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martedì 19 novembre 2019

Il primo Convegno nazionale Apoi

Sabato 9 e domenica 10 sono stata a Presezzo, nel bergamasco, per partecipare al primo Convegno nazionale Apoi assieme a una sessantina di altri professionisti dell’organizzazione associati.

Di solito gli altri anni a settembre iniziavamo già a lavorare all’Evento nazionale Apoi e preparavamo i laboratori da proporre al pubblico. Per cinque edizioni, infatti, l’appuntamento autunnale era aperto a chiunque fosse interessato al mondo dell’organizzazione personale. L’adrenalina era ai massimi livelli, il desiderio di far conoscere il valore della nostra professione anche: per noi era una festa, coronata poi dalla cena al ristorante tutti assieme.
  L’unica cosa di cui sentivamo la mancanza era più tempo per stare tra colleghi, confrontarci sul lavoro, conoscerci meglio, approfondire alcuni temi. Perciò si è deciso di trasformare l’evento aperto al pubblico in un convegno per soli professional organizer. Ed è stato un successo.

È stato davvero interessante ascoltare gli interventi di Sabrina Toscani di Organizzare Italia (e presidente Apoi) e Francesca Pansadoro di TUTTOAPOSTO sulla deontologia dei P.O. italiani nei confronti delle autorità, dei colleghi e dei clienti; di Irene Novello di Ecco fatto! (vicepresidente Apoi) e la sua partecipazione alla conferenza ICD (Institute for Challenging Disorganization) negli Stati Uniti e scoprire – tra l’altro – che i professional organizer degli altri stati ammirano il nostro lavoro (in sei anni Apoi ha superato i cento associati ed è molto attiva su tutto il territorio italiano); delle nostre colleghe Chiara Battaglioni, Alessandra Ziliotto e Paola Tursi di Organizzatessen, Marika Menarello di Casa Poetica sul loro modo di lavorare e le loro attività.

Quel che ho preferito in assoluto sono stati i tavoli di confronto tra i soci senior. Ormai ci conosciamo da qualche anno, ci apprezziamo e stimiamo (con alcuni ho lavorato a progetti in comune, con altri ho scambiato competenze, altri ancora posso considerare amici), ci comprendiamo e andiamo verso la stessa direzione, pur su strade diverse.
  Non ci consideriamo rivali ma colleghi, e l’impegno di ciascuno di noi per Apoi (in molti diamo il nostro contributo per realizzare le attività dell’associazione) è un impegno anche per sé, per gli altri e per tutta la professione. Perché perseguiamo lo stesso scopo e siamo convinti di poter migliorare il mondo con l’organizzazione personale.

Paroladordine organizzare primo Convegno nazionale Apoi

martedì 22 ottobre 2019

Paroladordine compie cinque anni

Ci siamo: ancora un paio di giorni e il blog di Paroladordine compie cinque anni!
  Tutto è iniziato qualche anno prima, in un periodo di blocco totale che ha segnato la fine di una crisi profonda e l’inizio della chiarezza. Un incidente  mi aveva obbligato a rimanere a casa per mesi: da immobile, non ho potuto fare a meno di notare come la mia vita non stesse andando dove desideravo. Così un imprevisto “disastroso” è diventato un’opportunità preziosa per imparare a vivere meglio. 

L’organizzazione personale mi ha aiutata a cambiare abitudini e punti di vista. Prima ho educato il mio disordine innato, svuotato casa delle cose inutili, organizzato gli oggetti e ottimizzato gli spazi: perché non ne potevo più di sentirmi smarrita e perdere ore, giorni per cercare qualsiasi cosa. Poi ho dato un significato ai miei impegni, eliminato legami e attività che non portavano a nulla (se non a insoddisfazione), organizzato le cose da fare sul lavoro, a casa, in famiglia e per me, ottimizzato le mie giornate: perché ero stanca di fare tanto e ottenere poco di ciò che conta davvero. Molti sono i lavori ancora in corso, ma li considero brevi passi di un lungo cammino.
  Ora sto cambiando il mio stile di vita: perché voglio che sia più sano dentro e fuori di me, lo voglio pieno di serenità e divertimento, di curiosità e creatività.

Cinque anni fa ho iniziato il blog di Paroladordine, che da allora segue ogni mio passo in questo lungo cammino: ho sperimentato su me stessa, ho studiato (senza smettere mai) e sono diventata consulente di organizzazione personale; ho aperto la partita Iva, proposto i miei servizi (a proposito, sei curiosa di sapere perché li ho chiamati Flora, Baldo e Johnny?), avviato Con brio,  il mio bollettino d’informazioni (o newsletter), litigato con la tecnologia… Mentre cammino, raccolgo i frutti di una pianta seminata anni fa: è una bella sensazione.

Dopodomani, quindi, festeggio il quinto compleanno di Paroladordine: e lo voglio fare insieme a te: ho preparato tre sorprese per iniziare a usare bene il tempo, le ho impacchettate con tanto di fiocco e le spedirò col bollettino d’informazioni Con brio giovedì 24 ottobre.
Auguri a noi!

Paroladordine compie cinque anni

martedì 28 maggio 2019

Se fossi...

Se fossi un animale, sarei una tartaruga e il mio motto sarebbe: «Chi va piano, va sano e va lontano».

