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martedì 5 aprile 2016

Una stanza al mese: il guardaroba 2 - la vendetta

È ora, non si può più tergiversare. Non posso più far finta di nulla: è giunto il momento di metter mano al mio guardaroba - contenuto e contenitore.
È da anni ormai (meglio non contarli!) che fingo noncuranza con solo un - ovvio - risultato: non so più quali e quanti vestiti e accessori possiedo, non so più come riporli, non ho più voglia di prendermene cura... Insomma, uno sfacelo.
Urge metterci mano - non solo, anche cuore e testa. Sì, perché il mio guardaroba rispecchia la mia vita, e se qualcosa non funziona là, dietro quelle quattro ante, è perché qualcosa non funziona in me. La riorganizzazione dei miei armadi, quindi, parte da un lungo e attento sguardo dentro me stessa.

Riparto da quanto ti scrivevo un anno e un guardaroba fa:
Non c'è nulla di questa organizzazione che mi soddisfi in pieno: nei cassetti vorrei divisori di legno fissi, sui ripiani dei divisori su misura per suddividere in orizzontale le pile e le pile tra di loro, sulla superficie interna delle ante dei contenitori multitasche per gli accessori (dovrei sfoderare le mie non-doti da sarta, perché della misura giusta non esistono). E devo ripensare a dove mettere cosa in maniera comoda e funzionale. Prima o poi ce la farò.
La rivol-organizzazione (ehm) è durata due settimane e ho vissuto intensamente ogni giorno: avevo così tanta voglia di cambiare, che la notte faticavo a dormire - il livello di adrenalina era altissimo!
Prima ancora di iniziare ho stilato un programma di lavoro: una fase al giorno (iniziale, successiva, contemporanea, finale... yeah!) e previsioni di tempo, anche per gli oggetti da acquistare/recuperare e poi montare, e per quei lavori per cui ho avuto bisogno del marito.

paroladordine-rivoluzione-armadi

* bianco è il nome in codice di un'operazione folle: cambiare colore all'interno degli armadi, da marrone-finto-legno a bianco candido. Ero indecisa tra la carta da parati e la vernice, alla fine ho optato per una mano di fondo e tre mani di vernice all'acqua - per un totale di quattro giorni di finestre aperte e vestiti ricoverati in ogni dove (valigie, letto, pouf, scaffale della tv...).
Operazione folle ma doverosa: indosso soprattutto vesiti neri e nel buio del finto-legno si annullavano; ora nel lucore bianco emergono in tutta la loro forma.

Non è stato tutto rose e fiori, ho avuto qualche tentennamento:
  1. ho temuto la fase 2 (cernita), per la mia difficoltà a separarmi dagli oggetti; invece ero talmente determinata, da procedere senza intoppi. Ho seguito il metodo Semplifica e Riprendi il Controllo (SRC) di Sabrina Toscani per tenere i miei tesori, gli strumenti, gli svaghi ed eliminare le cianfrusaglie: ho riempito "qualche" borsone di vestiti da eliminare, distinguendo tra regalo, riciclo, recupero (dalla sarta) e pattumiera. Tutto quel che è rimasto mi fa sorridere perché bello e mi sta bene
  2. ho tremato sulla fase 3 (occasioni d'uso), per la difficoltà a inquadrare e distinguere i vari ambiti della mia vita. Ho seguito il metodo Carla di Carla Gozzi e distinto occasioni d'uso: le occasioni speciali (vestiti e accessori super), il tempo libero "bello" e il lavoro fuori casa (vestiti e accessori a ***), il tempo libero "comodo" e il lavoro in casa (vestiti e accessori a **),  il tempo libero "rilassato" e lavori in casa sporchevoli (vestiti a *), sport
  3. ho esitato alla fase 6 (divisori et similia), per la difficoltà a conciliare voglia di nuovo e desiderio di recupero. Ho seguito il buon senso e valutato bene cosa riutilizzare (contenitori vuoti, risultato di altre riorganizzazioni) e cosa usare di nuovo (mi son venuti in aiuto Euronova, Ikea e... il marito). Vedi sotto, in fondo all'articolo, per i particolari
  4. ho sudato sette camicie con la fase 8 (fotografare e ammirare), per la mia difficoltà a fare fotografie decenti dentro casa e senza luce - cielo bigio da queste parti. Quindi, chiedo venia in anticipo!
Però sono andata liscia in altri momenti del lavoro:
  1. mi sono divertita con la fase 1 (svuotare gli armadi), perché mi sentivo tanto Carla Gozzi! Avrei voluto contare tutti i capi, ma dopo un po' ho perso il conto: troppi, troppissimi e la maggior parte inutilizzati. Ora nell'armadio ci sono solo i vestiti che amo e che uso ogni giorno, spesso o talvolta: più o meno un quarto di quelli iniziali! Addirittura ci sono abiti che non indosserò più, ma a cui sono molto affezionata (ricordi della nonna sarta): poterli vedere ogni volta che apro le ante mi rallegra
  2. ho sguazzato nella fase 4 (ottimizzazione spazi), come un pesce nel suo elemento! Una volta deciso come dividere i vestiti secondo le occasioni d'uso, è stato facile: in alto su ripiani e in basso in contenitori estraibili tutto quello che uso poco; nel mezzo i vestiti che uso di più o che voglio avere davanti agli occhi per piacere: nell'armadio di sinistra ho utilizzato ancora il doppio bastone, mentre nell'armadio di destra ho preferito più ripiani poco profondi, per dividere in pile maglioni, maglie e magliette secondo la tipologia (maglioni a collo alto, con collo ad anello, a girocollo, con scollo a V, gemelli, cardigan, gilet, golfini estivi; maglie a maniche lunghe a collo alto e girocollo, con maniche a tre quarti; magliette a mezze maniche "belle", a mezze maniche "comode", top e canottiere). Avrei voluto usare tre portamaglie a tre ripiani - per suddividere ulteriormente ogni pila per colore (ehm) -, purtroppo però le misure non andavano d'accordo con l'interno dell'armadio
  3. mi sono divertita con la fase 4 (bianco), e forse ho imparato a verniciare un mobile! Sempre sotto la supervisione del marito...
  4. ho gioito nella fase 7 (riempire gli armadi), perché finalmente ho raggiunto il mio obiettivo: avere degli armadi comodi, funzionali e belli - e la bellezza è un ottimo deterrente all'incuria
 Ed ecco i miei armadi rivol-organizzati!

