martedì 30 novembre 2021

Che cosa significa essere organizzati per noi multipotenziali?

 Me lo sono chiesta l'altro giorno. Per trovare una risposta ho pensato a me stessa, quando ancora non sapevo di poter migliorare le mie abilità organizzative né di essere multipotenziale.
  C'è stato un periodo (breve, per fortuna) in cui vivevo nel caos. Avevo smesso con gli scavi archeologici e non sapevo ancora che cosa fare: vedevo davanti a me un ventaglio variopinto di infinite possibilità, che mi inebriava e spaventava al contempo.

Per eliminare la confusione dentro e fuori di me ho iniziato a organizzarmi: prima gli spazi di casa (per non perdere tempo a cercare le cose), poi gli impegni e infine le mie abitudini quotidiane. Essere multipotenziale e organizzata per me significa sapere sempre dove mi trovo e dove voglio andare.

Organizzazione e multipotenzialità vanno d'accordo

Pare che solo il 10-12% delle persone nasca con abilità organizzative innate e ben sviluppate. Ne conosco una, e trovo fantastico come la sua vita sia semplice anche nelle occasioni più complicate. Io ero inconsapevolmente organizzata, e mi sono impegnata con costanza per migliorare.
  Le altre imparano a organizzarsi grazie alla famiglia, oppure a scuola o sul lavoro. Alcune l'apprendono da sole, leggendo libri e seguendo i consigli di professionisti del settore. Molte rimangono disorganizzate e vivono con fatica. 

Lo stesso vale per noi multipotenziali: c'è chi ha grandi capacità organizzative e chi è totalmente senza, chi le ha acquisite durante l'infanzia e chi le sta imparando solo adesso. 
  Ma una cosa è certa: il nostro modo di essere non ci impedisce di organizzarci. Anzi, grazie all'organizzazione, possiamo esprimere meglio la nostra multipotenzialità


Identikit di una persona multipotenziale e organizzata

Vuoi sapere come si vive da multipotenziale organizzata? Ti lascio qualche esempio...

  • Non ti senti più sopraffatta – Dai il giusto tempo a ogni tua attività: ai doveri quotidiani della vita adulta, ai piaceri tipici da multipotenziale (progetti, ricerche, approfondimenti, curiosità) e a tutto il resto, altrettanto importante.
  • Non sprechi più tempo – Sai sempre che cosa fare in ogni momento della tua giornata. Ed è una liberazione, perché non devi pensarci di volta in volta né rischiare d'iniziare più cose senza finirne nemmeno una.
  • Non disperdi più le tue energie – Impari a seguire i tuoi ritmi naturali, a dare di più quando sei al massimo e a dedicarti ad attività più tranquille in altri momenti. Soprattutto rivaluti l'importanza del giusto equilibrio tra impegno e riposo.
  • Non accumuli più impegni – Hai le idee chiare sulle attività davvero importanti per te, sul senso da dare alle tue giornate e sulle mete da raggiungere. Non sei più in balia delle tentazioni, ma sai scegliere le tue priorità con sicurezza.
  • Non hai più sensi di colpa – Come multipotenziale hai bisogno di variare l'oggetto dei tuoi interessi più o meno velocemente, per questo in agenda hai segnato dei momenti precisi da dedicare all'esplorazione e ai progetti con serenità.
  • Non ti perdi più nulla – Trovi l'equilibrio tra i doveri, i piaceri e, soprattutto, le piccole cose – quelle che accadono qui e ora. Le diamo per scontate, non ci facciamo caso, ma colorano la vita di intensi sprazzi di felicità.


 Per arrivare là dove vuoi andare

Il primo risultato di una buona organizzazione è il sorriso: lo vedo ogni volta sul volto delle persone che aiuto. Sorridi perché ti senti sicura, carica, a fine giornata magari stanca ma mai stremata, trovi soluzioni con più facilità, fai quello che ami e stai con chi ami. 
  Perché l'organizzazione ti aiuta a conoscerti di più e a dare il meglio di te.

L'organizzazione personale per noi multipotenziali è la chiave di volta: tiene insieme le incombenze quotidiane, i multi-interessi e le piccole cose felici della vita (talmente piccole che scappano via troppo spesso). È il sentiero tracciato attraverso la moltitudine di impegni e attività: se lo segui, non ti perdi. 


Che cosa significa per noi multipotenziali essere organizzati?


martedì 23 novembre 2021

Impara a gestire più progetti impegnativi e stancanti

Sei multipotenziale: hai vari interessi e vari punti di connessione tra loro, ti tuffi nella ricerca all'inseguimento di un'intuizione o della pura e semplice curiosità del momento; ogni giorno spuntano nuove idee, alcune talmente entusiasmanti da trasformarsi in nuovi progetti.
  Certi progetti sono molto impegnativi dal punto di vista del dispendio energetico. Illuminano l'intera giornata, dedichi loro più tempo possibile (pause pranzo al volo, cene solo abbozzate, fine settimana e festività inesistenti), sei talmente concentrata che potresti andare avanti per ore. 

Ma non è così: i progetti impegnativi consumano in fretta le tue energie e con le poche rimaste devi ancora pensare alle incombenze quotidiane, alle persone con cui vivi, a te stessa... Così arrivi a sera – ogni sera – con la sensazione di essere sopraffatta, esausta e senza forze. 
  Per evitare tutto questo, puoi imparare a gestire i tuoi progetti più tosti e portarli avanti insieme.


Le caratteristiche dei progetti impegnativi

I progetti impegnativi sono quelli che ti richiedono molto tempo,  molta concentrazione e molto sforzo. Possono essere soprattutto fisici (per esempio ristrutturare un locale dall'inizio alla fine, mobili compresi) oppure del tutto intellettivi (come scrivere un libro).

Se porti avanti più progetti del genere senza organizzarti, rischi di fartene travolgere. A me è successo, più di una volta, e gli effetti sono sempre stati devastanti: a lungo andare, il mio corpo mi ha fatto capire con metodi sempre più drastici che dovevo fermarmi. 
  Mi sono sentita sopraffatta dai miei progetti, confusa nella mente e nel fisico, bloccata emotivamente, stremata nelle attività quotidiane, esaurita di ogni capacità cognitiva. Il cervello era ridotto come un limone spremuto e il corpo letteralmente senza forze.


Organizza e gestisci

L'ultima volta mi è capitato quattro anni fa (ho esagerato con un enorme progetto, mentre continuavo a portare avanti gli altri) e ho imparato una cosa importante: puoi superare i tuoi limiti, se ne vale davvero la pena, ma ne paghi sempre le conseguenze.
  Per gestire più impegni faticosi contemporaneamente e senza effetti devastanti puoi fare due cose:

  1. organizzare te stessa – Preparati al grosso dispendio di energie mentali e fisiche, riposati spesso per mantenere alto il livello di "carica", trova periodi della giornata in cui sei più efficiente, e non avere fretta di concludere;
  2. organizzare i progetti – Programma le pause tra un'attività e l'altra, prima di iniziare, durante lo svolgimento e dopo la conclusione; calcola i tempi di recupero, preziosi tanto quanto il tempo dedicato ai progetti, e aggiungi sempre un'ora cuscinetto per gli imprevisti (o per rigenerarti).

Mai più sopraffatta

Per imparare a gestire le attività più grosse fai dei tentativi, prova e trova con calma il tuo metodo. Nel frattempo ti lascio qualche consiglio pratico: inizia a pianificarle con attenzione, poi calcola il tempo per fare e per non-fare, quindi segna tutto in agenda e segui il tuo programma giornaliero.
  Non fare più di quanto hai già deciso (potresti stancarti prima) né meno (altrimenti rischi dei recuperi tremendi): segui il tuo ritmo multipotenziale, aggiungi le giuste pause, riposa e divertiti. Perché il divertimento non solo migliora il tuo umore, ma ti dà anche una grande carica.


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martedì 16 novembre 2021

Sono multipotenziale, quale agenda scelgo?

 Non esiste un'agenda perfetta per tutti, ma l'agenda perfetta per te. E questo vale per chiunque: multipotenziali, specialisti, creativi, tecnici, lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, inoccupati (perché la vita non è fatta di solo lavoro!).
  Emilie Wapnick nel suo libro Diventa chi sei parla di agenda duttile (cioè senza impegni fissi) e agenda programmata (tipo diario di scuola), ma sono solo due modi di usare l'agenda, non due tipologie.

Credo che il modo migliore per trovare il tipo giusto per te è scegliere l'agenda secondo le tue esigenze.


Come capire quali sono le tue esigenze

Ti hanno regalato un'agenda e non sai come usarla, che cosa scriverci né tantomeno se quel modello è comodo per te. Non conosci le tue esigenze, cioè di che cosa hai bisogno dalla tua agenda per segnare le cose da fare, trovare subito le informazioni necessarie e ricordarti gli impegni.

L'agenda è uno strumento e, come tutti gli strumenti, funziona bene solo se sai perché ti serve. Per esempio:

  • se cerchi un posto per segnare le date dei corsi da seguire, hai bisogno di un calendario mensile per avere una visione d'insieme e non sovrapporre gli impegni;
  • se non sai dove scrivere i promemoria presi al volo durante la giornata, ti serve una lista di cose da fare;
  • se desideri annotare i dettagli di dieta, meditazione e corsa, è comoda l'impostazione giornaliera con più spazio per scrivere;
  • se hai bisogno di segnare gli impegni, le scadenze e le tempistiche delle attività quotidiane e vuoi pianificare i tuoi progetti, scegli un'agenda settimanale con gli orari.

Come la multipotenzialità influisce sulla scelta dell'agenda

La tua vita quotidiana è scandita non solo dalle tipiche incombenze "da adulti", ma anche dal tuo desiderio di seguire corsi, studiare, fare ricerca e portare a vanti più progetti insieme. Fai più cose e tutte diverse tra loro.
  Secondo il tuo bisogno di varietà (simultaneo, sequenziale o misto) le tue giornate possono essere molto caotiche: lunedì lavori in due posti lontani tra loro, martedì rimani a casa quasi tutto il giorno (ma fai mille cose diverse), mercoledì segui un corso e una riunione mentre viaggi... e via così.