  Non sono sicura che al giorno d’oggi andare piano nel mondo del lavoro sia una furbata. Troppe volte in questi mesi ho avuto belle idee e poi le ho viste realizzate da altre persone, più brave e capaci a proporle di me. Ma ad andare veloce non riesco, i miei ritmi sono tranquilli e preferisco elaborare con calma le novità.
  Ho seguito il mio intuito e inserito una nuova rotta alla mia attività: voglio occuparmi un po’ meno di organizzazione domestica e sempre più di come organizzarsi nel tempo per realizzare lo stile di vita dei propri sogni.
  Da qualche tempo sto preparando i miei nuovi servizi: voglio che siano chiari, semplici e davvero utili. Sto lavorando alla loro essenza, ai testi che li accompagnano, alle immagini che li rappresentano, mi sto mettendo nei tuoi panni per capire se davvero funzionano.
  La mia lentezza mi ha permesso di confrontarmi con professionisti che stimo, di guardarmi attorno (è inevitabile, anche se preferirei “concentrarmi” solo sul mio lavoro) e di ragionare su quel che ho visto e quel che voglio fare.

Se fossi un mestiere sarei una sarta (come mia nonna) e il mio motto sarebbe: «Cucito su misura».

  Ho notato che l’argomento tempo (il cosiddetto time management) è un argomento molto sentito (quasi “sociale”) e per questo discusso e proposto da un gran numero di professionisti di diversi settori: counselor, life coach, marketer, imprenditori, artigiani, comunicatori… Alcuni spiegano come usare tecniche e strumenti, altri insegnano il proprio metodo per produrre di più in meno tempo o ritagliarsi delle ore per sé o conciliare casa e lavoro.
  E poi ci sono io. Che cosa posso offrire di diverso? Qual è il valore aggiunto dei miei servizi? Che cosa mi spinge a fare questo lavoro e a rendermi utile?
  Dopo averci pensato, sono giunta a una conclusione: è l’essenza stessa dell’organizzazione personale, cioè la capacità di trovare la soluzione giusta (quindi diversa e personalizzata) per chiunque abbia un problema. Uso le tecniche e gli strumenti organizzativi che ho provato su me stessa, propongo quelli più adatti e costruisco insieme a te il tuo metodo. 

Se fossi uno mezzo di trasporto sarei una navicella spaziale e il mio motto sarebbe: «Cambia prospettiva».

  Immagina di volare in alto, oltre il cielo, fino alle stelle. Da qui puoi vedere la Terra che brilla di miliardi di puntini colorati: ogni puntino colorato è una persona, ogni persona è diversa dall’altra. Diversi sono i desideri, il contesto, le aspettative, le motivazioni, le abitudini, i problemi, le necessità, le aspirazioni, i sogni.
  Perciò, come può esistere un sistema valido per tutti? Non esistono regole, tecniche, strumenti, metodi universali: esistono regole, tecniche, strumenti, metodi che si adattano e sono scelti secondo i bisogni, i problemi, la personalità e lo stile di vita di ciascuno di noi.
  Ecco, con i miei nuovi servizi voglio aiutarti a risolvere i problemi che ingarbugliano le tue giornate con un buon uso del tempo, sviluppare le abilità organizzative per vivere con serenità e trovare il tuo metodo, quello che senti tuo e che ti rappresenta appieno. 

Paroladordine nuove offerte

martedì 26 febbraio 2019

Settimana dell’organizzazione Apoi 2019

  Sono iscritta a Apoi – Associazione Professional Organizers Italia da cinque anni; mi sono persa l’euforia della fondazione e dei primi incontri, ma ho recuperato col tempo. Per me essere socia senior di Apoi ha un significato profondo.

  Apoi è l’associazione di categoria che rappresenta la nostra professione in Italia e nel resto del mondo, che ci fa riconoscere come professionisti dal Ministero dello sviluppo economico e conoscere come professionisti a tutti gli italiani che hanno bisogno del nostro aiuto.
  Apoi è una comunità di professionisti dell’organizzazione: proveniamo da tutta Italia, da contesti diversi, con bagagli culturali ricchi e variegati; ci confrontiamo e arricchiamo a vicenda, i successi personali sono uno sprone per tutti gli altri, i momenti di sconforto (chi non ne ha, sul lavoro?) sono un’occasione di confronto e crescita.
  Apoi è una famiglia: parliamo la stessa lingua (quella organizzativa!), abbiamo le stesse abitudini (organizzative!), ci conosciamo poco alla volta tramite Internet, il telefono, incontri per lavoro o puro piacere, coltiviamo amicizie preziose, condividiamo lo stesso desiderio di aiutare più persone possibile a organizzarsi bene per vivere meglio.

  C’è un momento prezioso per noi professionisti dell’organizzazione di Apoi: la Settimana dell’organizzazione, che inizia con la primavera. Sono sette giorni, dal 21 al 27 marzo, dedicati a tutti gli italiani, per far sapere che esiste un metodo per vivere appieno: l’organizzazione personale.
  Credo che uno dei mali più insidiosi del presente sia la confusione. La confusione è come una foresta: troppe informazioni allontanano l’attenzione da ciò che davvero conta, troppe richieste stordiscono i sensi, troppi impegni tolgono la luce, troppi oggetti fanno inciampare. Nella confusione ti perdi, dimentichi i tuoi desideri e bisogni, perdi di vista la strada e le opportunità.
  L’organizzazione personale trasforma la confusione nella libertà di essere ciò che davvero vuoi.