paroladordine-unastanzaalmese-armadi
Ta-daaa!

L'armadio di sinistra è dedicato ai vestiti appesi - abiti lunghi (a sinistra), giacche e camicie (a destra, sopra), pantaloni e gonne (a destra, sotto) - e alle borse - borse "belle" (ripiano in alto e appese all'anta sinistra), borsine da sera (cesto appeso all'anta destra),  borse da lavoro e da "tutti i giorni" (scatole su rotelle, in basso).

paroladordine-unastanzaalmese-armadi-borse
Sulle ante un po' di bellezza e di fascino (grazie, Audrey!)

L'armadio di destra è dedicato ai vestiti piegati - maglioni, maglie e magliette "belli"(quattro ripiani centrali - da rimpolpare!), abiti per casa (ultimi due cassetti, in basso), intimo (secondo e terzo cassetto), tute e abiti sporchevoli (secondo ripiano, in alto) - e agli accessori - guanti, sciarpe e cappelli (scatole, ripiano in alto), foulard (cesto appeso all'anta sinistra), cappelli "belli" (appesi alle ante), bigiotteria, cinture e fazzoletti (contenitori, primo cassetto in alto). Sull'anta di destra ho aggiunto uno specchio: finalmente posso vedermi tutta intera!

paroladordine-unastanzaalmese-armadi-cappelli
Sulle ante dell'altro armadio i miei cappelli preferiti e i foulard più belli.
Ah, già: c'è anche un'istigazione a comprare più vestiti!

Alcuni dei miei cassetti: incredibile quante cose ci stiano se ben piegate!
N.B. i fantastici divisori fatti a mano dal marito :)

Cosa ne pensi? Io sono felicissima, per aver superato i miei limiti e risolto una questione aperta (vedi sopra) e per aver sparso un po' di bellezza anche in questa parte di casa: se non sai dove trovarmi, vienimi a cercare al piano di sopra, sono in piena fase "ammirare" ;)

Ti lascio il vecchio identikit del guardaroba: vecchio, ma sempre utile!

paroaldordine-guardaroba-identikit
Buona organizzazione!