Per seguire i tuoi multi-ritmi la tua agenda deve essere ben strutturata, avere abbondante spazio per scrivere ogni cosa, essere resistente ai cambiamenti e in continua evoluzione. Le agende ad anelli e il Bullet Journal hanno questi requisiti e sono perfette per noi multipotenziali. 


Come scegliere l'agenda

Lo so, finora cercare l'agenda giusta è stato uno strazio e causa di infinita confusione; però adesso hai le idee chiare su come la vorresti, e puoi dedicarti a una delle tue attività che ami di più: dare inizio a una vera e propria ricerca!
  1. Segna le tue esigenze, con quali modelli ti sei trovata meglio e quali vorresti provare.
  2. Cerca in internet, segui chi ne parla nei vari canali social, vai nelle cartolerie e sfogliale.
  3. Provala: per quest'anno testa un modello, segnati cosa funziona e cosa no.
  4. Adattala con delle estensioni: quaderni, fogli speciali, calendari...
  5. Valuta di crearne una su misura per te.

L'agenda è lo strumento principale per migliorare il tuo rapporto col tempo ma, se non sai quale fa per te, rischi di abbandonarla dopo pochi mesi e ritornare in un caos di impegni selvaggi.
  Parti da qui, dai tuoi bisogni e dalle tue necessità, osservati, cerca di capire di che cosa hai davvero bisogno dalla tua agenda, per usarla nel miglior modo possibile.

Sceglila con una struttura fissa ma adattabile nel tempo ai tuoi inevitabili cambiamenti. E se ancora hai qualche dubbio e non sai come fare, sappi che è in arrivo a dicembre  un nuovo corso sull'agenda con tutti i consigli di cui hai bisogno (iscriviti al Bollettino di Paroladordine per essere avvisata subito). 


Come scegliere l’agenda giusta per i multipotenziali | Paroladordine


martedì 9 novembre 2021

Quando la demotivazione si trasforma in distrazione

Ci sono stati giorni in cui ti svegliavi al mattino entusiasta di quanto stavi per fare. Avevi un appuntamento immancabile con il tuo progetto preferito, quello che ti illuminava dal primo momento all'ultimo. 
  Oggi invece ti svegli già insoddisfatta e fai quel che devi fare come se la luce fosse spenta. Non riesci a mantenere la concentrazione su quel che stai facendo, ti distrai in continuazione e poi a fine giornata corri per recuperare. E il tempo dei tuoi multi-interessi e del riposo lo passi a lavorare.

Ogni volta ti riprometti di non perderti ma non ci riesci, è più forte di te. Se ti senti come se ne avessi bisogno, chiediti di che tipo sono le tue distrazioni: esplorative, esterne o interne? Magari sei demotivata e la demotivazione diventa distrazione. 


Multipotenziali demotivati: non è un ossimoro

La demotivazione è mancanza di stimoli emotivi che spingono ad agire. È quando perdi l'interesse per qualcosa, perché provi emozioni e sentimenti così spiacevoli nei suoi confronti da farti perdere ogni volontà di portarla avanti. 

Sembra quasi un vocabolo impossibile per una persona multipotenziale, di solito piena di entusiasmo, passione, curiosità e voglia di fare, scoprire, conoscere. Eppure capita anche a noi, più spesso di quanto potremmo pensare.
  Quando decidi (per vari motivi) di occuparti per tante ore al giorno di un compito o di un lavoro per nulla appassionante e ladro di varietà, subentra la noia, l'apatia, il rifiuto, a volte addirittura il disgusto.


La distrazione è come un'evasione

In questi casi s'innesca una risposta quasi automatica: fare qualsiasi cosa fuorché quel che ti annoia. Allora prendi il telefono, controlli i messaggi, dai un'occhiata alle notizie, cerchi informazioni (inutili), chiacchieri con qualcuno; oppure stendi i panni, prepari in anticipo il pranzo, trovi qualsiasi scusa pur di distrarti da quel macigno.
  Credi di prenderti del tempo (per ottenere cosa?) ma in realtà lo stai solo perdendo.

L'attività demotivante è come una gabbia: non puoi scapparle, devi iniziarla e finirla entro stasera, e qualsiasi cosa tu faccia d'altro ti tiene inchiodata al solito punto. Tutte le attività alternative, le distrazioni, sono tentativi maldestri di evasione mentale e fisica.


Come eliminare la distrazione da noia

La distrazione-evasione non funziona e il lavoro è ancora lì che aspetta, più pesante e noioso che mai. Esistono alcuni metodi per eliminarla: te li lascio, così puoi provarli e scegliere quello che fa per te.

  • Togli tempo all'attività demotivante – Riorganizza i tuoi impegni e lascia meno ore per realizzarla. Secondo la legge di Parkinson, una scadenza imminente funziona come la migliore delle motivazioni. Quindi preferisci "entro le dieci di mattina" invece di "entro stasera".
  • Distogli l'attenzione dalla noia – Anziché distrarti con attività inutili e spreca-tempo, concentrati su un'attività piacevole, interessante e coinvolgente da svolgere subito dopo l'attività demotivante. Risplenderà come una giusta ricompensa per la tua fatica.
  • Rendila piacevole – L'ideale è inventare un modo per rendere stimolante quel che ti annoia, così lo sforzo sarebbe pari a zero e ti divertiresti anche. (Questa soluzione creativa mi piace moltissimo, ma ancora non ho scoperto come applicarla ai miei compiti noiosi. Ma non demordo.)


Capita prima o poi nella tua vita multipotenziale che alcune scelte da adulta si scontrino con il tuo bisogno di varietà, e non è piacevole. Un semplice compito scatena un groviglio di emozioni e sentimenti fastidiosi, e pur di non sentirti in gabbia ti distrai in qualsiasi modo – con un grande spreco di tempo. Così la mancanza di stimoli si trasforma in ricerca di diversivi.
  Ma, con un pizzico di organizzazione, la prospettiva di dedicarti a un'attività entusiasmante ti stimola a realizzare più velocemente il compito noioso e illumina di nuovo le tue giornate


Quando la demotivazione diventa distrazione | Paroladordine


martedì 2 novembre 2021

Non lasciare più indietro le tue multi-passioni

È nella nostra natura di multipotenziali: nella nostra mente le idee fioriscono come in un giardino a primavera e a volte non basta il lavoro che amiamo per dar sfogo a tutti i nostri interessi. Che sono tanti, in continua evoluzione e intrecciano danze con le nostre passioni (vecchie e nuove).

"Ci vorrebbero giornate da trentasei ore!", a volte sento dire. Ma, se avessimo più tempo, le idee continuerebbero ad aumentare, i progetti ad accumularsi e le passioni a perdersi tra tutte le cose da fare per il lavoro, la casa, gli affetti e noi stessi.
  Allora, se non è una questione di più o meno tempo, come fai a non lasciare indietro tutte le tue passioni? Con due risorse preziose: la consapevolezza (di come sei multipotenziale e degli oggetti dei tuoi desideri) e con l'organizzazione personale.


Conosci te stessa e la tua multipotenzialità

Qualche anno fa mi dedicavo solo al mio progetto di organizzazione personale e, nonostante mi coinvolgesse tanto, mi sentivo appassire. Credevo mi mancasse la ricerca e la divulgazione archeologica, ma non era così. Ora so che mi mancava la gioia della varietà.
  Da quando so di essere una multipotenziale Fenice di tipo misto, so di che cosa ho bisogno per stare bene: concentrarmi su un progetto principale per anni, dedicarmi ogni giorno a un progetto secondario diverso e dare spazio alle mie passioni irrinunciabili.

Se ti senti come un mazzo di fiori in un vaso senz'acqua, scopri com'è la tua multipotenzialità: preferisci seguire più cose in simultanea (altrimenti ti blocchi) oppure una sola alla volta per mesi? Una via di mezzo o un misto di entrambe? Scopri il tuo ritmo e di quante volte hai bisogno di essere "innaffiata".


Conosci quali (e quante) sono le tue passioni

Le definiscono "vivaci inclinazioni" o "entusiastiche e totalitarie dedizioni", ma non hai bisogno del vocabolario per accorgerti di esserti innamorata di un nuovo argomento, di una disciplina sconosciuta (ancora per poco) o di una tecnica mai provata prima.

Segna su un quaderno tutti i tuoi amori, e ricordati che le passioni multipotenziali sono di diverso tipo:

  • lavorative – Nel tuo lavoro (dipendente con un ruolo vario e appagante o autonomo costruito su misura per te) c'è un appassionante aspetto secondario da trasformare volentieri in un progetto, ma non riesci a dedicargli tutte le tue attenzioni;
  • creative – La maglia, l'uncinetto, la poesia, la prosa, il pianoforte, gli acquerelli, la ceramica al tornio, la fotografia, la lettura, il disegno, la falegnameria, la rilegatura, i libri pop-up, le perline, le costruzioni, le miniature, eccetera;
  • di conoscenza – La giornata brillerebbe, se riuscissi a studiare quel libro, leggere le ultime ricerche, esplorare mondi sconosciuti, lasciar sbocciare nuove idee, accendere intuizioni, intrecciare argomenti diversi e crescere qualcosa di nuovo.

Trova il tempo per non tralasciarle

Ora, che sai a quale ritmo va il tuo bisogno di varietà e quali sono le tue passioni indispensabili per fiorire, puoi trovare il tempo per loro: un'ora al giorno, un giorno alla settimana oppure una settimana al mese o al trimestre. Dipende da te.

Ricordati che organizzare gli impegni – e quindi trovare il tempo giusto per ogni cosa – significa eliminare gli sprechi, concentrarti sulle cose  davvero importanti (per te) e capire quando è meglio fare le cose in base allo sforzo che ti richiedono.
  Prendi appuntamento con te stessa e le tue passioni, segnale in agenda e trattale come tuti gli altri impegni improrogabili. Sono attività necessarie per farti star bene, come mangiare sano, divertirti e fare esercizio fisico: non sono semplici passatempi, ma priorità.