  Come? Per iniziare, tra il 21 al 27 marzo segui i consigli di noi PO: sul sito di Apoi troverai l’elenco degli eventi locali e ogni giorno sui vari canali di comunicazione (blog, Facebook, Twitter) articoli, messaggi, vademecum, infografiche e video sull’organizzazione. Ci sarà anche qualcosa di mio, perciò tieni d’occhio Apoi!
  Come dicono i saggi, ogni viaggio, anche il più lungo, inizia con un piccolo passo.

Paroladordine Settimana dell'organizzazione Apoi

giovedì 26 ottobre 2017

Le interviste ai PO: Fabiola Di Giov Angelo

Continuo a fare domande ai miei colleghi Professionisti dell'Organizzazione (PO, in breve), perché mi piace scoprire il loro percorso. E perché, magari, anche tu sei già una PO, ma ancora non lo sai.

Come è capitato a Fabiola Di Giov Angelo, oggi Professionista dell'Organizzazione - specializzata (e innamorata) di uso personale del tempo -, socio senior di APOI e addetto stampa di APOI e Organizzare Italia.

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Che lavoro facevi prima di diventare PO?
Ho sempre lavorato nell'ambito della comunicazione, come sociologa prima e come giornalista e addetto stampa poi, attingendo sempre all'organizzazione, la mia salvezza!

Perché hai deciso di diventare PO? Quali motivazioni ti hanno fatto capire che era la strada giusta da percorrere?
L'ho deciso dopo una delusione ricevuta dal mio precedente lavoro, che ho sempre amato, ma che ad un certo punto sembrava non mi corrispondesse più. Ho ascoltato, e non è un caso, un'intervista alla Tv in cui si parlava di professionisti che aiutavano gli altri a migliorare la propria vita utilizzando strumenti organizzativi. Lì c'è stato il colpo di fulmine per il professional organizing, un'attività che, senza saperlo, svolgevo da anni. Ho preso l'iniziativa e ho contattato le persone di riferimento di APOI, dalle quali ho avuto le risposte che cercavo. Mi sono iscritta subito all'Associazione e in poco  tempo ho capito che era la strada giusta: avrei messo a frutto le mie competenze e la mia esperienza riuscendo ad appagare il mio desiderio di essere utile agli altri semplificandogli la vita.

Come sei diventata PO e qual è stato il tuo percorso?
Sono diventata P.O. quando ho conosciuto Sabrina Toscani e i corsi per professional organizer di Organizzare Italia. Infatti, per quanto avessi preso con serietà questa nuova realtà lavorativa niente di più che partecipare ad un corso professionalizzante, a me che sono cresciuta a pane e corsi, sarebbe servito a rafforzare la convinzione. Il corso per professional organizer di sei mesi, molti libri, gli scambi fruttuosi con gli altri P.O. e i primi clienti mi hanno formata. Svolgo questa professione ormai da alcuni anni, ma sono una professional organizer da sempre, da quando sistemavo il ripostiglio a casa dei miei, organizzavo la biblioteca all'Università, l'archivio al lavoro, suggerivo tecniche per riunioni efficaci e veloci in redazione.

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Che cosa ti affascina di più del mondo dell'organizzazione e di che cosa ti occupi principalmente?
Amo la capacità che l'organizzazione ha di essere duttile e mettersi al servizio della persone! Metto a punto con i miei clienti strategie organizzative che mirino a usare bene e con soddisfazione il proprio tempo. Sono fortemente convinta che grazie all'organizzazione si possono migliorare i propri risultati e raggiungere i propri obiettivi qualunque essi siano: di maggior produttività, efficienza, soddisfazione personale, più spazio e tempo per sé. In ogni ambito della propria vita l'organizzazione è fondamentale! Mi rivolgo a quelle persone, che mi capita di incrociare sempre più spesso, che dichiarano di non aver mai tempo di... salvo poi scoprire insieme che bisogna organizzare meglio gli spazi di casa, la propria agenda, imparare a scrivere una lista o a dire di no. La cosa che mi piace molto di questo lavoro è che si utilizzano metodi, strumenti e tecniche ma si attinge molto alla propria capacità di ascolto e di osservazione, a intuito ed empatia, doti imprescindibili per un P.O.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Diciamo che il mio desiderio, verso il quale indirizzo le mie energie, il mio tempo, la mia volontà, è che sempre più persone scoprano l'organizzazione e ne sperimentino i benefici! Per cui apro ufficialmente il cassetto e dico “diffondiamo l'organizzazione!”

martedì 24 ottobre 2017

Perché faccio quel che faccio

È da qualche mese che sono irrequieta. Mi sento come una quarantenne che s'accorge all'improvviso di non veder più bene da vicino: una sensazione fastidiosa che impedisce di fare cose semplicissime - tipo leggere le istruzioni di una qualsiasi cosa.

Sono irrequieta perché non riesco più a veder bene da vicino, soprattutto dentro di me. Quando mi chiedo perché ho scelto di diventare una Professionista dell'Organizzazione - dopo esser stata per anni un'archeologa -, faccio fatica a mettere a fuoco la risposta. Fatico a vedere il nesso, anche se so che esiste.

Alcuni miei colleghi arrivano al Professional Organizing da attività simili e per loro è una naturale evoluzione di ciò che già facevano: architetti, archivisti, magazzinieri, commessi, organizzatori di eventi, formatori...
Io ero un'archeologa, scavavo nel terreno per portare alla luce la vera storia di un luogo: com'è stato cambiato dalla natura e dagli esseri umani, com'era in origine e com'è diventato, qual è la sua vera essenza, quali sono le sue risorse e potenzialità. Tutta un'altra cosa.

