi della macchina nel mobile all’ingresso, i documenti ben etichettati nell’archivio, le calze da corsa nel cassetto dello sport.
Consiglio organizzativo: stanza per stanza, dividi gli oggetti tra quelli che devono rimanere e quelli che servono altrove; riponili dove ti servono e li usi spesso e, soprattutto, abituati a metterli via appena li hai usati.

In ogni caso, che sia troppo piccola o troppo grande oppure delle giuste dimensioni, fai in modo che sia comoda, facile da usare e che tutte le cose si trovino esattamente là dove ti servono. In poche parole, a zero perdite di tempo!

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