È come un viaggio: comincia col conoscere come sei fatta, di quanta molteplicità hai bisogno per funzionare bene; prosegui con l'elenco delle attività che ti fanno fiorire, e organizzale nel tempo secondo i tuoi ritmi. Esplora e sperimenta, finché trovi il tuo metodo per non lasciare più indietro le tue multi-passioni. 


Come non lasciare indietro le passioni multipotenziali | Paroladordine

martedì 26 ottobre 2021

"Multipotenziali" di Fabio Mercanti.

 All'inizio dell'estate mi sono regalata una piccola vacanza a tema multipotenzialità. Ho fatto il pieno di tutti i libri in italiano che ho trovato sull'argomento e mi ci sono tuffata: sette giorni di lettura totale, una goduria. Mi sono venute in mente nuove idee e considerazioni, pensieri inediti, ho avuto illuminazioni e incrociato le informazioni raccolte. È stato bellissimo.
  Ho iniziato la mia vacanza di lettura con Multipotenziali. Chi sono e come cambieranno il mondo del lavoro di Fabio Mercanti, pubblicato nel 2018.

Multipotenziali di Fabio Mercanti | Paroladordine

Il libro invita a scoprire la propria multipotenzialità per viverla appieno e valorizzarla, e ha lo scopo di mostrare come i multipotenziali siano figure professionali importanti nel mondo attuale del lavoro. Per l'autore, infatti, la multipotenzialità è un modo di essere e di vivere il lavoro.
  È diviso in tre parti: Scoprirsi, Costruirsi e Realizzarsi. In ognuna si fa un passo in più, dalla presa di coscienza fino alla realizzazione personale.

Scoprirsi
Nella prima parte l'autore spiega il significato della parola multipotenzialità, la sua origine e chi sono i multipotenziali.
  I multipotenziali sono persone con molti interessi, occupazioni creative e capacità molteplici, che sviluppano le loro molte potenzialità creative, imprenditoriali e di studio in vari campi e settori. Sono diversi gli uni dagli altri, ma tutti con tre capacità in comune: la sintesi di idee prese da diversi ambiti per creare qualcosa di nuovo, l'apprendimento rapido che permette di passare da un settore all'altro con facilità, la flessibilità cioè la capacità di adattarsi alle diverse esigenze professionali.

Costruirsi
Nella seconda parte chiarisce la differenza tra lavoro, carriera e identità professionale, i tre pilastri di ogni individuo.
  "Il lavoro è una mansione faticosa, dolorosa, che permette di creare qualcosa di nuovo", è l'insieme di mattoni con cui costruiamo la nostra carriera. La carriera è la realizzazione di sé, basata sui lavori intrapresi e fondamento della professionalità. L'identità professionale è riconoscersi in una professione chiara e ben definita. I multipotenziali non seguono il percorso classico – tipico per esempio degli specialisti – ma progettano la loro carriera intorno alle proprie molteplici capacità.

Realizzarsi
Nella terza parte spiega come i multipotenziali realizzano se stessi secondo tre parametri: la coerenza, il movimento e l'organizzazione. E come siano perfetti per questa nuova epoca del lavoro.
  I multipotenziali soddisfatti della propria attività professionale si muovono da un settore all'altro in un percorso coerente con i propri interessi, desideri, capacità ed esperienze, e scelgono i tempi giusti per spostarsi da un progetto all'altro nel corso della giornata e della vita. La coerenza è il criterio che dà valore alla loro carriera, il movimento è frutto della curiosità e della soddisfazione raggiunta, l'organizzazione è la gestione delle diverse attività nella quotidianità. 


Mercanti offre una visione diversa della multipotenzialità, rispetto a quella più conosciuta di Emilie Wapnick. Mi è piaciuto soprattutto per alcune peculiarità:

  • la ricerca etimologica – Amo l'etimologia, perché arriva al cuore originario delle parole (mentre il vocabolario ne traccia la storia e l'evoluzione nel tempo) e permette di capirne il vero significato. È stato bello ritrovare la medesima passione e attenzione;
  • la differenza tra lavoro, carriera e identità professionale – Non mi ero mai soffermata su queste parole, non mi ero mai posta il problema della relazione tra di loro e con il mio essere multipotenziale, ed è stata una scoperta interessante;
  • il senso di pienezza – L'autore contrappone il senso di pienezza alla noia descritta da Emilie Wapnick. In realtà credo si riferiscano allo stesso concetto: quando raggiungiamo un certo livello di conoscenza, siamo soddisfatti, quell'argomento non ci interessa più e continuare ci annoia;
  • il tempo e lo spazio – Il tempo è la quantità di ore, mesi e anni dedicata a ciascun progetto durante l'intera durata della nostra vita; lo spazio è quello dei campi, dei settori e degli ambiti di studio, esperienze professionali e passioni, entro cui ci muoviamo verticalmente e orizzontalmente. Ogni multipotenziale crea una gerarchia di attività (primarie e secondarie) secondo il tempo e lo spazio; 
  • l'organizzazione – Non consiglia tecniche, strumenti o metodi, ma dice perché l'organizzazione degli impegni nel tempo è essenziale per una vita multipotenziale ricca di soddisfazione. Anche in questo caso è stato bello leggere le sue parole e riconoscerle. 

Che cosa ho imparato da questo libro?
  Prima di leggerlo credevo che i multipotenziali si distinguessero per i molteplici interessi e le passioni in svariati campi (umanistici, scientifici, creativi), capaci di creare qualcosa di nuovo dall'intersezione di queste conoscenze così diverse. Ma è riduttivo.
  Quel che caratterizza ulteriormente i multipotenziali è il sottile filo rosso che lega studi, esperienze e passioni in modo unico e personale per ciascuno di noi. Immagino la nostra vita come un labirinto, fatto di svolte, scale che salgono e scendono, strade chiuse e passaggi nascosti; il filo rosso ci permette di unire i vari tratti di strada, di dare loro un senso unitario e di esprimere pienamente noi stessi lungo il percorso.

"Questo libro è dedicato a voi, che non avete mai saputo che cosa fare da grandi e ancora non lo sapete, ma non vi siete mai fermati, neanche un momento, e non vi stancherete mai di costruirvi. Vi auguro di mettere a frutto le vostre multipotenzialità ed essere felici."
Fabio Mercanti, Multipotenziali



martedì 19 ottobre 2021

Virginia Woolf, un metodo tutto per sé

Stai per leggere un articolo diverso dal solito, frutto di una sorta di folgorazione o intuizione che – ne sono sicura – hai provato più volte nella tua quotidianità multipotenziale.

Conosco Virginia Woolf davvero poco, vaghe reminiscenze dei miei quindici anni, quando le ragazze, soprattutto quelle introverse e introspettive, leggevano i suoi libri e li amavano. Non ho mai amato davvero Virginia Woolf e, una volta cresciuta, l'ho trovata poco consona alle mie "letture della buonanotte".
  Però ho sentito parlare tanto del suo Una stanza tutta per sé e, quando l'ho trovato in prima fila in libreria, l'ho preso. L'ho iniziato e l'ho riposto – faticoso, per me. Poi l'ho ricominciato, mi sono convinta ad andare oltre le prime (mie) difficoltà e... Be', sì, ho scoperto un mondo: il suo.

Credo di essermi divertita a leggerlo tanto quanto lei si sia divertita a scriverlo, a cercare la formula giusta, a comporre le parole per farle fluire in un nastro, un racconto, che parte da un semplice titolo e arriva a dipanarsi tra la sua mente e il foglio. 
  Il libro è un saggio basato su due conferenze dal titolo Le donne e il romanzo, che Virginia Woolf lesse in due scuole universitarie femminili nel 1928. Ma nella sostanza è un esempio meraviglioso della sua scrittura, del suo genio e del suo pensiero libero.

Mi sono entusiasmata a leggere le sue frasi, ad assaporare la sua tecnica, e ho ammirato la sua vasta cultura, a tal punto che ho tirato fuori dallo scaffale Diario di una scrittrice (prestatomi qualche anno fa e mai affrontato) e ho iniziato a leggerlo con avidità. Non l'ho ancora finito, mancano poche pagine, ma è stato per me una scoperta meravigliosa.
  Questo libro è stato curato dal marito Leonard Woolf dopo la sua morte e composto da estratti del suo diario, in cui esprime tutta se stessa come scrittrice e artista.

Ho resistito alla tentazione di leggere informazioni altrui sulla sua vita, ho preferito conoscerla pian piano dalle sue stesse parole. Per quel che ho capito, la sua attività di scrittrice era molto intensa: si occupava di critica letteraria, di autori contemporanei e del passato, scriveva articoli e recensioni per riviste britanniche e americane che poi riuniva in saggi e libri; era titolare insieme al marito di una casa editrice, la Hogart Press; scriveva racconti e i romanzi per cui è famosa; studiava lingue straniere; leggeva una quantità considerevole di libri per lavoro, sia come critica sia come scrittrice, e per piacere.
  La sua giornata lavorativa iniziava al mattino, continuava nel pomeriggio e fin dopo cena, tra scritture, revisioni e letture. Tranne quando c'erano persone in visita o impegni fuori casa, e le occasioni erano tante.

Non so se Virginia Woolf fosse multipotenziale, ma di sicuro il suo approccio ai suoi tanti progetti, che portava avanti in simultanea, mi è familiare. 
  Tra le pagine del suo diario ho trovato il metodo con cui organizzava il suo lavoro e ne sono rimasta affascinata. Ti lascio alcune  delle sue parole come esempio:

  Così, evidentemente, il mio piano dei due libri che procedono fianco a fianco è attuabile e certo leggere con uno scopo mi diverte. Mi sono impegnata a un solo articolo per Supt., su un saggio, e questo quando pare a me; così sono libera. [...] A quarant'anni comincio a imparare il meccanismo del mio cervello: come ricavarne la maggior quantità di piacere e di lavoro. Il segreto è, credo, far sempre in modo che il lavoro sia piacevole.

  Roger tutta la mattina; passeggiata dalle due alle quattro; bocce dalle cinque alle sei e trenta; poi madame de Sévigné; pranzo alle sette e trenta; lettura di Roger; musica; rilegatura del Candide di Eddie; lettura di Siegrfried Sasson e quindi a letto, alle undici e trenta o press'a poco. Un ottimo ritmo; ma sembra che io non riesca a mantenerlo se non per poche settimane. La prossima, tutta un'interruzione.