Forse.

Poi un giorno leggo l'articolo Salvata dal decluttering di Rita Bellati e le sue parole mi hanno fatto capire più che mai perché dall'archeologia sono passata al Professional Organizing.

Per scavare negli oggetti e negli impegni delle persone e riportare alla luce chi davvero sono.

Questa è la mia naturale evoluzione e ne scrivo proprio oggi, il terzo compleanno di Paroladordine, per ricordarmi di fidarmi del mio istinto. Anche se il nord è nascosto, la nostra bussola interiore ci guida sempre.
paroladordine-terzo-compleanno

giovedì 12 ottobre 2017

Evento nazionale APOI 2017: presente!

Per me e i miei colleghi Professionisti dell'Organizzazione l'autunno è una stagione di gran fermento: siamo in piena organizzazione dell'evento nazionale APOI!


Il titolo è già un programma: Impara ad organizzarti... divertendoti!
Quest'anno saremo a Torino sabato 11 novembre per diffondere la cultura dell'organizzazione con laboratori interattivi e formativi, divisi in cinque macro-aree:  
  1. alleggerisci e semplifica per dare il giusto valore alle cose
  2. stile di vita per vivere bene il tempo
  3. lavoro e ufficio per lavorare col sorriso
  4. casa organizzata per avere tutto sotto controllo
  5. bambini e famiglia per imparare fin da piccoli le abilità organizzative
Ci sarà anche l'angolo Parla con un P.O. dove potrai chiedere una consulenza personalizzata e gratuita e trovare la soluzione giusta a un problema organizzativo.
A sostenere l'evento nazionale APOI ci saranno, come sempre: Brother, Domopack Living, Organizzare Italia, Studio T e Studio Garattoni&Vaccariello.

Se parteciperai, sarò ben felice di conoscerti!

venerdì 9 dicembre 2016

E se regalassi un PO?

L'altro giorno una cliente mi ha chiesto se può regalare a sua sorella un "pacchetto PO". Le ho risposto che è una bellissima idea e che son pronta a mettermi un fiocco in testa per trasformarmi in regalo!

Adoro ricevere e fare regali utili: non c'è nulla di più bello dell'esclamazione ne avevo proprio bisogno!
Perciò ho pensato di condividere quest'idea-regalo con te e ho preparato tre pacchetti dono da mettere sotto l'albero. Ciascun pacchetto contiene una consulenza a distanza* di grandezza e caratteristiche diverse: per avere tutte le informazioni (chi, che cosa, come, dove, quando e quanto) premi sui pacchetti!


Decidi tu a chi regalare un po' di serenità per l'anno nuovo: alla tua dolce metà, al tuo capo (ehm), al tuo migliore amico, a qualcuno della tua famiglia e, perché no?, a te stessa.

Buona organizzazione!


_________________________________________

* Perché regalare una consulenza a distanza e non un intervento dal vivo? 
   Per due motivi fondamentali:
  1. è più simpatica, perché unisce l'immediatezza (tutto avviene tramite posta elettronica) e l'ubiquità (può raggiungere ogni parte d'Italia) alla libertà di occuparsene quando vuole e quando può
  2. è ancora più simpatica, perché è conveniente (l'anno prossimo aumenterò un po' i costi - ti avvertirò e spiegherò perché quando arriverà il momento -, per ora il costo delle consulenze a distanza è ancora quello di sempre)
   Se preferisci regalare un intervento dal vivo, scrivimi e troviamo assieme la formula giusta!

martedì 15 novembre 2016

Si studia! Il Corso di Formazione per Professional Organizer

Da quando ho deciso di diventare PO, in cima alla lista dei miei desideri "professionali" c'è il Corso di Formazione per Professional Organizer di Organizzare Italia.
Ora posso tirarci una bella riga sopra, perché... lo sto frequentando!
E se mi chiedi se sono felice, ti rispondo che sono felicissima!!!

Organizzare Italia è la prima scuola italiana di formazione nell'ambito del Professional Organizing. Il corso è impegnativo: dura sei mesi, per un totale di circa novanta ore riunite in sei fine settimana, si fa pratica con esercizi e compiti a casa, si partecipa e impara in aula. 
Ebbene, sono solo alla quarta lezione e ne sono già entusiasta. Ho seguito molti corsi, universitari ed extra universitari (amo studiare), per imparare nuovi mestieri e perfezionarne di "vecchi", e tutti insegnano che cosa fare: una volta finiti, stava a me capire come mettere in pratica tutte le informazioni. Questo corso, invece, non solo insegna che cosa fare, ma anche come farlo: qui apprendo le tecniche e i metodi di Professional Organizing e gli strumenti pratici (economici, fiscali, amministrativi, comunicativi, digitali) per iniziare subito a lavorare come PO. 

Succede anche di raccontare come sei diventata Professional Organizer ;)
Immagine di Ale Ziliottto Professional organizer 

Capita a volte che qualcuno interessato a diventare PO mi chieda se valga la pena di seguire il corso di formazione. Il mio consiglio spassionato è: sì! Perché:
  • se hai dei dubbi, qui puoi chiedere consigli a professionisti competenti
  • se non sai come iniziare, qui puoi impararlo
  • se senti il bisogno di una rete, qui puoi crearla assieme ai tuoi compagni di corso e futuri colleghi

martedì 18 ottobre 2016

Fantasia

paroaldordine-manifesto-fantasia

La fantasia è il motore di tutte le cose. Con quanta fantasia e ingegnosità la natura conduce ogni giorno uno spettacolo meraviglioso, che dura da millenni? Tanta.

