martedì 12 luglio 2016

Si studia! Chi ha paura del business plan?

Quando si inizia un'attività in proprio, bisogna avere le idee chiare - altrimenti tutto rischia di andare a rotoli. Ecco perché ho deciso di darmi all'abc con Chi ha paura del business plan? di Francesca Marano.

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In effetti, questo è il libro che apre la collana  I prof di Zandegù (io ho iniziato dal secondo, continuato col terzo e poi son tornata al primo - ops!) e un motivo c'è: il business plan (o piano d'impresa in italiano) è il primo passo per realizzare la propria attività e far sì che funzioni nel tempo.
Metto le mani avanti e dichiaro - non senza un po' di rossore sulle guance - di averlo letto tutto con estrema attenzione, di aver scaricato gli esercizi e di non aver ancora applicato gli insegnamenti dell'autrice: ho bisogno di tranquillità mentale e molta concentrazione, ma sento che il momento si sta avvicinando.

Il libro è diviso in tredici capitoli e comprende schede di lavoro e esercizi, per accompagnarti passo dopo passo alla compilazione di un business plan creativo: cioè un documento serio ma informale, sicuro di sé (e della tua attività) e brillante - anche per l'uso libero di brillantini ed effetti speciali!
Come dice Francesca Marano, il busienss plan è importante anche per i piccoli business e per i freelance ed è assolutamente indipendente dalla forma. Per questo ha sviluppato un metodo per fare business plan creativo con modalità italiane. E con modalità tutte "maraniane", aggiungerei io: il suo stile inconfondibile, seriamente divertente, rende il tutto più facile da affrontare.

Questi sono i passaggi (e le domande) fondamentali del metodo Marano:

  1. "come porto a casa i soldi?", per stabilire il business model (o modello d'impresa), cioè che cosa vendo e come - prodotti, servizi, in un negozio reale o in uno virtuale...
  2. "chi sono e che cosa faccio?", per definire la figura professionale e il lavoro in modo commerciale, cioè in un modo che faccia vendere
  3. "per chi lo faccio?", per profilare il cliente, fondamentale per creare dei prodotti che vendono
  4. "quali problemi ha il mio cliente?", per individuare i suoi bisogni, trovare la soluzione giusta, promuoverla più facilmente e venderla
  5. "perché faccio quello che faccio?",  per stabilire la missione dell'attività e distinguersi dagli altri professionisti del settore
  6.  "che cosa voglio promuovere?", per scegliere tra le varie idee i primi quattro servizi/prodotti da analizzare e promuovere nel corso dell'anno
  7. "come voglio promuoverlo?", per scegliere due o tre canali di promozione (reali e/o virtuali) 
  8. "come analizzo e pianifico le operazioni di marketing?", affinché ogni attività di promozione sia il più possibile efficace e proficua, identificandone il canale, l'obiettivo, il messaggio, le operazioni da effettuare, le risorse, i costi, le misurazioni (di tempo, di luogo), le conclusioni
  9. "quanto mi costo?", per individuare i costi dell'attività e per capire se ci sono voci su cui si sta spendendo troppo senza un ritorno di investimento adeguato
  10. "quanto devo guadagnare davvero?", per non coprire solo i costi, ma darsi anche uno stipendio in linea con la professionalità e l'esperienza, stabilire una soglia sotto cui non scendere mai, scegliere la politica dei prezzi (cioè posizionarsi sul mercato), fare i prezzi (cioè creare un listino) e differenziare le entrate tramite una serie di offerte
  11. "qual è il mio entourage?",  per identificare un sistema di supporto senza cui ben difficilmente si va avanti, cioè la famiglia, la rete di professionisti, i fornitori (commercialista, avvocato, legati all'attività)
Alla fine del percorso ecco pronto il business plan! Creativo, all'italiana, su misura e a portata di mano per tutte le volte che serve. 
Ciao, vado a farlo ^_^
paroladordine-sistudia-chihapauradelbusinessplan-marano

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