Gli articoli di critica letteraria e le recensioni per le riviste erano il suo lavoro sicuro, le permettevano di guadagnare abbastanza soldi da sentirsi indipendente e libera di scrivere quel che le interessava di più. Mi ricorda l'approccio Einstein.
  Ogni giorno alternava più lavori di scrittura, riservando la mattina al suo libro più impegnativo (scrittura, revisione, battitura a macchina, rilettura bozze), e leggeva opere antiche, contemporanee, lettere e documenti utili per i suoi saggi e articoli. A volte affiancava al suo lavoro principale le bozze di alcune nuove idee: scrivere qualcosa di piacevole e fresco le alleggeriva la fatica e le dava nuova grinta.

Nel frattempo doveva fronteggiare parecchie difficoltà:

  • le numerose interruzioni da parte di familiari, amici, colleghi e clienti.
    Grazie al cielo oggi Sybil ha rimandato la sua visita, perciò rimane soltanto Dadie e domani, se Dio vuole, una giornata intera di solitudine;
  • il suo stato di salute (nel diario scrive di influenze, mal di testa, depressione) spesso dovuti al troppo lavoro.
    Lasciar riposare i nervi per due giorni sarebbe la cura ideale, ma non è facile riuscire a riposare;
  • l'obbligo di scrivere su ordinazione per guadagnar soldi.
    Spero di organizzarmi e di scrivere un bell'articoletto discreto al mese per 25 sterline, e così poter vivere senza assillo, e leggere quello che voglio. A 46 anni bisogna essere avari, aver tempo soltanto per le cose essenziali;
  • lo sforzo quotidiano di certi periodi e il consumo di energia.
    Ora che ho ridotto il mio cervello come un cencio di vecchia lavandaia su Roger;
  • le preoccupazioni nei confronti dei suoi libri, della fama, dei suoi amici e familiari, dell'età, della sua salute, della guerra.

Perché ho deciso di scriverti di come ho scoperto Virginia Woolf solo ora e di quanto questi due libri – soprattutto il diario – mi abbiano colpita?
  Prima di tutto per la curiosità che mi ha scatenato. L'ho incontrata per caso sulla mia strada, mi ha conquistata come artista e ho sentito il bisogno di saperne di più. Sono contenta di averla conosciuta adesso, di sicuro riesco ad apprezzarla (e per certi versi a comprenderla) più da adulta che da ragazzina.
  Poi perché il suo metodo per organizzarsi e lavorare a più progetti contemporaneamente offre utili spunti di riflessione. Usava intervalli di tempo più o meno lunghi per ogni lavoro, sceglieva il momento della giornata migliore per ogni tipo di progetto (al mattino, quando aveva più energia, quelli più corposi; di pomeriggio, per non affaticarsi troppo, quelli più riposanti) e alternava momenti di lavoro a pause rigeneranti (come le passeggiate in campagna, le commissioni in città o le partite a bocce). 
  Ma anche perché è interessante confrontarci con chi ci è già passato e ha avuto successo; e pure sapere che non siamo soli in questa nostra ricerca di equilibrio tra vita quotidiana, le nostre passioni, la costante tentazione di novità e il tempo per noi.
  Infine perché nelle sue parole riconosciamo la nostra stessa fatica di portare avanti ogni giorno più progetti, e la gioia di essere immersi in ciò che amiamo e ci fa sentire vivi all'ennesima potenza.

Virginia Woolf, un metodo tutto per sé


martedì 12 ottobre 2021

Più risultati con un pomodoro e un'agenda

Misurare il tempo è un'abitudine degli esseri umani. Fin da quando abbiamo sentito il bisogno di organizzarci, abbiamo capito che sapere in anticipo quando accade un avvenimento ciclico, quanti giorni mancano a quell'evento e quanto dura è una conoscenza molto utile per prepararci nel miglior modo possibile. 
  Nel Paleolitico usavamo pietre o ossi intagliati, oggi utilizziamo "orologi intelligenti" (o smart watch) multifunzionali; nel mezzo ci sono migliaia di anni di strumenti sempre più raffinati, precisi e tecnologici.
  Per organizzarti e fare progressi con i tuoi multi-progetti ti basta misurare il tempo con un pomodoro e un'agenda. 


IL POMODORO

Il pomodoro è il contaminuti da cucina usato nella Tecnica del Pomodoro, il metodo per migliorare la produttività personale inventato da Francesco Cirillo e basato sui blocchi di tempo.
  In breve, un pomodoro corrisponde a venticinque minuti di studio o lavoro, cui seguono cinque minuti di pausa e, dopo quattro pomodori (quindi due ore), una pausa di quindici-trenta minuti. (La versione lunga e completa, la trovi nei due articoli che le ho dedicato.)

La Tecnica del Pomodoro è davvero semplice, eppure è perfetta per risolvere molti problemi:

  • di concentrazione – Per un intervallo di tempo elimini ogni distrazione e ti dedichi solo ed esclusivamente a un compito;
  • di tempistica – Riesci a calcolare il tempo necessario per compiere un'attività dalla somma dei pomodori utilizzati;
  • di stima – Con l'utilizzo, puoi stimare le tempistiche e capire quando impieghi più o meno tempo, secondo le tue forze;
  • di risultati – Man Mano che procedi, ti rendi conto di poter completare un'attività in meno tempo e quindi di raggiungere prima i tuoi obiettivi.


L'AGENDA

L'agenda è la tua. Meglio se è ad anelli, così puoi inserire i fogli Registrazioni della Tecnica del Pomodoro, su cui segnare a fine studio o lavoro la data, la descrizione dell'attività svolta, il numero di pomodori e di interruzioni.
  Tutte informazioni utili per migliorare la tua produttività: rileggile, confrontale tra di loro, senti che cosa ti dicono ("Qui ti sei un po' persa via", "Oggi sei andata come un treno, brava!", "Perché ieri hai impiegato un'ora in meno di oggi a fare la stessa cosa?").

Hai mai provato a usare la tua agenda come base per la Tecnica del Pomodoro? Se la cosa ti incuriosisce, prova a fare così:
  • sulla pagina del giorno, accanto alla riga di ogni cosa da fare disegna un quadrato per ogni pomodoro utilizzato, cioè dopo ogni trillo del contaminuti;
  • quando hai fatto pratica e ti sei abituata a usare questo metodo, disegna un quadrato per ogni pomodoro stimato, cioè prima di iniziare il compito;
  • alla fine della giornata lavorativa riporta sul foglio Registrazioni i quadrati utilizzati, verifica che le stime siano state giuste e ragiona su queste informazioni.


I RISULTATI

La Tecnica del Pomodoro non è solo uno strumento per rimanere concentrata su ciò che stai facendo, ma ti aiuta anche a: misurare lo sforzo, cioè l'impegno dedicato a ogni attività; riconoscere le tue capacità e calibrare le tue giornate di conseguenza; migliorare le tue prestazioni e fare di più in meno tempo; rendere più semplici ed efficienti i tuoi processi di studio o lavoro ed eliminare le perdite di tempo.

Con due sole (mie) note:
  1. fare di più in meno tempo significa utilizzare quel tempo in più per godersi tutto il resto. Tutto il resto è l'insieme di piccole gioie, meraviglie e sorprese che la vita quotidiana ci riserva se solo, tutti presi dai nostri multi-progetti, ci prendiamo il tempo per notarle;
  2. le perdite di tempo o, peggio, gli sprechi di tempo sono quelle attività che ci prendono minuti senza darci nulla in cambio; sono come le cianfrusaglie: non servono a nulla e non ci piacciono nemmeno. Mai e poi mai gli sprechi di tempo avranno a che fare con tutto il resto.


Lo so, disegnare quadrati, registrarli, contarli e trarne conclusioni illuminanti può essere una cosa noiosa – soprattutto a fine giornata, quando vuoi solo ricaricare le energie, rilassarti o divertirti un po'.
  Però con un minimo d'impegno al giorno, pochi minuti e ancora un poco di attenzione, riesci a migliorare i tuoi risultati e riempirti di gioia e soddisfazione.

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martedì 5 ottobre 2021

Misura anche i prima e i dopo dei tuoi multi-impegni

Ti è mai capitato di avere in agenda una lista di cose da fare e di essere sicura di riuscire a farle tutte, per poi arrivare a fine giornata con pochissime voci spuntate? Forse ti accade più di quanto vorresti, e la cosa ti innervosisce o rattrista (o entrambe le cose) ogni volta.
  Succede anche quando hai poche cose da fare: segui i consigli dei maestri di "gestione del tempo" e calcoli per ognuna il tempo necessario per completarla... però non funziona lo stesso.

Lo sai bene, per organizzare i multi-impegni nel corso delle tue giornate e fondamentale misurare il tempo che ti occorre per svolgerli, uno a uno. Solo così puoi sapere, per esempio, che per cucinare un piatto di pasta in pausa pranzo hai bisogno di cinque minuti perché l'acqua bolla, otto minuti per cuocere la pasta e dieci per il sugo di pomodoro; pasta e sugo cuociono contemporaneamente in due pentole diverse, perciò in tutto ti ci vogliono quindici minuti.
  Eppure ogni volta sfori di altri venti minuti e arrivi in ritardo all'appuntamento dopo pranzo. Perché?


PREPARAZIONE E RIORDINO

Se ti capita spesso, forse ti sei dimenticata di calcolare anche i prima e i dopo dei tuoi impegni, imprtanti tanto quanto il durante.
  Un'attività non è fatta solo di azione, ma anche di un'apertura e di una chiusura: non inizia quando la fai, ma quando la prepari; e non finisce quando smetti di farla, ma quando la riordini.

Per riprendere l'esempio del piatto di pasta:

  • prima di cucinare devi scegliere la ricetta, segnare in una lista gli ingredienti necessari, controllare se li hai in casa, eventualmente uscire a comprarli, preparare gli ingredienti e gli strumenti sul piano della cucina;
  • dopo aver cucinato ritiri gli ingredienti avanzati, lavi gli strumenti utilizzati, pulisci il piano della cucina, i fornelli o il forno.