La vita, in ogni sua forma, è bellissima, complicata e difficile: le complicazioni e le difficoltà sono occasioni per migliorarla.

Mi sono sempre divertita a risolvere i problemi: dopo un primo momento di preoccupazione, passo in rassegna le mie risorse e penso a come risolverli, uno alla volta. A volte la soluzione è davvero semplice, ma difficile da mettere in pratica; altre volte ci sono più soluzioni e bisogna scegliere la più lungimirante; altre, ancora, tarda ad arrivare - ma alla fine arriva.

Senza fretta, con passione e molta fantasia: infatti la soluzione, se riesci a "vederla", riesci anche a realizzarla.

"I problemi sono fatti per essere risolti, 
con pazienza, dedizione e tanta immaginazione:
c'è sempre una soluzione e il bello è trovarla." 


martedì 11 ottobre 2016

#eventoAPOI2016: celo!

Roma ci ha accolti con calore, curiosità e fiducia: circa duecentocinquanta visitatori in cinque ore, un vero successo!


Il corner Casa organizzata con le etichettatrici Brother,
in tutto il loro azzurrissimo splendore!
Immagine originale di Fiorella Furlan

Noi, soci APOI, eravamo una quarantina, provenienti da tutta Italia e ognuno impegnato in un'attività:
  • registrazioni e prenotazioni delle consulenze gratuite
  • casa organizzata
  • famiglia e bambini 
  • lavoro e ufficio
  • stile di vita
  • space clearing
  • parla con un P.O. per una consulenza individuale e gratuita
  • Organizzare Italia, per sapere come diventare PO

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Assieme a Emanuela Tirabassi di Kids P.O. al corner Famiglia e bambini.
Immagini originali di Nuove Abitudini (sinistra) e di Attimamente (destra)

Per noi PO - che abbiamo preparato lo "spettacolo" e ci siamo impegnati a renderlo un'esperienza indimenticabile - è stato un susseguirsi continuo di emozioni: la felicità di ritrovarsi e abbracciarsi dal vivo, il piacere di conoscere finalmente volti e voci, la sana strizza prima che tutto inizi, la soddisfazione di essere utili e d'aiuto a chi ne ha bisogno, il divertimento assoluto e l'amore per quel che facciamo. 
Il tutto coronato da una cena in compagnia: stanchi e affamati, ma felici.

paroladordine-eventoAPOI2016-consulenze
Immagine originale di Giulia Rastelli Professional Organizer

Ci vediamo l'anno prossimo a Torino!

martedì 20 settembre 2016

Evento Nazionale Apoi 2016: impara a organizzarti divertendoti... a Roma!

Ci siamo: torna l'Evento Nazionale Apoi Impara ad organizzarti... divertendoti!
Quest'anno la terza edizione sarà ospitata nella Città dell'Altra Economia di Roma sabato 8 ottobre dalle 15.00 alle 20.30, e noi PO di Apoi siamo già all'opera!

evento nazionale apoi roma 2016
Apoi

Ricordo ancora tutta la carica di energia positiva dello scorso evento a Milano: bellissimo conoscere colleghi lontani, entusiasmante lavorare con loro, divertente coinvolgere i partecipanti! 

Se sei di Roma o "passi di lì", vieni a trovarci: iscriviti all'evento (l'ingresso è gratuito), scegli i laboratori interattivi e formativi che più ti interessano (le macro-aree sono: alleggerisci e semplifica, stile di vita, lavoro e ufficio, casa organizzata, bambini e famiglia), conosci da vicino i prodotti dei partner (Brother, Centurion Garage, Domopack Living, Organizzare Italia, Kis, Studio Garattoni&Vaccariello, Studio T) e chiedi una consulenza personalizzata e gratuita ai PO.

Se mi vedi (sarò nei corner Casa organizzata-Brother e Bambini e famiglia, e ai tavoli delle consulenze), chiamami: sarà bello salutarti e conoscerti dal vivo!


Ti lascio tutte le informazioni:
Evento Nazionale Apoi 2016
Impara ad organizzarti... divertendoti!

sabato 8 ottobre, dalle 15.00 alle 20.30
ingresso gratuito
iscrizione sul sito Apoi

martedì 9 agosto 2016

Cambiamento

paroladordine-manifesto-cambiamento

Il mio filosofo preferito è Eraclito, colui che scrisse panta rhei, tutto scorre - perché nulla rimane identico a sé.
Il mio scienziato preferito è Charles Darwin, colui che formulò la teoria dell'evoluzione delle specie viventi - perché sopravvive chi si adatta ai mutamenti dell'ambiente.

La vita è un insieme di piccoli cambiamenti, nel modo di pensare, nel modo di vestirsi, nei gusti, negli interessi, negli affetti. C'è chi accoglie i cambiamenti a braccia aperte e chi ne ha paura, ma non c'è nulla da temere: cambiare, evolvere, adattarsi alle nuove situazioni è l'unico modo per vivere serenamente e migliorarsi.

Rimanere ferma non porta da nessuna parte. Se non trovi una via d'uscita, prova a guardare le vecchie cose con occhi nuovi - ti stupirai.