___________________________________________________
Armadi (fuori produzione): recuperati!
Portamaglie di Euronova (usato come divisorio per borse): nuovo!
Pomelli di Ikea (fuori produzione - usati come ganci per le borse): recuperati!
Contenitori con rotelle Vessla e coperchio di Ikea: recuperati!
Cesti in metallo: recuperati!
Scatole Kassett di Ikea (fuori produzione): recuperate!
Etichette con Prisca, alias etichettatrice P-touch di Brother: nuove!
Pomelli Satta di Ikea (in parte usati come ganci per i cappelli): nuovi!
Cofanetto portagioie 2 piani di Euronova: nuovo!
Scatolette e vecchi contenitori alimentari (usati come portagioie): recuperati!
Portatutto 24 scomparti di Euronova: nuovo!
Divisori in legno fatti a mano dal marito: nuovi!
Specchio della mamma: recuperato!
Illuminazione per guardaroba con sensore Oleby di Ikea: nuova!

martedì 8 marzo 2016

Una stanza al mese. L'angolo televisione in soggiorno

Casa nostra è in continua evoluzione, siamo sempre alla ricerca di un arredamento comodo, pratico e capiente - che dia un posto a ogni cosa. Da quando, poi, ho scoperto la differenza tra ciò che mi piace e ciò che mi fa star bene, sono molto attenta ai cambiamenti e, se devo sostituire un mobile, voglio che sia il più possibile "per sempre".
Il soggiorno è una delle stanze di casa con meno personalità e meno mobili: pochi son stati scelti con amore (solo i tavolini) e tutto il resto è un insieme di compromessi. È giunto il momento di correre ai ripari: per aggiungere un pizzico di armonia e di funzionalità, iniziamo dall'angolo del televisore.
Le sue funzioni sono almeno tre:
  • sostenere il televisore
  • contenere gli apparecchi elettronici collegati al televisore e i vari strumenti che ne consentono l'uso
  • conservare i supporti di film e giochi
Oltre queste, ce ne possono essere altre: per esempio l'ascolto e la conservazione della musica.

In casa nostra l'angolo tivù si trova accanto alla porta d'ingresso, in un punto di gran passaggio, nascosto ai visitatori ma ben visibile dai divani. 
Prima era arredato con un mobile basso su rotelle con due vani aperti e due cassetti. L'abbiamo realizzato per l'altra casa e ci ha seguito fin qui, ma ora stona: è troppo piccolo e... troppo basso! Abbiamo bisogno di un mobile più alto del Baldo (si diverte a sedersi davanti allo schermo!) e capiente abbastanza per contenere i dvd e gli oggetti da tenere a portata di mano accanto all'ingresso. I dvd, infatti, erano suddivisi per genere nelle scatole appoggiate alla mensola sopra il divano, e gli altri oggetti erano in una fila di cassettini appesi sopra il televisore. 
Come sempre, abbiamo organizzato l'angolo tivù in base alle nostre abitudini, all'uso degli oggetti riposti e alla comodità di accesso.

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Nuovo mobile, nuova organizzazione!


Fase uno: progettiamo il nuovo mobile.
Come sarà? Spazioso: devono trovar posto un centinaio di dvd (con la loro custodia), una memoria esterna, un lettore dvd e un cassetto. Bello: quindi chiuso da ante e simmetrico (adoro la simmetria). Facile da realizzare - aggiunge il marito.
Dopo una visitina alla mia bacheca ingresso di Pinterest, capisco quel che voglio. Prendo il quadernetto dei progetti e inizio a trascrivere le misure della parete, del mobile e dei dvd. Le misure ideali del mobile e quelle reali dei dvd fanno un po' a pugni, ma dopo varie elucubrazioni congiunte troviamo una buona soluzione. Posso iniziare a disegnare... 

Fase due: lo realizziamo.
Per la struttura recuperiamo una vecchia cassapanca semi abbandonata in camera; dal coperchio ricaviamo le ante e il frontale del cassetto, e aggiungiamo le parti che mancano: il cassetto, due mensole da applicare all'interno delle ante e due vassoi scorrevoli per i dvd.
Non è un lavoro semplice e veloce, ma dopo giorni è pronto. Una mano di fondo e due di vernice, un paio (anzi tre) di tasselli resistenti e il mobile nuovo è appeso.

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Fase tre: l'organizziamo, finalmente!
Il mobile è formato da tre vani: due laterali chiusi da ante, e uno centrale con un cassetto e un vano chiuso da un'anta a ribalta.
I due vani laterali ospitano i dvd disposti in tre file ciascuno: una in alto con i dvd in verticale su un ripiano, una in basso con i dvd in orizzontale su un vassoio estraibile, una all'interno dell'anta con i dvd in verticale su una mensolina.

paroladordine-unastanzaalmese-soggiorno-cassetto

Il vano centrale, invece, è diviso in due. Sopra c'è il cassetto con gli oggetti da ingresso: è diviso in quattro parti per distiguere e prendere a colpo sicuro i vari oggetti - i miei (occhiali da sole, occhiali da vista di scorta, orologio), quelli del marito (occhiali da sole, taccuino, orologio), le chiavi di scorta, le chiavi in uso e la scorta di gomme da masticare. Sotto c'è lo spazio per il lettore dvd e la memoria esterna chiuso da un'antina a ribalta; sul fondo una quinta removibile nasconde alla vista la ciabatta a cui sono collegate le diverse prese degli apparecchi elettronici.