Decisamente molto più di quindici minuti! Se estendi questo esempio a tutte le attività che svolgi in una giornata, ti rendi conto del perché a volte è difficile riuscire a fare tutto quello che hai segnato nella lista.
  Preparare prima e riordinare dopo occupano tempo in più, da tener conto nella gestione delle tue giornate.


OROLOGIO E QUADERNO


Non riesci a fare tutto perché, se non calcoli i tempi di preparazione e di riordino di ogni tuo impegno, sottostimi il tempo necessario ed effettivo che ti ci vuole.
  In poche parole, sei sicura di impiegare solo quindici minuti per preparare un piatto di pasta al pomodoro, un'ora per scrivere un articolo, due minuti per rispondere a un messaggio di posta elettronica, ma non hai calcolato quanto impieghi a comprare gli ingredienti e pulire i fornelli; a raccogliere le idee/informazioni/fonti e correggere quanto hai scritto; a trovare gli appunti e rileggere la tua risposta. 
  Così aggiungi altri due o tre impegni in agenda, "tanto ci stanno"... Gasp.

È giunto il momento di risolvere la questione e di tenere traccia anche dal tempo di preparazione iniziale e di riordino finale. Puoi misurare le azioni necessarie per iniziare, svolgere e concludere un'attività con vari metodi. Io ti suggerisco di usare un orologio, una penna e un quaderno:
  1. a inizio giornata, prendi la prima voce della tua lista di cose da fare e sul quaderno scrivi tutti i passaggi di apertura e di chiusura;
  2. prima di iniziare, calcola quanto tempo impieghi per realizzare i singoli passaggi di preparazione, e segnali sul quaderno;
  3. dopo che hai finito, misura i minuti necessari per compiere i singoli passaggi di riordino;
  4. ora somma tutti i minuti utilizzati (prima + durante + dopo), et voilà!, questo è il tempo effettivo di cui hai davvero bisogno;
  5. ripeti per ogni voce della tua lista.

In questo modo puoi calibrare i tuoi impegni quotidiani con oggettività e sai che in certi giorni riuscirai a dedicarti a solo due progetti molto corposi, e in altri a molte attività più brevi e semplici. Con vigore, con serenità e soddisfazione, con un senso di conclusione e di fiducia in te stessa.
  Un'attività non è fatta solo di azione ma anche di preparazione (il prima) e riordino (il dopo), esattamente come la tua multipotenzialità comprende non solo i progetti attuali, ma anche le tue esperienze passate (il prima) e le tue proiezioni verso il futuro (il dopo): esserne consapevole ti permette di vivere bene il tuo presente, non sprecare nemmeno un secondo del tuo tempo prezioso e dare il meglio di te, qualsiasi cosa tu stia facendo.


Misura anche i prima e i dopo dei tuoi multi-impegni

martedì 28 settembre 2021

Organizza le tue attività secondo il loro consumo energetico

Ti capita mai di occuparti di due attività al giorno e sentirti stremata, come se ne avessi fatte almeno dieci di più?
  A me sì. Sono appena tornata dalle casanze (= vacanze a casa), quattordici giorni in cui non ho lavorato,  non ho studiato, non ho cucinato né svolto le solite incombenze casalinghe; siamo semplicemente andati in gita ogni giorno nei luoghi più belli qui nei dintorni. Abbiamo camminato in lungo e in largo, salito scale e sceso sentieri, attraversato giardini, parchi, ville e palazzi, con poche pause per ammirare la bellezza (e per riprendere fiato). Nei giorni di pioggia ero felice di fermarmi e riposarmi, perché ero stanchissima.

In realtà mi capita anche quando lavoro e studio: per esempio, fare ricerca mi entusiasma, riesco a concentrarmi per ore senza mai prendere fiato; dopo però mi sento spremuta come un limone e mi passa la voglia anche di mangiare.
  Se riconosci i sintomi, ecco il mio consiglio spassionato: organizza le attività quotidiane secondo il loro consumo energetico.


ENERGIA E CONSUMO

Come sempre, ho fatto una breve ricerca etimologica sulla parola energia, per dissipare ogni dubbio. Deriva dal termine greco energheia, composto dalla particella intensiva en e da un derivato di ergon (= azione, opera, fatto), col significato di "forza in azione". Quindi l'energia è forza, vigore, ma anche capacità di un corpo di compiere un'attività.
  L'energia umana è fisica (cioè propria del corpo) e psichica (della mente), può essere concentrata in un unico lavoro, risparmiata quando non vale la pena usarla e rinnovata per continuare a creare e dare un senso alla vita. 

Quando si compie un'azione fisica o mentale, l'energia diminuisce progressivamente.
  In fisica si dice che "l'energia è una proprietà del corpo che può essere scambiata tra corpi attraverso il lavoro". Noi potremmo dire che la nostra forza (di concentrazione, creativa e operativa) si trasferisce dal nostro corpo e dalla nostra mente ai multi-progetti. È uno scambio: noi ci indeboliamo e i nostri progetti multipotenziali si rinvigoriscono.
  In poche parole, consumiamo la nostra energia per portare avanti gli interessi, le passioni e tutte le attività di ogni giorno.


COME ORGANIZZARTI PER MANTENERE LA TUA ENERGIA

Ogni tipo di attività consuma energia fisica e mentale, non solo i cosiddetti doveri quotidiani, ma anche quei lavori che ti stimolano di più e ti fanno sentire soddisfatta e appagata. Questi ultimi sono i più insidiosi: proprio perché ti fanno sentire bene all'ennesima potenza, tendi a dedicarti a loro senza pensare a te stessa e ai tuoi bisogni.
  L'ho sperimentato più volte sulla mia pelle (e sulle mie celluline grigie), prima di imparare a organizzarmi per non sprecare più energie. Ti lascio un paio di consigli da mettere in pratica e provare alla prossima occasione.

  • Calcola il consumo energetico. Quando programmi gli impegni in agenda, riunisci le attività simili per essere più produttiva, ma isola quelle estremamente faticose e segnane una sola in un determinato giorno, lontano da altri lavori impegnativi. In questo modo hai tempo di rinnovare le tue energie, fisiche e mentali.
  • Ricordati di ricaricarti. È inevitabile: quando sei immersa nei tuoi progetti, ti dimentichi di bere acqua, di cambiare posizione e di qualsiasi altra cosa. Per non consumare troppe energie, prendi l'abitudine di fare delle piccole pause: non solo durante le attività, ma anche prima di iniziare e subito dopo che hai finito. Segnale in agenda, come fosse un appuntamento con te stessa.


Il segreto per non sentirti esaurita a fine giornata, anche quando fai solo ciò che ti piace, è non sottovalutare lo sforzo, cioè il dispendio di energia che ogni attività comporta.
  Solo tu puoi sapere quale lavoro ti impegna fisicamente e mentalmente di più (quel che per te è facile da fare, per me può essere pesante come un macigno): prova uno o entrambi i consigli che ti ho dato, trova il tuo metodo e vedi come va – oppure, se preferisci un aiuto su misura, dai un'occhiata alle mie consulenze.
  In ogni caso ricordati di essere sempre in forze, di rinnovare a breve termine le tue energie e di dosare con attenzione il fare e il non-fare, secondo i tuoi ritmi e le tue necessità.


Organizza le tue attività secondo il loro consumo energetico


martedì 21 settembre 2021

Organizzazione personale per multipotenziali di tipo misto

 In questi ultimi mesi abbiamo visto insieme quali sono le caratteristiche dei quattro tipi di multipotenzialità, le loro difficoltà con il tempo e i consigli di organizzazione personale per risolverle. 
  A marzo introducevo l'argomento e nei mesi successivi mi sono concentrata su ciascuna tipologia: ad aprile il tipo Abbraccio, a maggio il tipo Alternanza, a giugno il tipo Einstein e a luglio il tipo Fenice. Ma non è finita qui... 
  Oggi ti scrivo del tipo misto.


CHI SONO I MULTIPOTENZIALI MISTI

Oltre ai quattro tipi c'è di più: un insieme di combinazioni infinite e fluttuanti di tutte e quattro le categorie, tante quante sono le persone multipotenziali.
  I tipi misti, infatti, si riconoscono in più tipologie contemporaneamente oppure mutano spesso da una all'altra – o entrambe le cose. Soddisfano i loro bisogni di varietà, significato e sicurezza secondo il periodo che stanno vivendo, il contesto in cui si trovano, le modalità che ritengono più affini. 
  Forse ciascuno di noi ha un tipo predominante e sperimenta più o meno tutti gli altri (consciamente o inconsciamente) col passare del tempo.

Se hai letto gli articoli precedenti di questa serie, sai che nella mia vita ho sperimentato tutti e quattro le categorie di multipotenzialità. Il tipo in cui mi riconosco è Fenice, perché dare un significato alla mia vita, a quello che conosco e so fare per me è più importante della sicurezza economica e della varietà. Eppure, per un breve periodo ho provato le gioie dell'Einstein, ho sempre svolto lavori multidisciplinari e ogni giorno mi dedico a più progetti più o meno affini tra loro.


DIFFICOLTÀ E CONSIGLI ORGANIZZATIVI

Le difficoltà del tipo misto mi sono chiare perché le vivo ogni giorno sulla mia pelle. Oggi so come sono fatta e riconosco quali problemi ricorrono più spesso e quali sono i miei draghi più pervicaci.
  Ma sono anche consapevole che ogni tipo misto è diverso dagli altri. Perciò il mio consiglio generale è: segui le soluzioni alle difficoltà del tuo tipo dominante, ma dai un'occhiata anche a quelle degli altri tipi in cui ti riconosci.

Le nostre difficoltà organizzative sono l'insieme di tre cose: i problemi di tempo comuni a tutti i multipotenziali, i bisogni multipotenziali e il grado di organizzazione personale.