"La vita è un'evoluzione continua:
sembra sempre la stessa ma è già cambiata!
Il segreto per non rimanere indietro è cambiare prospettiva ogni volta."


martedì 26 luglio 2016

Luglio, il punto della situazione

Ho come l'impressione che quest'anno sia all'insegna della corsa.
Mi distraggo un attimo e siamo già a luglio! Anzi, alla fine di luglio... Urge fare il punto della situazione.

Con malcelato orgoglio (ehm), posso dichiarare che nella prima parte dell'anno ho realizzato tutto ciò che mi ero prefissata a gennaio:
paroaldordine-obiettivi-gennaiogiugno
Ho lavorato e studiato senza sosta, con determinazione, credendoci sempre, per sei mesi. Non mi hanno fermato i mille impegni extra, né i virus malvagi (ancora adesso mi torturano) e ho chiuso i cerchi aperti: ce l'ho fatta.
Vuoi sapere come? Con un metodo infallibile, almeno per me. Te lo racconto, perché potrebbe esserti utile.

Tutto è iniziato con l'anno nuovo. Era una serata tranquilla, seduta sul divano sotto la mia coperta all'uncinetto, e mi sono chiesta: "Dove voglio andare?", "Che cosa davvero desidero?", "Di che cosa ho davvero bisogno?". Ho preso carta e penna, cercato dentro di me le risposte (sincere) e le ho scritte.

Le risposte erano gli obiettivi da raggiungere quest'anno. Tre obiettivi - che, per una persona dai mille interessi come me, sono pochi: di questi, solo uno riguarda in parte il lavoro.
Ho diviso ogni obiettivo in micro-obiettivi, e per ciascuno di essi ho individuato i passi necessari per raggiungerli - usando la tecnica della Camminata A Ritroso, cioè procedendo all'indietro: dall'obiettivo, al primo passo da fare per riuscire a realizzarlo. 
Ogni passo ha una scadenza di massima: prima ho deciso quali fare tra gennaio-giungo e quali tra luglio-dicembre, poi li ho inseriti mese per mese, settimana per settimana e, infine, giorno per giorno.

Gli strumenti che mi permettono di andare avanti e di monitorare i miei progressi sono:
  • il Piano D'Attacco del 2016 trascritto sull'agenda delle liste
  • l'agenda delle liste
  • l'agenda personale
  • il Calendario di Paroladordine per la Famiglia
Grazie a loro tengo sotto controllo tutti gli impegni, programmando in anticipo le azioni da compiere per raggiungere i micro-obiettivi, segnando le scadenze personali, lavorative e familiari annuali e mensili, distribuendo il lavoro, seguendo i progressi, lasciando ampi margini per gli imprevisti. 

E di imprevisti, in questi primi sei mesi, ce ne sono stati a iosa! Ma ora sono qui: sono una moltiplicatrice di spazi, collaboro con Organizzare Italia per un progetto super in linea con la mia visione del mondo (te ne parlerò presto!), aiuto le persone a vivere meglio e, nel frattempo, imparo da loro sempre qualcosa di nuovo. Direi che il punto della situazione è positivo assai.

Il prossimo piano d'attacco? Tanto riposo ad agosto: finalmente le vacanze!

martedì 12 luglio 2016

Si studia! Chi ha paura del business plan?

Quando si inizia un'attività in proprio, bisogna avere le idee chiare - altrimenti tutto rischia di andare a rotoli. Ecco perché ho deciso di darmi all'abc con Chi ha paura del business plan? di Francesca Marano.

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In effetti, questo è il libro che apre la collana  I prof di Zandegù (io ho iniziato dal secondo, continuato col terzo e poi son tornata al primo - ops!) e un motivo c'è: il business plan (o piano d'impresa in italiano) è il primo passo per realizzare la propria attività e far sì che funzioni nel tempo.
Metto le mani avanti e dichiaro - non senza un po' di rossore sulle guance - di averlo letto tutto con estrema attenzione, di aver scaricato gli esercizi e di non aver ancora applicato gli insegnamenti dell'autrice: ho bisogno di tranquillità mentale e molta concentrazione, ma sento che il momento si sta avvicinando.

Il libro è diviso in tredici capitoli e comprende schede di lavoro e esercizi, per accompagnarti passo dopo passo alla compilazione di un business plan creativo: cioè un documento serio ma informale, sicuro di sé (e della tua attività) e brillante - anche per l'uso libero di brillantini ed effetti speciali!
Come dice Francesca Marano, il busienss plan è importante anche per i piccoli business e per i freelance ed è assolutamente indipendente dalla forma. Per questo ha sviluppato un metodo per fare business plan creativo con modalità italiane. E con modalità tutte "maraniane", aggiungerei io: il suo stile inconfondibile, seriamente divertente, rende il tutto più facile da affrontare.