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E i cavi? I cavi scendono dal televisore e s'infilano in un foro sul fondo del piano (coperto dal piede del televisore stesso): da qui scorrono nascosti tra il mobile e il muro, per poi raggiungere la ciabatta multiprese posta nel vano centrale attraverso un altro foro sul retro del mobile. Tramite altri fori nel mobile, si possono collegare le spine della ciabatta e dell'antenna alle prese poste immediatamente sotto il mobile. In questo modo non si vede nulla: gli odiosi cavi sono stati domati! La parte più bella? Attaccare le etichette realizzate con la funzione cavo della mia Prisca: mai più ricerche affannose del cavo elettrico giusto!

paroladordine-unatsanzaalmese-soggiorno-angolotv-etichette

Funzione: contenere dispositivi elettronici per video e loro strumenti; conservare supporti video; avere a portata di mano un vano contenitore vicino all'ingresso
Abitudini: tenere assieme dispositivi elettronici, strumenti e supporti video vicino al televisore; lasciare e prendere alcuni oggetti vicino all'ingresso
Oggetti: lettore dvd, memoria esterna, telecomandi, dvd, televisore; chiavi, occhiali da sole, altro
Comodità: alta (i titoli dei dvd sono facilmente leggibili; il lettore dvd è nascosto ma facilmente utilizzabile; i cavi sono nascosti e segnati da un'etichetta)

Siamo molto soddisfatti: ora l'angolo tivù è piacevole da guardare anche quando il televisore è spento! Tutte le "bellurie" (marchingegni, cavi, lucine rosse) sono nascoste e, al loro posto, ora ci sono un quadro e un barattolo di luci calde: siamo pronti per rilassarci.
Ti lascio l'identikit del perfetto angolo della televisione:

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Buona organizzazione!

giovedì 3 dicembre 2015

Brother

Ebbene, sì: Paroladordine ha il suo primo sponsor* e io sono troppo contenta!

Tutto inizia con una telefonata: "Andresti a seguire un corso di formazione sulle etichettatrici Brother a Milano?" Certo!
Arrivo alla loro sede dopo un lungo viaggio: l'ambiente è luminoso e tecnologico, l'accoglienza è cortese, di quella cortesia fatta di professionalità e calore umano. Io, di solito in imbarazzo in situazioni del genere, mi sento piacevolmente a mio agio. Poi inizia il corso di formazione per conoscere l'azienda, i suoi prodotti e soprattutto l'etichettatrice P-touch H100R.

Adoro le etichettatrici. Alla parola etichettatrice mi si accende l'interruttore - anzi l'intero pannello di interruttori: novità, curiosità, avventura, desiderio, voglia di provare, voglia di sperimentare, scoperta, ricerca, conoscenza, affetto.
Sì, affetto: perché di questa etichettatrice m'innamoro subito. Per la sua simpatia (il vestito bianco e rosso le dà un'aria sbarazzina), la leggerezza (anche con le batterie), la semplicità d'uso (nessun rischio di calli per tagliare l'etichetta!) e, soprattutto, per le sue innumerevoli funzioni.
Le scopro pian piano mentre preparo il workshop per l'Evento Nazionale APOI. Curiosa di sapere quali siano le mie preferite? Eccole qui:
  1. Cavo, permette di stampare un'etichetta doppia con una linea verticale a metà tra le due parole, che indica il punto in cui inserire il cavo e incollare le due parti tra di loro
  2. Pittografia, tanti simboli per personalizzare e abbellire le etichette; talmente tanti, che ancora non son riuscita a stamparli tutti!
  3. Deco mode, dodici (ben dodici) stili diversi per la grafica delle etichette. La più bella secondo me è la sette, ma anche la due non scherza
paroladordine-etichettatrice-brother

Sono convinta ed entusiasta della mia Prisca** (ehm) P-touch H100R: non solo avrà tanto da fare in casa, ma mi accompagnerà anche al lavoro - nella mia valigetta da "moltiplicatrice di spazi".

Desidero ringraziare Brother: non solo per la bella esperienza vissuta, ma anche per essere il mio primo sponsor!


* Per saperne di più, dai un'occhiata alla pagina Sponsor
** È più forte di me, do un nome a tutti gli oggetti a cui mi affeziono: ti presento Prisca :)
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