1. Problemi di tempo comuni (fissi)

  • Accumuli di curiosità. La voglia di conoscenza ti porta ad accumulare troppi impegni che non sai gestire, fino al punto da fartene travolgere. E ciò che ami diventa un ostacolo alla tua felicità.
    Consiglio organizzativo: l'unico modo per non farti sopraffare da idee, progetti e interessi è riconoscere le tue priorità e decidere come comportarti di conseguenza. 
  • Instabile equilibrio. Non c'è armonia tra i progetti in corso, la voglia di esplorare novità e i doveri quotidiani. Ti dilunghi a scoprire e sperimentare, per poi correre a perdifiato per fare tutto il resto. Ma è la combinazione tra piaceri e "tutto il resto" a rendere la tua vita speciale.
    Consiglio organizzativo: sii consapevole di come usi le tue ore, così puoi trovare il tempo giusto per ogni attività e gestire la tua quotidianità.
  • Lungo la strada. Fatichi a fare progressi nelle tue attività perché non riesci a bilanciare il bisogno di esplorare nuovi mondi con il desiderio di concretizzare le tue idee. Il richiamo delle sirene-novità è troppo forte per resistergli.
    Consiglio organizzativo: dai il giusto tempo a ogni aspetto della tua multipotenzialità, e segnali in agenda come fossero veri appuntamenti (per esempio, tre ore al progetto e una alla ricerca).
  • Pericolo stress. Come conseguenza dei problemi precedenti, perdi tempo prezioso, consumi troppe risorse e la frustrazione a lungo andare si trasforma in stress. Invece, hai bisogno di mantenere la concentrazione e di usare bene le energie fisiche e mentali.
    Consiglio organizzativo: usa l'agenda per fissare degli intervalli di tempo, sia per ogni tipo di attività quotidiana (piacevole o meno), sia per le pause necessarie a recuperare lo sforzo fatto.

2. Bisogni multipotenziali (variabili)
  • Mantenere la varietà di interessi, molti insieme o uno solo per volta.
  • Dare significato alla propria vita e alle esperienze vissute, con i propri progetti.
  • Garantirsi la sicurezza economica, con un lavoro da dipendente o in proprio.
Consiglio organizzativo: conosci te stessa per trovare una soluzione in linea con il tuo modo di essere (confronta i consigli dati per ciascuno dei quattro tipi).


3. Grado di organizzazione (variabile)
  • Ottimo. Fai parte di quella piccola percentuale di popolazione nata organizzata, complimenti! Per te la vita è facile già in partenza.
  • Buono. Ma solo in alcuni aspetti della vita (il lavoro oppure la famiglia). Hai un metodo che funziona solo in parte e senti di aver bisogno di un piccolo aiuto che ti sblocchi sul resto.
  • Non buono. Manca in ogni ambito e ti rende la vita davvero difficile. Cerchi di stare a galla, annaspi e hai bisogno di qualcuno che t'insegni a scegliere l'onda giusta e a cavalcarla.

In conclusione, se ti riconosci come tipo misto, questo è quel che ti suggerisco per iniziare:
  • calcola quante ore dedichi ogni giorno al lavoro e quante sono le ore extra lavorative. Aiutati con il Diario del tempo;
  • decidi quanto tempo riservare ogni giorno, ogni settimana e ogni mese alle tue passioni. Usa l'agenda per programmare in anticipo;
  • pianifica con attenzione tutti i progetti in agenda. Dividi il progetto in piccole attività, calcola le tempistiche e segna subito le scadenze;
  • usa la Tecnica del Pomodoro per ottimizzare il tuo tempo, mantenere la concentrazione, valutare i progressi ed eliminare lo stress;
  • sii flessibile quanto basta. L'organizzazione personale è una struttura solida e adattabile, che ti sostiene giorno dopo giorno lasciandoti libera di cambiare idea e improvvisare.

Ognuno di noi è diverso e deve trovare il suo metodo personale per organizzarsi, valido ora e in futuro nonostante gli inevitabili cambiamenti. Da sola o con la guida di una persona esperta (hai già visto come posso aiutarti?).


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martedì 14 settembre 2021

Batching per multipotenziali: più risultati nei tempi giusti (i tuoi)

Sono tanti gli strumenti e le tecniche per migliorare la tua produttività, cioè per fare progressi nella vita quotidiana e nei tuoi progetti senza sprechi di risorse – soprattutto di tempo e di energie. Tra tutti prediligo le tecniche di timeboxing ("scatole di tempo") per gestire i progetti, e di timeblocking ("blocchi di tempo") per gestire gli impegni quotidiani. Il batching è una di queste.

BATCHING

Batching è un verbo inglese che significa "raggruppare", ma rende molto bene l'idea se tradotto con la locuzione "in serie". Quando fai batching, stai raggruppando un insieme di attività per svolgerle in serie, cioè una dopo l'altra senza interruzioni, in un determinato periodo di tempo.
  Ho incontrato questo termine per la prima volta mentre leggevo il libro 4 ore alla settimana di Timothy Ferriss.

Le attività svolte in serie devono avere delle caratteristiche precise:

  • categorie – Fanno parte della stessa tipologia, cioè sono simili tra loro. Per esempio, scrivere testi per un blog, una rivista o Instagram;
  • risorse – Hanno bisogno degli stessi strumenti, materiali e supporti per essere svolte. I testi sono scritti su computer, altri dispositivi elettronici o quaderni, con tastiere di ogni genere e tipo, penne o matite;
  • tempo – Sono svolte in intervalli di tempo precisi e dedicati solo ed esclusivamente a una tipologia di attività. La scrittura dei testi, per esempio, avviene ogni primo lunedì del mese, per sei ore di seguito.

Con il batching migliori la tua multi-produttività, elimini lo stress, fai chiarezza nelle idee e aumenti la tua soddisfazione personale. Soprattutto ti aiuta a instaurare delle buone abitudini:
  • una cosa alla volta – Limiti le distrazioni, perché sai che in quelle ore lavori solo a quello, ed eviti di interrompere ciò che stai facendo per fare altro;
  • focus – Mantieni alta la concentrazione, perché il tuo cervello è impegnato in un unico tipo di attività e quindi non richiede uno sforzo per cambiare;
  • intenzione – T'impegni per finire il tuo compito entro quel lasso di tempo, perché l'hai stabilito a priori e sai che alla fine otterrai un certo risultato;
  • stima del tempo – Ti alleni a calcolare quanto tempo ti serve per svolgere un tipo di attività, perché ti è utile in futuro non solo per pianificare, ma anche per valutare miglioramenti.

BATCHING E MULTIPOTENZIALI

Questa tecnica è perfetta per noi multipotenziali, perché si adatta ai diversi livelli di varietà di cui abbiamo bisogno. Te lo spiego meglio con un esempio, cioè come utilizzo il batching durante la settimana e le singole giornate.
  Il mio livello di varietà è di tipo misto, direi "lento con brio": sono un tipo Fenice, quindi per certi aspetti il mio bisogno di varietà è molto calmo, ma fare ogni giorno le stesse cose m'intristisce, perciò cambio spesso. Per ora il metodo che funziona con me è questo:
  • divido ogni giorno in due parti, una per il lavoro "dietro le quinte" e una per il lavoro "vero" e lo studio. Di solito al mattino scrivo testi, fotografo, programmo, progetto, pianifico, mentre nel pomeriggio lavoro con le clienti e faccio ricerca;
  • dedico ogni giorno della settimana a una categoria di attività e a un progetto diversi. Di solito il lunedì è per la scrittura dei testi e il progetto Tempo, il martedì per incombenze varie e il progetto Multipotenzialità, il mercoledì per grafica, programmazione e il progetto Paroladordine, il giovedì per il progetto Archeo-turismo, il venerdì per la burocrazia e il progetto Mindfulness.

Ti faccio un altro esempio: Sara (il nome è inventato), nel pomeriggio quando torna dal lavoro e nel fine settimana, ha molti progetti da portare a vanti, tra corsi, un nuovo diploma e attività creative. Vorrebbe farli tutti ma, a parte quelli organizzati da altri con orari ben definiti, non sa da quali iniziare, entra in confusione e le sembra di non avere tempo per nulla. Le ho suggerito qualche tecnica di timeblocking, finché ho visto i suoi occhi illuminarsi mentre le spiegavo come utilizzare la Tecnica del Pomodoro: Sara ha un bisogno di varietà molto rapido e l'idea di dedicarsi ogni giorno ai vari progetti per solo venticinque o cinquanta minuti per ciascuno l'ha fatta sentire bene.

Lo ripeto sempre, perché è molto importante: ogni persona multipotenziale è diversa dalle altre. Si può identificare con una tipologia predominante (Abbraccio, Alternanza, Einstein o Fenice) e al contempo riconoscersi in varie combinazioni e sfaccettature che la rendono unica.
  Ogni multipotenziale ha il suo ritmo (da lento a veloce), il suo livello di varietà (da simultaneo a sequenziale), un contesto e delle circostanze attuali (cioè valide solo adesso o nell'immediato futuro) ed esigenze occasionali.

Perciò per trovare il tuo batching ideale, ti suggerisco di provare e tentare vari intervalli di tempo e, se è il caso, mescolarli tra loro (come faccio io): un giorno intero al mese (più o meno sei o otto ore di fila), oppure una diversa categoria di attività per ogni giorno della settimana o, ancora, mezza giornata. Dipende dal tipo di compiti da svolgere, da quanto durano, da quanta energia ti richiedono per farli in serie e dal tuo multi-ritmo.
  Se ti piace sperimentare, trovare la tua soluzione organizzativa è un'ottima occasione per farlo. Non te ne pentirai: il batching è un buon sistema per migliorare la tua produttività, ottenere i risultati che desideri in ogni tuo progetto e raggiungere i tuoi obiettivi con serenità, senza perdere tempo né concentrazione.

Preferisci una guida che ti accompagni in questa ricerca? Dai un'occhiata alla mia consulenza Flora, è fatta per te!


Batching per multipotenziali: più risultati nei tempi giusto (per te) | Paroladordine

martedì 7 settembre 2021

Priorità: prima il piacere o il dovere?