Questi sono i passaggi (e le domande) fondamentali del metodo Marano:

  1. "come porto a casa i soldi?", per stabilire il business model (o modello d'impresa), cioè che cosa vendo e come - prodotti, servizi, in un negozio reale o in uno virtuale...
  2. "chi sono e che cosa faccio?", per definire la figura professionale e il lavoro in modo commerciale, cioè in un modo che faccia vendere
  3. "per chi lo faccio?", per profilare il cliente, fondamentale per creare dei prodotti che vendono
  4. "quali problemi ha il mio cliente?", per individuare i suoi bisogni, trovare la soluzione giusta, promuoverla più facilmente e venderla
  5. "perché faccio quello che faccio?",  per stabilire la missione dell'attività e distinguersi dagli altri professionisti del settore
  6.  "che cosa voglio promuovere?", per scegliere tra le varie idee i primi quattro servizi/prodotti da analizzare e promuovere nel corso dell'anno
  7. "come voglio promuoverlo?", per scegliere due o tre canali di promozione (reali e/o virtuali) 
  8. "come analizzo e pianifico le operazioni di marketing?", affinché ogni attività di promozione sia il più possibile efficace e proficua, identificandone il canale, l'obiettivo, il messaggio, le operazioni da effettuare, le risorse, i costi, le misurazioni (di tempo, di luogo), le conclusioni
  9. "quanto mi costo?", per individuare i costi dell'attività e per capire se ci sono voci su cui si sta spendendo troppo senza un ritorno di investimento adeguato
  10. "quanto devo guadagnare davvero?", per non coprire solo i costi, ma darsi anche uno stipendio in linea con la professionalità e l'esperienza, stabilire una soglia sotto cui non scendere mai, scegliere la politica dei prezzi (cioè posizionarsi sul mercato), fare i prezzi (cioè creare un listino) e differenziare le entrate tramite una serie di offerte
  11. "qual è il mio entourage?",  per identificare un sistema di supporto senza cui ben difficilmente si va avanti, cioè la famiglia, la rete di professionisti, i fornitori (commercialista, avvocato, legati all'attività)
Alla fine del percorso ecco pronto il business plan! Creativo, all'italiana, su misura e a portata di mano per tutte le volte che serve. 
Ciao, vado a farlo ^_^
paroladordine-sistudia-chihapauradelbusinessplan-marano

mercoledì 29 giugno 2016

Giugno, il mese dei grandi sorrisi

Ho così tante novità di cui parlarti, da volertele raccontare tutte assieme - ma non si può: pensa che confusione!
Allora procedo con calma, faccio un gran respiro profondo e via.


Se guardi qui sotto (in fondo alla pagina, nella striscia rosa), trovi la prima grande novità: sono diventata socio senior APOI! D'ora in poi, chiunque si rivolga all'associazione per cercare un PO, può trovare anche me assieme ai miei colleghi: eccomi!
Ho studiato, lavorato e organizzato spazi diversi per persone diverse: mi sono impegnata, divertita e ho imparato tante cose. Cosa volere più di così? Continuare, con la stessa energia e passione ^_^


Ora dai un'occhiata alla colonna qui a destra e prova a premere i pulsanti di Instagram e Pinterest: ti porteranno ai nuovi profili di Paroladordine, dedicati completamente all'organizzazione. Su Pinterest trovi le idee prese da Internet, organizzate per argomenti; su Instagram ci sono io, la mia casa, il Baldo (lui c'è sempre) e qualche dietro le quinte del mio lavoro.
E se vuoi scrivermi, scoprirai che è cambiato anche l'indirizzo di posta elettronica - ora mi trovi qui: alessandra@paroladordine.org


Non è ancora finita. Alza lo sguardo sulle etichette subito sotto il titolo: ce n'è una nuova! Si chiama consulenza a distanza e ti porta alla pagina in cui ti presento questo nuovo servizio.
L'ho pensato per chi ha bisogno di un piccolo aiuto per rimettere in moto le proprie abilità organizzative: avviene tutto tramite posta elettronica, così si azzerano le distanze e decidi tu quando e come riorganizzarti, senza fretta, senza impegni, da sola o assieme alla tua famiglia!


Ogni passo in più nel meraviglioso mondo dell'organizzazione mi fa sorridere d'entusiasmo: nuovi traguardi, nuove scoperte, nuovi incontri, nuovi progetti (di cui ti parlerò presto!)...
Ecco perché Giugno è per me il mese dei grandi sorrisi.

martedì 21 giugno 2016

Emozioni

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Ho sempre pensato che siano le emozioni a unirci, anche quando siamo tanto diversi. Hai presente? A volte non servono le parole, basta aver già provato la stessa emozione (anche solo una volta) e da estranei diventiamo vicini.
Le emozioni sono un linguaggio universale, che ci accumuna tutti: è come un ballo di gruppo pieno di gioia se sono piacevoli, o come un sostegno nei momenti bui se sono spiacevoli.
In questo caso, provare un'emozione e riconoscerla in qualcun altro significa comprensione: le distanze si accorciano e ci immedesimiamo, perché entrambi sappiamo di che cosa stiamo parlando, ne conosciamo i lati negativi e le ripercussioni sulla nostra vita. Se abbiamo scoperto come superarle, allora l'unico nostro desiderio è condividere anche questa esperienza e aiutare.


Le emozioni costruiscono ponti tra le persone:
così mentre ascolto, mi metto nei panni degli altri
e cerco una soluzione su misura.

 

martedì 31 maggio 2016

Si organizza! La stanza della creatività

All'inizio era il caos.

paroladordine-siorganizza-stanzadellacreatività-prima

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Prima ancora era la cameretta di due ragazzine, ormai diventate adulte: spariti i vecchi mobili, altri hanno preso il loro posto e, pian piano, ogni superficie disponibile si è riempita di qualsiasi cosa. Una specie di Stanza delle Necessità, dove nascondere e, con un pizzico di fortuna, trovare tutto ciò che serve.

