mercoledì 16 dicembre 2015

Si studia! Solopreneur

Preventivi, progetti, telefonate, riunioni, contatti, email, appuntamenti... Tutto questo rientra nelle gioie quotidiane di chi lavora in proprio e mai come in questi giorni mi ritrovo ad essere molto "gioiosa". Se mi confronto con altre persone, uno degli argomenti più caldi è: cosa usare per tenere sotto controllo tutto quanto.
Ecco. Per fortuna c'è il libro Solopreneur. L'organizzazione del lavoro (in proprio) spiegata semplice di Francesca Marano.

paroladordine-sistudia-solopreneur

L'autrice è Francesca Marano, consulente, formatrice e autrice dalla penna arguta (questo è il suo secondo libro per la casa editrice Zandegù), nonché fondatrice di C+B, la casa+bottega delle imprenditrici italiane.
Il libro è una guida pratica alle strategie e agli strumenti (cartacei e digitali) necessari per poter fare il salto da libera professionista a imprenditrice... senza perdere nulla per strada. L'autrice esprime le sue preferenze, spiega l'utilità e il funzionamento di strategie e strumenti, e, soprattutto, cosa funziona per lei. In poche parole, mette a disposizione i suoi vent'anni di esperienza professionale.

Libro illuminante, soprattutto per una preistorica come me, che preferirebbe tener traccia di tutto a mano e si strugge d'amore-e-odio per la tecnologia.
Durante la lettura, cercavo di capire quali fossero i miei sentimenti, le mie (poche) esperienze e, soprattutto, le mie intenzioni. Per riassumere: con la carta vado forte, con la tecnologia ci provo:
  • per gestire gli impegni uso solo agende e taccuini cartacei. Sul taccuino segno di volta in volta gli impegni, le idee e le attività, che poi riporto nelle liste delle "cento cose da fare +1" divise per categorie (progetti in corso, progetti futuri, blog, lavori, casa, gite e molto altro). La mia agenda è piccola ma funzionale: nella tabella mensile (un mese per pagina) scrivo le scadenze di lavoro, gli appuntamenti e gli anniversari; nel diario settimanale (una settimana di sei colonne su due pagine divise in ore) segno le attività da svolgere in un orario e in un giorno preciso. Ho anche l'agenda da blogger, sto meditando di realizzare un'agenda familiare e dal primo di gennaio useremo il Calendario di Paroladordine per la Famiglia.
    Cioè, viva la carta! {Ho provato a usare le agende digitali, ma non mi ci trovo - e poi, sul più bello, si spengono...}
  • sono forte con gli archivi cartacei, ma con le informazioni digitali un po' meno. In queste vacanze invernali voglio provare il "sistema Marano": selezionare e dividere in cinque categorie - password (son tante, con due lavori, tre blog, riunioni tecnologiche e una manciata di progetti diversi con collaboratori, professionisti, aziende, amiche e colleghi), dati dei clienti, fonti di aggiornamento e informazione, ispirazione, documenti vari
  • di tutte le app e i programmi citati (li ho contati, sono cinquantaquattro - ma potrei averne dimenticato qualcuno) sono pochi quelli che conosco e ancor meno quelli che uso. Faccio amicizia con cose tecnologiche legate al divertimento, mentre "subisco" l'uso di alcuni programmi di lavoro condiviso. Con l'eccezione di Google Drive: lo adoro, mi piace per la sua ubiquità e i diversi livelli di condivisione dei documenti, non posso più farne a meno.
    Dopo aver letto il libro, m'è venuta voglia di provare l'app Rescue Time, che registra tutto quello che viene fatto sul computer, quanto tempo si passa su un sito o su un programma e produce un report: sarebbe come tenere un diario alimentare prima di mettersi a dieta! 
  • l'email, ovvero il male: se esiste un club "email, ti odio", voglio farne parte. Punto
Due cose mi son piaciute in maniera particolare di questo libro: la spiegazione del "metodo Marano", descritto fase per fase, con consigli pratici e richiami all'esperienza - da testare al più presto (prima che sia tardi!); l'argomento ambizione.
L'ambizione non è una brutta cosa, anzi: è voglia di crescere e la crescita (personale e professionale) è sempre un'ottima prospettiva. Lo confesso, sono una persona ambiziosa: il mio terrore più grande è di non andare avanti e ultimamente mi sono ritrovata a dire spesso "Preferisco essere contenta, che accontentarmi".
paroladordine-sistudia-solopreneur-francescamarano

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...