Hai mai fatto una classifica delle tue priorità?  Tra passioni, progetti, benessere personale, famiglia, ricerca "folle e disperata", entusiasmi, intuizioni, pulizie e burocrazia, cosa metti al primo posto?
  Probabilmente solo al pensiero ti gira la testa e ti si chiude la gola... Eppure avere una graduatoria delle cose importanti ti aiuta non solo nella vita di tutti i giorni ma anche con i multi-progetti, ed è il primo passo verso una relazione appagante con il tuo tempo.


DUE CATEGORIE

Finora ho conosciuto solo una persona in grado di riconoscere le proprie priorità con certezza e affrettarsi ad agire di conseguenza (credo faccia parte di quella piccola percentuale di nati organizzati, la cui vita è più facile già in partenza). La maggior parte della gente, invece, deve sforzarsi per individuarle e metterle in pratica.
  Per noi multipotenziali, poi, la fatica è doppia, perché le nostre priorità sono di due tipi diversi, dobbiamo portarli avanti entrambi e decidere, di volta in volta, quali valgono di più per noi in quel periodo particolare.

Da una parte abbiamo le priorità della vita quotidiana, i cosiddetti doveri.
  Sono tutte quelle attività che hanno a che fare con tre momenti importanti della nostra giornata: il lavoro, il divertimento e il riposo. Possono essere più o meno piacevoli, e a volte cose che ci sono sempre piaciute iniziano a tediarci, e viceversa.
  Rientrano in questa macro-categoria:

  • il benessere personale - Dalla meditazione allo strucco serale, passando per la lettura, il corso di inglese, il lavoro a maglia, la ginnastica posturale, la scelta di cibi salutari, il ballo sfrenato, gli esami del sangue, l'ozio e il sonno ristoratore;
  • gli affetti - Dalla famiglia agli amici del cuore, passando per gli impegni dei figli, le feste con famigliari e parenti, la cena mensile con le ex compagne di classe, il giro di negozi con l'amica, la camminata nei boschi con i canidi, le emergenze, le telefonate, i giochi;
  • la cura della casa - Dai cuscini sul divano alle imposte da pagare, passando per le verdure dell'orto da innaffiare, i vestiti lavati da stendere, le raccomandate da ritirare alle Poste, il profumo dei sacchetti di lavanda, la lavastoviglie da svuotare, i quadri da appendere;
  • gli impegni lavorativi - Dalle piccole vittorie agli incontri con il commercialista, passando per la formazione continua, i colleghi, le sfide, i problemi da risolvere, la cancelleria, la contabilità, la gestione dei documenti di carta e virtuali, la monotonia logorante, i progetti entusiasmanti, l'agenda da personalizzare, gli evidenziatori color pastello.

Dall'altra parte abbiamo le priorità multipotenziali, i cosiddetti piaceri.
  Sono tutte quelle attività tipiche del nostro modo di essere, nate da tanti interessi, una forte curiosità, l'insaziabile voglia di conoscere e imparare, la capacità di unire più cose in qualcosa di nuovo e originale. Sembrano tutte estremamente piacevoli ma, se indisciplinate, si trasformano in impegni che si accumulano di giorno in giorno, ci rubano il tempo e il sorriso.
  Fanno parte di questa macro-categoria:
  • l'esplorazione libera - Ovvero il lasciarsi andare alla sana curiosità, al piacere di incontrare, fare la conoscenza e apprezzare nuovi argomenti;
  • le intuizioni - Sono le idee che nascono nei momenti di quiete, al mattino appena sveglia o quando sei al massimo del risparmio energetico, frutto improvviso di connessioni tra tutti gli argomenti incontrati;
  • i progetti - Quelli prioritari, i "prima o poi, forse", qualche "mai più", tutti allo stesso modo nati dalle innumerevoli idee;
  • la creatività - Innata, anche quando pensi di non averla, sfogo e realizzazione di una parte importante della tua personalità.

PRIMA IL PIACERE O IL DOVERE?

Non esiste un'unica classifica valida per tutti, ognuna di noi ha la sua personale. Che, tra l'altro, cambierà col tempo e secondo le circostanze, le necessità e i desideri del momento.
  Una cosa però ho notato – innanzitutto in me stessa, poi anche in altri multipotenziali: tendiamo ad anteporre i piaceri ai doveri. Il nostro modo di essere ne è appagato, ci spinge a dare più valore alla seconda categoria e noi fatichiamo a resisterle. Così ci ritroviamo a fare tutti il resto in fretta e furia, in bilico tra nervosismo e senso di colpa, senza nemmeno viverlo per quello che è: la vita, fatta di piccole e grandi cose, alcune piacevoli e altre meno, tutte degne della nostra attenzione.

In generale il mio consiglio è:
  • nel tuo programma giornaliero inserisci prima le priorità della vita quotidiana, perché costituiscono la base della tua vita. Se stai bene, se vivi in un ambiente sano e accogliente, se ti diverti con le persone che ami, se al lavoro tutto fila liscio (il più possibile), la vita sarà più leggera, la mente più serena e avrai più tempo da dedicare alla tua multipotenzialità;
  • solo dopo aggiungi le priorità multipotenziali, perché hanno bisogno di tempo e di cura. È meglio dedicarsi per un'ora intera all'esplorazione di nuovi mondi con tranquillità, invece di rubare decine di minuti ad altre attività necessarie e imprescindibili con la "coscienza sporca". Le attività multipotenziali sono vitali per noi, meritano tutta la nostra attenzione e serenità;
  • il riposo è una priorità della vita quotidiana, quindi non barare e inseriscilo subito nel tuo programma giornaliero!
  • scegli il tempo giusto per ciascuna attività secondo lo sforzo richiesto per svolgerle, così distribuisci le tue energie nell'arco della giornata e porti avanti più cose senza esaurirti.

Quindi, per me, prima i doveri e poi i piaceri. Poi, se i doveri li chiamassimo voleri, tutto sarebbe più facile: "Voglio mangiare in modo corretto e sano per vivere una vita lunga e appagante" suona meglio di "Devo eliminare dolci e formaggi perché me l'ha detto il cardiologo". Le priorità della vita quotidiana, in fondo, sono un insieme di attività che ci permettono di vivere bene come persone, giorno dopo giorno, da sole e insieme agli altri.
  Prova a stilare la tua classifica delle priorità, segui il mio consiglio oppure il tuo intuito: in ogni caso, ti aiuterà a fare più chiarezza tra le idee, a perdere meno tempo ogni giorno, a stressarti di meno, a essere più concentrata su qualsiasi cosa tu stia facendo e a ottenere più risultati. Nei multi-progetti e nella vita di tutti i giorni.

Se ti ho incuriosita e pensi di aver bisogno di una mano a farla, dai un'occhiata ai miei servizi: sarò felicissima di aiutare un'altra multipotenziale a trovare il tempo per realizzare i suoi progetti e migliorare il mondo!

Priorità: prima il piacere o il dovere? | Paroladordine


martedì 31 agosto 2021

Ti consiglio una serie televisiva: Le guide di Headspace - meditazione

Oggi ti consiglio una serie televisiva: Le guide di Headspace - meditazione. La trovi su Netflix ed è una serie di otto puntate di una ventina di minuti ciascuna.
  Ogni puntata tratta un tema diverso su cui meditare e insieme sono un percorso per coprire i diversi aspetti della meditazione e i suoi benefici per il nostro cervello e il nostro corpo: Come iniziare, Come imparare a lasciare andare, Come innamorarsi della vita, Come gestire lo stress, Come essere gentili, Come gestire il dolore, Come gestire la rabbia, Come sfruttare il proprio potenziale illimitato

Headspace è una società britannica di meditazione guidata tramite piattaforme digitali, fondata da Andy Puddicombe e Richard Pierson. 
  Andy Puddicombe ha studiato per anni meditazione in Asia, dove è stato ordinato monaco buddista; quando è tornato nel Regno Unito, ha reso accessibile la meditazione a più persone possibile prima come consulente privato, poi con Headspace. Oggi è un autore, un oratore e un insegnante di meditazione e di mindfulness.

Puoi seguire gli episodi in più modi: con le orecchie, ascoltando la voce del narratore (in lingua originale, Andy Puddicombe) che spiega la teoria (supportata da studi scientifici) e guida gli esercizi di meditazione; con gli occhi, osservando i bellissimi disegni animati che raccontano e danno forma alle parole; con la mente, praticando gli eserceizi; con il corpo, chiudendo gli occhi e rilassandoti; con curiosità, provando  in prima persona cosa sia la meditazione.

Mi piace proprio per questo: la possibilità di seguire più volte la serie e ogni volta in maniera diversa.
  E anche perché è un avvicinamento semplice e piacevole alla meditazione, soprattutto se sei curiosa, l'argomento di interessa e vuoi capire se la meditazione e la mindfulness fanno al caso tuo. 

Te lo consiglio perché la meditazione e la mindfulness sono utili per noi multipotenziali: aiuta a calmare i pensieri e a fare chiarezza nelle idee, a ridurre lo stress e l'ansia, a mantenere la mente serena e a coltivare la creatività.
  Come dice Andy Puddicombe: "La meditazione ci permette di osare e andare oltre, fuori dalla zona di confort, e considerare il nostro potenziale nel mondo."


Ti consiglio una serie televisiva: Le guide di Headspace - meditazione | Paroladordine

martedì 24 agosto 2021

Ti consiglio un film: Questione di tempo

Oggi ti consiglio un film: Questione di tempo, scritto e diretto da Richard Curtis, sceneggiatore, regista e produttore britannico.
  Ho una vera passione per i film, le serie tivù e i libri che trattano di tempo in ogni sua forma, e mi diverto a scovarne sempre di nuovi. Ho scoperto Questione di tempo questa primavera e me ne sono subito innamorata (che dalle mie parti significa: l'ho visto almeno un paio di volte di seguito).

Racconta la storia di Tim, un giovane che scopre dal padre che gli uomini della sua famiglia hanno il potere di viaggiare nel tempo, ma solo nel passato e non nel futuro. Il padre l'ha usato per stare di più con la sua famiglia e leggere tutti i libri. Tim, invece, ha deciso di usarlo per trovare l'amore, cogliere le occasioni e correggere eventuali "errori" lungo la strada.