Il grande desiderio di M. era che diventasse la sua stanza della creatività, dove passare qualche ora a dipingere, ricamare, scrivere e dedicarsi a tutto ciò che ama. Dove ogni oggetto sia al suo posto, facile da reperire e riporre al termine dei lavori. Magari con un tocco di calore, dato dai mobili di quand'era bambina e dalla vista sul giardino e il ciliegio in fiore. Un luogo dall'atmosfera accogliente, rilassata, quasi dorata. Insomma, una vera sfida!

Il progetto che le propongo prevede diverse fasi:


All'obiettivo principale - avere una stanza tutta per sé per dar sfogo serenamente alla sua creatività -, se ne aggiungono pian piano altri: un angolo per stirare (la lavanderia si trova nel seminterrato e lo spazio per stirare è esiguo), un posto per l'archivio dei documenti di famiglia (ora sparpagliati in vari punti di casa), una postazione per il computer e altri apparecchi elettronici (ora troneggia in mansarda, in un tripudio di cavi, ciabatte multiprese e caos tecnologico). La rassicuro: c'è spazio per tutto.

Il lavoro è lungo, ci incontriamo una volta a settimana e per tre ore di seguito procediamo con metodo, seguendo la nostra tabella di marcia. All'inizio non è facile, sapere di dover affrontare tutta quella massa di roba sgomenta M. Riempiamo gli scatoloni di categorie di oggetti, la stanza prima si svuota e poi si riempie di nuovo, ma questa volta in modo ordinato: ora che la parte più faticosa e fastidiosa è fatta, possiamo iniziare a ottimizzare gli spazi.
M. recupera tre scaffali alti, un buon numero di piccole scatole (altre ne compra), una scrivania e una cassettiera e inizia a sorridere: mi racconta che fin da ragazzina è sempre stata una persona ordinata (le piaceva riordinare i rocchetti di cotone della mamma sarta secondo i colori e l'uso), poi ha sposato un uomo disordinato e accumulatore e, per amore della pace, ha messo da parte la sua indole. Dividere i nastri di raso, le matassine da ricamo, i bottoni per colore; riunire pastelli a cera, matite, pennarelli, carta e cartoncino colorati; separare coccarde da nastri da pacco e carte da regalo; eliminare l'inutile e conservare i ricordi più cari; tutto questo fa star bene M.
A ogni incontro è sempre più contenta del risultato e sente che ogni cosa sta andando al suo posto: la sua stanza della creatività, i suoi strumenti e pure il suo senso dell'ordine.

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Due dei tre scaffali sono dedicati, rispettivamente, al materiale per creare (tovaglioli di carta per il découpage, nastri, filati da ricamo, necessario per il cucito, bottoni, nastri pirka, gomitoli e navette da chiacchierino, decorazioni varie, stoffe da tagliare e cucire) e per i regali di Natale.

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Sui ripiani degli scaffali le scatole contengono tutto il necessario ben suddiviso e le etichette permettono di andare a colpo sicuro.

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La scrivania è ampia e comoda. Sul piano sono appoggiati un album da disegno, un quaderno per scrivere la storia di famiglia e un mappamondo.

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La cassettiera su rotelle contiene qualche oggetto di cancelleria, i colori, gli stampini, le carte e i cartoncini.

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M. sta già usando la sua stanza della creatività, con grande soddisfazione.
Mancano ancora l'angolo per stirare, la postazione del computer e l'archivio dei documenti, ma... queste sono altre storie, te le racconterò più avanti!

martedì 19 aprile 2016

Si studia! Chi sono e che cosa faccio

Ho ripreso in mano i libri (in primis Tutto fa branding di Gioia Gottini) e mi son data da fare. Ho studiato, scritto, cancellato, immaginato, riscritto e, soprattutto, pensato a te.
Perché mi sono accorta di non essermi mai presentata sul serio: ti dicevo dove vivo, con chi vivo e che cosa mi piace fare nella vita - bom, nulla di più.
Non ti raccontavo chi sono, né perché ho aperto questo blog, né che cosa faccio nella vita, soprattutto che cosa posso fare per te.

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Così mi sono impegnata e ho scritto due pagine, quelle qui sopra - CHI SONO e CHE COSA FACCIO. Le ho scritte mettendoci tutta me stessa, perché essere una moltiplicatrice di spazi per me è davvero importante: aiuto le persone a trasformare la confusione in certezza, il caos in armonia e a vedere la vita da un nuovo punto di vista - più sereno. 

Se hai voglia di leggerle e poi di dirmi cosa ne pensi, te ne sarò grata: le ho scritte per te e il tuo parere per me è prezioso.

martedì 12 aprile 2016

Curiosità

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La curiosità è il mio carburante, senza sarei al punto di partenza.
La curiosità mi porta a scoprire sempre qualcosa di nuovo, di cui poi mi appassiono e che, quindi, desidero conoscere meglio. Tutte legate da un sottile filo dorato, forse un po' bizzarro, ma sempre presente.
Mi piace sapere perché accadono le cose, perché lo stesso fatto influisce in maniera diversa sulle persone e perché le persone affrontano in maniera diversa lo stesso fatto.
La curiosità mi tiene sveglia, mi fa osservare il mondo, costruisce un ponte tra i miei pensieri e tutto quel che succede là fuori. Mi fa immaginare, collegare cause-effetti, ipotizzare; mi sprona a migliorare.
È grazie alla mia curiosità se sono arrivata fin qui - e di sicuro non mi fermerò.

"voglio continuare a imparare e a migliorarmi:
non mi spaventa quel che non conosco,
mi spaventa pensare di conoscere tutto."

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