A un certo punto il padre gli spiega la sua ricetta personale della felicità: vivere due volte lo stesso giorno, ogni giorno; la prima volta così come viene, nel bene e nel male, la seconda volta rifacendo tutto senza cambiare nulla, per gustarlo fino in fondo.

"E così mi ha svelato la sua ricetta segreta, della felicità
La prima parte del programma è fare la mia solita vita, vivendo giorno per giorno come fanno tutti.
Ma poi c'è la seconda parte del programma di papà: mi ha detto di vivere due volte lo stesso giorno, senza cambiare quasi niente.
La prima volta con tutte le tensioni e le ansie che ci impediscono di vedere quanto sia bello il mondo, e la seconda vedendolo."


Tim però va oltre e ci racconta la sua ricetta della felicità:

"E alla fine credo di aver imparato la mia ultima lezione dei viaggi nel tempo, e ho persino superato un po' mio padre.
La verità è che ora non viaggio più nel tempo, neanche pre un giorno.
Provo solo a vivere quel giorno come se avessi deciso di tornare a quel giorno, per godermelo come se fosse l'ultimo giorno della mia straordinaria, normalissima vita." 


Di questo film mi piace tutto: il tema, la sceneggiatura, la regia, la scelta degli attori, la fotografia, gli ambienti, le risate che mi fa fare (inevitabile con certi film britannici) e la commozione che mi suscita. Non solo, mi piace per il suo significato, per la lezione che insegna con la leggerezza di un sorriso.

"Viaggiamo tutti insieme nel tempo, ogni giorno della nostra vita.
Possiamo solo fare del nostro meglio per gustare questo viaggio straordinario."


Te lo consiglio perché, tra una risata e un paio di lacrime, ti permette di fermarti a pensare a una cosa importante: come vuoi vivere il tuo tempo.
  Se avessi questo potere, come lo useresti? Forse per dedicarti a più progetti contemporaneamente con serenità oppure per stare con chi ami e nel frattempo fare ciò che ami o, ancora, a trovare l'equilibrio tra piaceri e doveri.
  Soprattutto questo film ti invita a chiederti: sto facendo del mio meglio per gustare la mia vita? 


Ti consiglio un film: Questione di tempo | Paroladordine


martedì 17 agosto 2021

Ti consiglio un corso: L'agenda perfetta

Oggi ti suggerisco un corso: L'agenda perfetta. Come organizzarla e organizzare i tuoi impegni. Lo trovi qui, su Paroladordine, ed è il mio corso di tre incontri di due ore ciascuno in remoto, con un po' di teoria (q.b.), molta pratica ed esercizi da fare insieme e a casa in autonomia. 
  Ogni incontro tratta di un argomento diverso e utile per organizzare l'agenda su misura per te: (1) i calendari e le sezioni, (2) i progetti prioritari e le attività quotidiane, (3) le revisioni e i controlli periodici.

In sei ore questo corso ti aiuta a fare pace definitivamente con le agende, e a trasformare un semplice libro delle cose da fare nel tuo personale (e personalizzato) strumento per usare bene il tempo: non solo per ricordare gli appuntamenti e le scadenze, ma anche – e soprattutto – per ritrovare i tuoi ritmi, la serenità di una giornata ben equilibrata e la soddisfazione dei risultati ottenuti.
  Impari a :

  • progettarla secondo i tuoi bisogni e gusti, e realizzarla con un quaderno ad anelli (o adattare quella che hai già);
  • pianificare con agio i progetti prioritari, e programmare le attività quotidiane e settimanali lasciando spazio agli imprevisti;
  • mantenerla sempre attiva e funzionante, in modo che lavori per te (e non tu per lei).

Mi piace perché ti dà le basi per costruire una struttura organizzativa flessibile, capace di contenere la tua esuberanza multipotenziale senza limitarla. Io ti fornisco le informazioni fondamentali, tu le metti in pratica poco alla volta, e insieme ci confrontiamo con una mini-consulenza dopo due-quattro settimane dalla fine del corso.

Te lo consiglio perché, se sei della squadra "settembre è il vero inizio dell'anno", l'edizione di fine estate fa per te: inizia il 28 agosto e t'impegna solo due ore per tre sabati mattina di seguito (dalle 10.00 alle 12.00). Poi inizi questo nuovo anno organizzata, con le idee chiare sui progetti da portare avanti e sul valore da dare al tuo tempo.

Per saperne di più leggi come funziona: 

corso in remoto L'agenda perfetta | Paroladordine


martedì 10 agosto 2021

Ti consiglio un profilo Instagram: @val_ina

Oggi ti consiglio un profilo Instagram: @val_ina di Valentina Veneziano. L'ho scoperto grazie a un'amica creativa e artigiana, Valentina de il Tetto delle Nuvole, le cui storie sono state le prime in assoluto che ho seguito.
  La sera dopo cena mi piace curiosare tra le storie di persone creative per concludere in bellezza la giornata. Quello di @val_ina è un profilo molto ricco e fra tutti i contenuti adoro le storie in evidenzia sui suoi quaderni e sulle agende: ogni tanto torno a guardarle perché il confronto tra l'organizzazione (mia) e la creatività (sua) mi offre sempre tanti spunti da sviluppare. 

Valentina Veneziano è una creator digitale italiana specializzata in contenuti creativi colorati, blogger di valinapost.it e autrice di Arcobaleni Ovunque. Il diario creativo per trovare l'arcobaleno nella vita di tutti i giorni. Si occupa di cartoleria e creatività in modo originalissimo.
  Le immagini che pubblica sono veri e propri progetti creativi, la somma – colorata e armoniosa – di studio, passione, ricerca, tecnica e fantasia.
  I contenuti delle storie in evidenza rendono bene l'idea della sua variopinta genialità: grazie a lei molte persone si sono riavvicinate alla creatività per sperimentare, divertirsi, rilassarsi ed esprimere se stesse in totale libertà.

Mi piace perché oltre a consigliare con infinito entusiasmo i prodotti di cartoleria, racconta e mostra anche come li usa. Quando ho seguito per la prima volta le storie in evidenza Uso quaderni e La mia agenda ho avuto conferma di un mio pensiero: la creatività aiuta a organizzarci e a portare avanti i nostri progetti prioritari con costanza e piacere. Ho preso spunto da lei per il mio quaderno dei progetti, in cui annoto le idee, le evoluzioni e i risultati ottenuti.

Te lo consiglio per molti motivi: per esempio, per la rassegna dei nuovi modelli di agende che approfondisce sul suo blog, e naturalmente per il suo libro, un vero e proprio eserciziario della creatività (lo uso come allenamento per "lasciarmi andare").
  Te lo consiglio soprattutto per il suo entusiasmo, per la sua professionalità colorata, per la sua opera di divulgazione per cui la creatività è una risorsa preziosa e potente per chiunque e per qualunque cosa, anche per portare avanti attività "serie". Ancor di più lo è per noi multipotenziali, creativi per natura – anche quando non sappiamo di esserlo. 


Ti consiglio un profilo Instagram: val_ina


martedì 3 agosto 2021

Ti consiglio un documentario: Il meno è ora

Come gli anni scorsi, ad agosto ti lascerò alcuni consigli di letture e visioni, in puro stile vacanziero.
  Inizio oggi con un documentario: Il meno è ora di Matt D'Avella. Protagonisti sono Joshua Fields Millburn e Ryan Nicodemus, i fondatori del blog The Minimalists, autori del libro Everything that remains (più o meno "Tutto ciò che rimane") e del documentario Minimalismo (te l'ho consigliato ad agosto di tre anni fa).

Il documentario tratta di minimalismo e semplificazione, e parte dal presupposto che gli oggetti sostituiscono ciò che davvero può renderci felici.
  La società consumistica ci fa credere che la felicità sia possedere oggetti. Ma più acquistiamo cose e più dobbiamo lavorare, più passiamo il nostro tempo a lavorare e meno siamo felici. Perché ciò che rende la vita ricca è la ricerca di un significato e l'evoluzione interiore.

Millburn, ai tempi giovane uomo di successo con un lavoro prestigioso e tutto ciò che poteva desiderare, si è chiesto come sarebbe potuta migliorare la sua vita avendo di meno, e le sue risposte l'hanno aiutato a trovare l'obiettivo del minimalismo.

  • Più del come è importante capire perché.
    Con una vita semplice abbiamo più tempo per curare la salute, le relazioni, le passioni e il denaro. Smettiamo di lavorare fino allo sfinimento per avere più denaro necessario a comprare cose che ci appagano solo per il momento. 
  • Gli oggetti non aggiungono valore alla vita.
    Quando ci liberiamo della confusione, ci rendiamo conto di che cosa è davvero importante nella nostra vita: non diamo più valore a semplici cose, ma al tipo di persona che vogliamo diventare, alla soddisfazione quotidiana, al vero significato di successo.

Il minimalismo è un approccio alla vita e le persone minimaliste sono focalizzate sull'essenza: preferiscono usare con parsimonia le risorse disponibili e si concentrano sulle cose essenziali e necessarie. Credo sia utile anche per noi multipotenziali, soprattutto quando mille stimoli e infinite distrazioni ci deconcentrano, creano confusione e offuscano le nostre vere priorità.
  Lo so, ci sono volte in cui tutto ti sembra importantissimo e capace di renderti felice e soddisfatta come mai altro prima. In questi casi prova a ricercare soltanto le informazioni necessarie, iscriviti a un corso solo se fondamentale per il tuo progetto, concentrati esclusivamente su ciò che ti permette di trasformare una passione in qualcosa di più.
  All'inizio sarà difficile, ma poco alla volta ti verrà spontaneo. In questo modo avrai più tempo non solo per le tue priorità, ma anche per esplorare gli altri interessi con serenità.

Ti consiglio questo documentario perché non parla solo di oggetti, ma anche del tempo che dedichiamo a noi e ai nostri valori. 
  L'essenza degli esseri umani è la lentezza, che esprimiamo con la creatività, il linguaggio, il ragionamento, il pensiero lento e critico: seguire i nostri ritmi naturali significa smettere di dover correre e riempirci di mille cose da fare, per iniziare ad assaporare fino in fondo ogni momento della nostra vita. 


Ti consiglio un documentario: Il meno è ora


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